Ancora un attacco contro i cristiani. Ancora in Nigeria. Almeno 20 persone sono rimaste uccise ieri in un attacco armato contro una chiesa cristiana evangelica nel centro nord del Paese. L’attacco è stato confermato da Gabriel Olorunyomi, comandante dell’esercito nello Stato di Kogi, senza aggiungere altri dettagli. Residenti locali hanno accusato dell’eccidio membri della setta islamista dei Boko Haram.
La dinamica
L’attacco è avvenuto contro la Deeper Life Bible Church dove i fedeli si erano riuniti per la lettura della Bibbia che viene fatta il lunedì. Secondo quanto riferiscono siti locali, citando il portavoce della polizia, ad attaccare la chiesa sono stati una decina di uomini armati che hanno chiuso le porte dell’edificio religioso per impedire ai fedeli di fuggire. Anche gli automobilisti che passavano nelle vicinanze e gli studenti di una scuola vicina hanno dovuto cercare riparo per non essere colpiti dal fuoco degli assalitori. Diverse persone sono rimaste ferite. L’attacco è durato una ventina di minuti. «Eravamo impegnati nel nostro servizio serale del lunedì quando abbiamo scoperto che la chiesa era stata attaccata. Subito abbiamo visto i corpi di 15 vittime, tra cui quello del pastore», ha spiegato Olorunyomi. In seguito l’esercito ha scoperto altri cinque cadaveri. Il comandante della Task Force ha assicurato che è stata avviata un’inchiesta per riuscire a stabilire chi siano i colpevoli. Certo è che negli ultimi mesi, sia nel centro che nel nord del Paese, il gruppo islamista estremista Boko Haram ha rivendicato la responsabilità di numerosi attentati contro chiese e comunità cristiane. Il gruppo ha colpito, però, anche altri obiettivi come rappresentanti di religione musulmana, edifici delle Nazioni Unite e altri bersagli nella capitale Abuja.
Pressioni sul presidente
Solo lo scorso mese il gruppo mise una bomba in un’altra chiesa a Okene, senza causare, fortunatamente, vittime. Secondo il presidente della Nigeria Goodluck Jonathan, attaccando le chiese Boko Haram sta cercando di incitare l’odio religioso nel tentativo di destabilizzare il Governo. Proprio il presidente della Nigeria, Goodluck Jonathan, aveva condannato la richiesta giunta da “Boko Haram” di dimettersi e di convertirsi dal cristianesimo all’islam. «Quando i nigeriani votarono Jonathan come loro presidente», ha affermato il suo portavoce, «sapevano che stavano votando per un cristiano». In qualità di presidente, ha aggiunto, «Jonathan è il leader sia dei musulmani sia dei cristiani». E non intende dimettersi.(agenzie/red)
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