Il mondo della prostituzione si rivela sempre più un vero e proprio vaso di Pandora, in cui si scoprono sempre nuove forme di sfruttamento diretto e indiretto. E questo non solo nei numerosi postriboli e locali pubblici, ma pure in appartamenti e abitazioni private, come dimostrano gli ultimi sviluppi dell’ormai famosa “Operazione Domino”, condotta dalla sezione di Polizia giudiziaria TESEU, che già ha ripulito il territorio da 25 luoghi pubblici in cui il “mestiere più vecchio del mondo” veniva esercitato in barba alle norme legali adottate negli ultimi anni soprattutto a garanzia delle donne che ne sono protagoniste (e spesso anche vittime).
Massaggi? No, c’è di più...
Martedì 7 agosto, alcuni agenti della citata sezione sono intervenuti presso un salone di massaggi del Luganese, dove si sospettava venisse esercitata illegalmente la prostituzione. Durante le perquisizioni e i successivi interrogatori, è emerso che nel locale, senza le necessarie autorizzazioni, venivano effettuati anche trattamenti di bellezza antirughe attraverso la somministrazione di botulino. C’è da sottolineare che tali pratiche, se eseguite da persone non qualificate, possono causare gravissimi danni alla salute dei pazienti. I medicamenti sono stati sequestrati e messi a disposizione del Farmacista cantonale. Le due persone responsabili del salone, una 39enne cittadina straniera residente all’estero e una 35enne straniera residente nel Luganese, sono state interrogate e denunciate per infrazione alla Legge federale anche sugli agenti terapeutici. Questa inchiesta è coordinata dal Procuratore Pubblico Arturo Garzoni, che ha posto sotto sequestro il salone.
Un fermo per usura
Lo scorso 9 agosto agenti del citato reparto TESEU hanno fermato un 41enne domiciliato nel Luganese al quale vengono contestati i reati di usura, promovimento della prostituzione ed esercizio illecito della prostituzione. L’uomo subaffittava un appartamento nel Luganese a 3 prostitute (in regola con i permessi e notificate alla Polizia cantonale) a cifre manifestamente sproporzionate rispetto al prezzo di mercato, e pertanto tali da ipotizzare proprio il reato d’usura. Le donne disponevano di un regolare contratto di locazione, e quindi potranno ora usufruire degli spazi ad un prezzo locativo di mercato.
Un invito alle vittime
«Aiutateci ad aiutarvi!». A seguito di quest’ultimo sviluppo, il Ministero Pubblico e la Polizia cantonale hanno rivolto un pressante invito alle persone che esercitano la prostituzione in modo regolare in spazi di tipo privato a segnalare eventuali situazioni che copmportano reati di sfruttamento della prostituzione e usura.
Strade: per ora tutto OK
I timori che gli esiti dell’“operazione Domino”, con la chiusura diretta o indiretta di molti postriboli, portino a un ritorno sulle strade della prostituzione, per il momento non trovano riscontro. In effetti, sulla base di controlli puntuali effettuati in seguito a segnalazioni giunte alla sezione TESEU in merito alla prostituzione di strada, al momento non sono stati costatati riscontri oggettivi. L’attenzione di Polizia e Magistratura, su questo nuovo possibile fenomeno resterà comunque alta e costante.
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