All’ultimo anno del suo mandato, Marco Müller vara la 68esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (dal 31 agosto al 10 settembre) con un’ammirevole disinvoltura, dote con cui ha saputo aggirare la crisi economica preparando un festival che fa ben sperare.
Stasera si inaugura in Sala Grande, restaurata per l’occasione, con una doppia programmazione, che racchiude l’idea bifronte di questo festival, capace di portare al Lido le star hollywoodiane e i grandi registi, ma anche di lasciare spazio al cinema di ricerca, i corti sperimentali e i documentari (ormai totalmente esclusi da un festival come Cannes). Se l’onore principale spetta a George Clooney, attore che con il suo quarto film da regista inaugura la Mostra, altrettanto promettente è la seconda apertura con il documentario-mondo Vivas las Antipodas! del russo Victor Kossakovski, esplorazione poetica dei poli opposti del nostro Pianeta.
George Clooney, ormai ospite fisso alla Biennale, promette di bissare il successo del fortunato Goodnight and Good Luck (2005), con cui il nuovo film condivide l’impeto e i temi. The Ides of March, film sul mondo della politica americana ambientato in un prossimo futuro, durante le primarie in Ohio per la presidenza del Partito Democratico. Protagonista è un giovane e idealista guru della comunicazione (interpretato dal sempre più emergente Ryan Gosling) che lavora per un candidato alla presidenza, il governatore Mike Morris (George Clooney), e si ritroverà coinvolto negli inganni e nella corruzione che lo circondano. Un film dai temi altisonanti, sorretto da un cast di prim’ordine, tra cui Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei e Evan Rachel Wood.
Un’apertura degna che è soltanto l’inizio per un festival dai molti nomi in concorso e da alcuni omaggi convincenti. In Concorso sfileranno 21 film (più uno a sorpresa), tra cui le nuove opere di Roman Polanski (Carnage), di Alexander Sokurov (Faust), di David Cronenberg (A Dangerous Method), di Abel Ferrara (4:44 Last Day On Earth); quattro -come sempre- i film italiani, tra cui l’unica sorpresa è l’opera prima del noto fumettista Gipi (L’ultimo terrestre); spunta anche una coproduzione svizzera sul film del noto regista francese Philippe Garrel (Un été brulant).
Bisogna spostarsi fuori dal Concorso per trovare gli altri film svizzeri: Giochi d’estate di Rolando Colla, opera sulla giovinezza e sulle sue tensioni esistenziali, e il corto d’animazione Dialogischer Abrieb di Yves Netzhammer.
Un’ultima parola va a un grande regista, che aveva annunciato il suo ritiro dal cinema per poi ricredersi: Ermanno Olmi che con Il villaggio di cartone è il vero evento del festival. Programmato per martedì 6 settembre, il film si preannuncia come un’allegoria della nuova società con le sue mancanze ma anche le sue possibilità di aprirsi a un orizzonte di speranza. Nel cast Michael Lonsdale, indimenticabile monaco-medico in Uomini di Dio.
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