Che sia vero o meno che il nostro pianeta stia subendo cambiamenti climatici su larga scala, l’evento meteorologico di mercoledì sera ha comunque qualcosa di straordinario. Perché chicchi di grandine grossi come pesche non cadono tutti i giorni, fortunatamente. Una grandinata così da “fine del mondo”, come viene da dire a volte davanti alla furia del cielo, non si è mai vista. Qualcuno dice che c’è stata nel ’96, ricordano alcuni testimoni cercando di fare un paragone a occhio con i blocchi di ghiaccio, ma lo dice con un tono un po’ incerto. Perché definirli “chicchi” sarebbe riduttivo, quasi un’offesa, per quei pericolosi pezzi di acqua congelata che a Morbio Inferiore, Vacallo, Balerna, Novazzano, Stabio e località limitrofe, hanno provocato decine di migliaia di franchi di danni.
Tapparelle, lucernari, automobili e ortaggi le vittime principali, ma anche lampade e, in alcuni casi, pannelli fotovoltaici. Un disastro in particolare a Mezzana e a Morbio Inferiore. Nell’azienda agraria il direttore Daniele Maffei ha la voce affranta: «Le vetrate delle serre sono andate in frantumi, è tutto da buttare. Anche nelle nuove serre si è rotto il dieci percento dei vetri. Ci sono almeno centomila franchi di danni, ma è un conto approssimativo. Inoltre ci sono tutte le melanzane destinate alla vendita da buttare e tutti i danni alle colture in generale». A Morbio invece la conta dei danni la fa l’Ufficio tecnico comunale, dove il vice capo-tecnico Nadir Molinari stila un elenco che sembra più un bollettino di guerra: «Cinque mezzi del Comune hanno subito danni e in uno si è spaccato anche il parabrezza. Al cimitero, alle scuole elementari, all’asilo, al campo tennis, al centro sportivo e al palazzo comunale ci sono danni alle infrastrutture». Una strage di lucernari, in particolare, e tapparelle, ma anche le coperture in plexiglas e le lampade esterne. E poi ci sono le centinaia di automobili danneggiate in tutto il Mendrisiotto. Un disastro per tutti, ma una manna per i carrozzieri che ieri faticavano a star dietro ai clienti: «È tutta la mattina che continuo a ricevere telefonate – racconta al GdP un meccanico di un’officina del Mendrisiotto – almeno una quarantina di persone che prendono appuntamento. Abbiamo dovuto fare una lista». Ed era solo metà giornata, solo uno dei tanti garage del distretto. Così va anche per le assicurazioni, che chiedono di mandare mail e non telefonare. Una chiamata, per verifica, anche al pronto soccorso del Beata Bergine, ma lì per fortuna mercoledì sera è rimasto tutto tranquillo: nessun ferito per quei macigni di ghiaccio che, speriamo, resteranno un’eccezione di quest’estate 2012.
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