Combattivo fino all’ultimo, fin che la malattia gli ha lasciato qualche energia, ieri Giorgio Salvadè si è spento al Civico di Lugano in mezzo alla sua bella e viva famiglia. Aveva 63 anni ed era granconsigliere e municipale massagnese per la Lega. Da medico (viceprimario di Medicina all’Italiano fino a pochi mesi fa) sapeva perfettamente come il male procedesse inesorabile, ma da uomo di fede sapeva che anche il male incurabile è il segno di un Mistero paterno che si avvicina per l’abbraccio definitivo («mi sento privilegiato», aveva detto ai suoi all’inizio di quest’ultima prova, nell’autunno scorso dopo aver avuto conferma della diagnosi). «Se sapessi di dover morire domani», diceva quel grande uomo che gli fu padre sin dalla gioventù, don Giussani, «continuerei a svolgere puntualmente i miei impegni con gusto e passione». Così è stato anche per Giorgio Salvadè.
Nei prossimi giorni amici, colleghi, professionali e politici, ricorderanno gli impegni e i frutti del suo lavoro. Qui notiamo solo come in politica la combattività, sempre composta ma indomita, di Giorgio Salvadè, si radicava in una passione per il bene comune che negli anni non faceva che crescere. Un caso raro, da ammirare e imitare.
Il ricordo di Giuliano Bignasca, Giorgio Giudici e Giovanni Bruschetti
Giuliano Bignasca: «Il primo ricordo che ho... è legato a un incontro “carbonaro”, in cui con altri immaginavamo la futura università, di cui poi ha accompagnato la nascita quando è entrato in Municipio a Lugano (nel 1992). Nella Lega era l’uomo attento alle questioni della scuola. Fin da quando è arrivato, a cinque mesi dall’inizio... e poi ancora ultimamente, prima delle comunali di Massagno ed era ancora scatenato, più di me: la parola più tranquilla era “rivoluzione!”».
Giorgio Giudici: «È stato con me otto anni in Municipio, l’ho conosciuto come persona corretta, e pur su posizioni diverse abbiamo avuto un’intesa davvero eccezionale. Quando le persone vogliono trovare obiettivi non sono certo le divergenze che creano ostacoli. E anche dopo, abbiamo sempre avuto un bel rapporto di amicizia. Mi dispiace».
Giovanni Bruschetti: «Purtroppo questo esito della malattia non ci ha permesso di lavorare assieme, adesso che era entrato a far parte del Municipio di Massagno. Un vero peccato, avrebbe dato un contributo importante. L’ho conosciuto sempre meglio in questi ultimi anni, e ho apprezzato molto anche le doti umane. Abbiamo partecipato al suo travaglio per la malattia e ciò mi ha permesso di diventare abbastanza intimo e amico. È una persona che mi mancherà».
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