Locarno ci riprova e questa volta potrebbe essere quella giusta, perché ci sono i soldi. Come già accaduto in anni recenti, alla vigilia di una nuova edizione del Festival internazionale del film il Consiglio comunale, convinto dal Municipio, prova a gettare le fondamenta della futura casa della più grande manifestazione culturale svizzera. Anzi, un palazzo. Ieri sera il Legislativo ha approvato con 27 sì, 3 no e 2 astenuti il credito di 350mila franchi per il concorso di progettazione del Palazzo del cinema alle ex scuole comunali. Il messaggio è stato presentato dal Municipio con la clausola d’urgenza.
La Fondazione Stella Chiara era pronta a mettere 10 milioni di franchi nell’opera purché l’iter partisse entro l’autunno, per arrivare a costruire nel 2013. E proprio sul ruolo della Fondazione i gruppi politici hanno espresso una serie di pesanti dubbi (in particolare Lega/UDC, PS e Verdi; mentre PLR e PPD hanno avanzato richieste di chiarimento su aspetti più pratici e tecnici). Dubbi alimentanti anche dalla presa di posizione fortemente critica della Società ticinese per l’arte e la natura (cfr. GdP di ieri). Sostanzialmente tutti i principali nodi sono stati sciolti da un dettagliato e appassionato discorso del sindaco Carla Speziali, che dimostra di continuare a credere tenacemente in un progetto che negli anni ha subito molti stop e false ripartenze. A inizio seduta è stato distribuito anche il testo dell’accordo di fondazione.
«La Fondazione non impone le tre sale», ha rassicurato Speziali. «La loro realizzazione è richiesta dal Festival stesso e fa parte già del vecchio progetto di Palacinema. La Fondazione è un ente che guarda all’interesse del Festival, è questo l’unico obiettivo che la regge». E all’obiezione che i privati vogliono fare un multisala in centro città approfittando delle difficoltà finanziarie di Locarno, il sindaco risponde: «È fuori discussione, oltre che richiesto dalla legge, che la gestione delle tre sale sarà affidata attraverso un concorso pubblico. Non c’è alcun accordo sotto banco. Il signor Martin Hellstern ha percepito la grave situazione d’impasse dopo il “no” alle aggregazioni comunali che aveva bloccato il contributo cantonale di 10 milioni di franchi e ha quindi deciso, con la Fondazione che presiede, di compiere questo gesto con intenzioni – ha scandito il sindaco guardando negli occhi i consiglieri – assolutamente cristalline».
Anche la demolizione delle ex scuole non è oggetto di alcun vincolo da parte dalla Fondazione. Il bando di concorso lascia aperte entrambe le ipotesi: abbattimento o ristrutturazione: «Sarà l’estro creativo degli architetti ha offrirci diverse soluzioni tra le quali al momento opportuno potremo decidere».
Per quanto riguarda il business plane, «non è stato allegato al messaggio per evidenti motivi di tempo, ma il Municipio ha già dato mandato a uno specialista per l’allestimento».
«Vero che la Stan non aveva tutte le informazioni, ma i toni usati nel comunicato mi lasciano molto perplessa», ha chiosato Carla Speziali.
Dopo i progetti Palacinema, Casa del Cinema con l’abbandono del Museo del Territorio a Locarno, per non citare la tenda nella rotonda degli anni ’90, è ora di dare una casa al Festival. A 65 anni d’età, tante sono le edizioni, è certo ora d’accasarsi.
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