Cronaca

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Scuole private: non convince l'idea di CCL
Istruzione
Scuole private: non convince l'idea di CCL
Scetticismo sulla proposta targata VPOD
di Davide Adamoli

«Il sindacato ha ravvisato con una certa preoccupazione l’esistenza di condizioni di lavoro precarie e poco attrattive presso le scuole private e università non sussidiate in Ticino. Questo fenomeno viene certamente amplificato dalla concorrenza e dalla libera circolazione della manodopera». Ad esprimere tale duro giudizio sulla realtà lavorativa nelle scuole private del nostro Cantone è il sindacato VPOD, che giovedì ha reso nota la sua richiesta di un incontro con i vertici degli istituti privati. Lo scopo? La rapida sottoscrizione in tempi rapidi di un contratto collettivo di lavoro, che definisca i salari mensili e orari, 13esima inclusa, le coperture assicurative per il personale in caso di malattia ecc. Espressa in questi termini la situazione lavorativa dei docenti nel settore privato sembrerebbe gravemente compromessa. Un giudizio che non è però condiviso da chi realmente lavora all’interno di queste scuole.


«Il mio salario basta per una famiglia di sette»
Da noi contattato, Marco Squicciarini, direttore della scuola media la Traccia e della scuola elementare La Caravella, si dice sorpreso: «Come tutti i miei colleghi insegnanti anch’io ho sottoscritto un contratto con la nostra scuola, che prevede tutte le prestazioni richieste dal sindacato in questione: abbiamo la tredicesima, le ferie, le assicurazioni sociali. L’unico aspetto di differenza è che vi è un leggero scarto sui salari, sottolineo leggero, non sul salario di base, ma sugli scatti d’anzianità, un poco meno generosi di quelli dello Stato. Ma disponiamo senza ombra di dubbio di tutte le normali prestazioni sociali». D’altra parte, sottolinea lo stesso Squicciarini, «non posso neppure sottoscrivere il fatto che lavorare da noi sia poco attrattivo, dato che ricevo regolarmente numerose richieste di lavoro, con una proporzione di ticinesi in linea con la scuola pubblica. A chi viene da noi spiego le condizioni di lavoro, e posso per esperienza dire che malgrado le oggettive difficoltà, l’ente gestore ha sempre garantito condizioni salariali e sociali per i dipendenti». Addirittura, per i docenti della Traccia e della Caravella sono previsti assegni famigliari supplementari rispetto a quelli già previsti dalla legge: «E questo ha un bel peso: personalmente, infatti, con il mio salario riesco a mantenere una famiglia di sette persone». Naturalmente va da sé che nel caso di un riconoscimento da parte dello Stato si potrebbe anche giungere alla parità di trattamento salariale... «Certo, però è un’ipotesi talmente lontana che per ora nessuno ci sta pensando seriamente».


«È sbagliato fare di ogni erba un fascio»
Condizioni di lavoro precarie e poco attrattive non sono di casa neppure al Collegio diocesano Pio XII di Lucino. Ce lo conferma il direttore Alberto Moccetti che riusciamo a contattare dalle vacanze: «Come vedi, sono riuscito a portare due settimane al mare la mia famiglia... Io lavoro da venticinque anni al collegio diocesano, abito e vivo in Ticino. Con il mio salario assicuro una vita dignitosa alla mia famiglia, ai miei sette figli». Anche qui la scuola «è particolarmente preoccupata per le famiglie e attribuisce degli assegni supplementari per figli. Mi sembra che i nostri contratti tengano pienamente conto della dignità e della responsabilità della professione di docente». Come giudicare allora l’intervento della VPOD? «Mi fa piacere che si interessino delle condizioni delle nostre scuole, che devono lottare per far quadrare i conti. Credo inoltre che sia sbagliato voler fare di ogni erba un fascio: ogni scuola è diversa e indipendente, non so cosa facciano le altre scuole, so cosa faccio io. Se il sindacato conosce problemi specifici vada a cercarli, ma l’idea di un CCL non ha molto senso». Neanche qui si fa dunque fatica a trovare insegnanti, «validi e qualificati». Anche perché il salario è importante, ma non è tutto: «Certo, se lavoro è anche per sbarcare il lunario, è un sano principio. Ma l’attrattività di un posto di lavoro non si limita a questo, ci sono altri fattori, come l’ambiente, il concetto educativo al quale si chiede agli insegnanti di collaborare. Sommando tutto Lucino è molto attrattiva per i docenti».

04.08.2012

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