«I ragazzi hanno dato tutto, e questo è un conforto e un punto di partenza per fare meglio e ottenere quei risultati che oggi ancora ci mancano». A fine gara Alberto Cavasin appare sconsolato, e non potrebbe essere altrimenti dopo la quinta sconfitta consecutiva, eppure rimane ottimista per il prosieguo del campionato. In effetti i granata hanno dato l’impressione di aver fatto tutto ciò che era nelle loro possibilità per portare a casa un risultato utile, ma non c’è stato nulla da fare a fronte di un Sion che quando ha premuto il piede sull’acceleratore ha trovato la via del gol senza troppe difficoltà. E dire che nei primi quarantacinque minuti di gioco la squadra ticinese aveva dato impressione di grande solidità, chiudendo in vantaggio in virtù della rete messa a segno al 24’ da Diarra che aveva raccolto un cross di Diana scaraventando in rete di sinistro.
La novità dal primo minuto è la presenza di Sermeter che giostra alle spalle di Ciarrocchi, con Feltscher e Diarra sugli esterni e la coppia Hima-Edusei davanti alla difesa. In retroguardia La Rocca affianca capitan Mangiarratti al centro, mentre Diana fa il terzino destro. Pronti via e il Bellinzona si rende subito pericoloso: sugli sviluppi di un calcio d’angolo Hima conclude dal limite dell’area e il pallone va a stamparsi sul palo, palo che nuovamente al 21’ nega la gioia del gol ai granata respingendo il preciso di tiro di Feltscher. Di lì a poco arriva il meritato vantaggio, e la timida reazione dei padroni di casa non porta grandi pericoli alla porta difesa da Gritti. Anzi, è ancora il Bellinzona al 32’ a creare una ghiotta occasione di rete, con Sermeter che al termine di una rapida ripartenza calcia debole a tu per tu con Vanins fallendo sciaguratamente il raddoppio. Si va così all’intervallo senza ulteriori sussulti, anche se con il rammarico per non aver arrotondato il risultato.
Nella ripresa però la compagine di Tholot cambia marcia e per i granata iniziano i dolori: la pressione dei vallesani costringe Mangiarratti e compagni a rifugiarsi nella propria metà campo e puntualmente arriva la rete del pareggio con Bühler che batte Gritti sfruttando una palla vagante. Subire gol alla prima disattenzione difensiva farebbe male a chiunque, e in particolare fa male a questo Bellinzona che risente del contraccolpo psicologico concedendo metri e gioco a un avversario ormai lanciatissimo. Cavasin inserisce Ciaramitaro per Feltscher nel tentativo di dare maggiore compatezza in mezzo al campo, dove il Sion con uno scatenato Dominguez mantiene il pallino del gioco, concretizzando il vantaggio territoriale al 67’, quando ancora Bühler risolve in rete una mischia furibonda sotto porta venutasi a creare in seguito a un calcio d’angolo. Una volta in vantaggio, i vallesani abbassano il ritmo, ma hanno vita facile nel tenere a bada un Bellinzona che nonostante l’inserimento di Rossini non riesce a creare occasioni pericolose, e deve anzi ringraziare Gritti, miracoloso su un colpo di testa di Vanczack.
Sembrava potesse essere la volta buona. Sembrava potesse essere la gara del rilancio per i granata, perlomeno dopo un primo tempo ottimo dal punto di vista tattico e caratteriale. E invece è nuovamente emersa la fragilità di un gruppo che, quando ha di fronte un avversario che comincia a spingere, crolla puntualmente. Il Sion nel secondo tempo ha cambiato passo, ha cercato con insistenza la via del gol, ed ecco che una squadra che fin lì era stata ordinata e precisa ha perso la bussola e ha cominciato a difendere in modo arruffone e insicuro fino ad affondare.
Cavasin sembra voler continuare a guardare ciò che di positivo è emerso dai novanta minuti di Sion: «In termini di occasioni e di gioco il risultato non è bugiardo. Prendo atto della prestazione e dell’impegno della squadra, ma anche che c’è da fare qualcos’altro per poter fare risultato». Che il Bellinzona abbia bisogno di crescere non è una novità, ma il tempo sta passando e l’Aarau non è lontano: conviene trovarlo alla svelta, questo “qualcosa” che porti ai risultati.
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