Cronaca

  • Stampa l'articolo
  • Invia l'articolo per e-mail
Luci dei night-club da soffuse a cupe
Ticino
Luci dei night-club da soffuse a cupe
Soppresso dal Governo il permesso L

Un passo nella direzione giusta. Ma anche un segnale all’ambiente dei locali notturni. Lo ha dato ieri, secondo il capo della Sezione della popolazione Attilio Cometta il Governo, decidendo di sopprimere a partire da ottobre il permesso L destinato alle ballerine e alle spogliarelliste dei night-club provenienti dai cosiddetti “Paesi terzi”, come la Russia e il Sudamerica.


Il motivo è semplice. «Quasi tutte le persone che ottengono questo attestato di lavoro esercitano in modo illegale la prostituzione», spiega Cometta. Il “meccanismo” è infatti “oliato”. Se chiedono di venire in Svizzera a prostituirsi le persone provenienti dai “Paesi terzi” non ricevono il permesso. Se domandano invece di venire a fare le ballerine lo ottengono. Ecco perché secondo Cometta il permesso L «è un permesso ipocrita». Ma non solo. È anche «soggiogante». Queste autorizzazioni, rileva Cometta, sono infatti rinnovate dai datori di lavoro ogni mese. Quindi «se una persona non si adegua a certe “regole”, il datore di lavoro revoca il contratto e pone fine al contratto di lavoro». Eliminare questo attestato di lavoro significa quindi «rientrare a pieno titolo nell’azione del Ministero Pubblico, delle forze di Polizia e degli Uffici amministrativi dello Stato volta a contrastare ogni eventuale occasione di pressione che può essere esercitata su persone che svolgono questo genere di professione». Coercizioni che «talora possono giungere anche a togliere loro qualsiasi legittima libertà di scelta». Un fatto è incontestabile. «L’estensione della libera circolazione delle persone permette alle agenzie artistiche attive nel settore (e dunque ai locali notturni) – rileva Cometta – di assumere delle cittadine provenienti dagli Stati dell’UE e dell’AELS che contrariamente a quelle provenienti da altri Stati, beneficiano di una mobilità geografica e professionale che permette loro di potersi meglio sottrarre ad eventuali pressioni nell’ambito dello sfruttamento della prostituzione».
Tutto questo quando il Ticino non è l’unico Cantone a essersi “ribellato” a questa “logica”. «Altri 8 Cantoni (Zugo, Appenzello esterno, San Gallo, Appenzello interno, Turgovia, Vallese, Vaud e Giura) – aggiunge il capo della Sezione della popolazione – hanno soppresso con risultati positivi il permesso L per le ballerine e le spogliarelliste».


Ma eliminare questa autorizzazione, chiediamo, non significa anche aumentare la clandestinità di queste “artiste”?. «È vero – risponde Cometta – a partire da ottobre sarà un po’ più difficile identificarle ed è per questo che per prevenire il rischio di un accresciuto sfruttamento legato alla clandestinità e per combattere la prostituzione forzata verranno incrementate le misure di controllo nella lotta al lavoro nero, in particolare quella legata appunto all’attività illegale della prostituzione».


Particolare non di poco conto, la soppressione dell’autorizzazione di lavoro decisa ieri dall’Esecutivo riguarda sole le ballerine e le spogliarelliste. «Tutte le altre categorie professionali, come i professori universitari – precisa Cometta – non saranno toccati dalla misura».

10.03.2010

Notizie

Per Sakineh uno spiraglio di speranza
Ieri l’euro ha infranto un altro minimo storico