Cronaca

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Ticino, anche banche e architetti sorvegliati
Dumping salariale
Ticino, anche banche e architetti sorvegliati
di Nicola Mazzi

Anche banchieri, ingegneri e architetti sotto controllo. L’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro da qualche mese ha infatti avviato alcune inchieste per scoprire eventuali casi di dumping salariale. Ce lo conferma la responsabile del servizio cantonale Lorenza Rossetti.
«Queste indagini si protrarranno più o meno fino a fine anno a dipendenza della grandezza del settore. Per esempio stiamo “sorvegliando” il settore bancario. Ma in questo caso, più che sui salari stiamo indagando su un’eventuale sostituzione sistematica di impiegati indigeni con lavoratori stranieri».
Anche per altri rami economici non si sta con le mani in mano. «Stiamo anche verificando le nuove assunzioni nel settore degli impiegati di commercio e della vendita per capire se vi siano casi di dumping salariale. E continuiamo inoltre le verifiche sui settori in cui, in passato, è stato introdotto il CNL (Contratto normale di lavoro) con salari minimi vincolanti ossia i call center, i gommisti e le estetiste».
Il Cantone riceve inoltre alcune indicazioni di rami a rischio dalla Confederazione. «In effetti la SECO (Segretariato di Stato dell’economia) ci ha indicato di altri settori da controllare che sono la ristorazione (non assoggettata al contratto collettivo), le agenzie di sorveglianza, il personale domestico e le agenzie di collocamento».
E tra le novità di quest’anno, le ricerche di abusi salariali sono in corso nelle agenzie immobiliari e soprattutto negli studi di ingegneria e architettura». Perché come aggiunge la signora Rossetti «il nostro obiettivo è quello di stabilire se c’è una situazione di dumping ed eventualmente proporre l’adozione delle misure di accompagnamento come l’introduzione di un CNL o l’estensione di un CCL».
«Pensiamo che un CNL nei piccoli negozi sia utile»
Un caso ancora aperto riguarda la proposta di un Contratto normale di lavoro per quei negozi con meno di 10 dipendenti. «Il termine per eventuali osservazioni scadeva lo scorso venerdì e in effetti abbiamo ricevuto alcune prese di posizione che valuteremo. Nei prossimi giorni ci troveremo con le parti interessate e poi prenderemo una decisione. Noi restiamo comunque convinti della bontà dell’inchiesta fatta e credo che non ci dovrebbero essere stravolgimenti all’introduzione del CNL. L’idea rimane quella di farlo entrare in vigore. Valuteremo se già a settembre oppure, al più tardi, a gennaio. E occorre precisare che nel settore della vendita avevamo fatto diverse inchieste che hanno toccato tutto i diversi rami, ma alla fine abbiamo deciso di portare avanti quest’ultima sui piccoli negozi anche sulla base su dati che avevamo in mano e. in effetti, proprio lì, abbiamo trovato gli abusi più significativi».

02.08.2012

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