Si è trasformata in una strage la prima mondiale dell’ultimo film di Batman, “The Dark Knight Rises”, il più cupo e cruento della serie: un uomo di 24 anni, James Holmes, con una maschera antigas come quella di Bane, “cattivo” del film, è entrato in un cinema di Denver, Colorado, nella proiezione di mezzanotte, e con un fucile e due pistole ha ucciso 12 persone e lasciate altre 59 a terra ferite. Nel cinema è scoppiato il panico: la gente urlava e fuggiva terrorizzata mentre un fumo nero si diffondeva per ogni dove. L’identità delle vittime è ancora sconosciuta ma si prevede possano esserci bambini. Due di sicuro. Dieci persone sono morte sul colpo, le altre sono decedute più tardi in ospedale. Il killer, arrestato dalla polizia nel parcheggio del cinema subito dopo la sparatoria, ha agito da solo. Holmes, ex studente di Medicina – si è ritirato il mese scorso dalla University of Colorado School of Medicine di Denver – ora è sotto custodia della polizia. Durante l’interrogatorio, il 24enne ha ammesso di avere del materiale esplosivo nel suo appartamento. La polizia ha evacuato la zona ed effettivamente ha trovato diverse trappole esplosive: secondo le autorità si tratta di esplosivi «molto sofisticati» e per questo la polizia potrebbe dover rimanere nell’area «per ore o giorni».
La dinamica
Gli spettatori non si sono accorti subito della follia omicida che li aveva raggiunti, convinti si trattasse di effetti speciali della pellicola: «Abbiamo sentito degli spari e un’esplosione, ma credevamo fosse il film», ha detto un testimone. Altri hanno riferito di bambini raggiunti dai colpi e caduti a terra. Il giovane - che al momento del fermo era armato di coltello, fucile e pistola (un seconda pistola è stata trovata nel cinema) - non ha opposto resistenza. Sul luogo della carneficina è accorsa anche l’FBI che, per precauzione, ha deciso di innalzare il livello di allerta nazionale, anche se – al momento – si esclude la pista terroristica.
Il cordoglio degli Obama
L’America si sveglia, dunque, nello choc dell’ennesima mattanza, la più sanguinosa dalla strage nel campus in Virginia del 2007, quando morirono 32 persone. Il presidente USA, Barack Obama, e la moglie Michelle, si sono detti «scioccati e tristi per la terribile e tragica sparatoria». « È una tragedia. Ora è il momento di pregare e riflettere» ha detto il presidente americano rientrando in anticipo da una convention democratica. Obama ha poi ordinato, in segno di lutto, le bandiere a mezz’asta fino al 25 luglio.
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