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Europa nel mirino del
Libano
Europa nel mirino del "Partito di Dio"
Hezbollah sarebbe pronta ad attaccare
di Maria Acqua Simi

Mercoledì alcuni clan sciiti libanesi, fedeli al movimento armato di Hezbollah, hanno rapito circa 20 siriani, un turco e un cittadino saudita dopo la notizia del sequestro e ferimento in Siria di undici militanti libanesi. Poco dopo, cinque Paesi del Golfo (Qatar, Bahrein, Kuwait, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti) hanno intimato ai loro cittadini di stanza a Beirut di abbandonare il Paese «con effetto immediato». Perché Hezbollah, che da settimane è impegnata anche militarmente al fianco dell’esercito di Assad in chiave filo-iraniana, fa paura. E fa paura non solo in Medioriente, ma anche in Europa. La denuncia arriva direttamente dalle colonne del “New York Times“, in un lungo articolo firmato da Nicholas Kulish. Scrive Kulish che mentre gli americani lanciano l’allarme sulla riemergente minaccia rappresentata da Hezbollah, migliaia di suoi affiliati e sostenitori agiscono senza restrizioni in Europa, «raccogliendo fondi che vengono incanalati verso la dirigenza del gruppo in Libano». Dal 2011 l’organizzazione radicale di sciiti libanesi ha tenuto sempre un profilo molto basso, limitandosi a raccolte fondi in tutto il mondo per finanziare la ricostruzione di scuole, ospedali e - sostengono i servizi segreti occidentali - organizzare attentati terroristici. Come quello compiuto in Bulgaria tre settimane fa contro un pullman di turisti israeliani. I servizi segreti monitorano tutto questo, ma il fatto che l’Europa si rifiuti di inserire Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroristiche, complica gli sforzi occidentali per affrontare i problemi del terrorismo internazionale islamico.


Una minaccia reale
E se tutto il mondo negli ultimi anni si è preoccupato della minaccia rappresentata dai fondamentalisti di al Qaida, oggi gli Stati Uniti sembrano essere certi che ben più pericolose sono le «cellule dormienti» di Hezbollah disseminate in tutta Europa, come hanno denunciato recentemente i servizi di sicurezza europei. «Hezbollah potrebbe effettuare attacchi in Europa in qualsiasi momento, senza alcun preavviso», ha messo in guardia pochi giorni fa Daniel Benjamin, coordinatore delle attività antiterrorismo per il Dipartimento di Stato americano.Scrive Kulish: «Secondo alcuni esperti, i responsabili della sicurezza del vecchio continente sono restii a mettere al bando Hezbollah in virtù di una tacita deterrenza, in cui loro non fanno attentati e le polizie europee non intervengono nella loro raccolta fondi». «C’è il timore di attirare le ire di Hezbollah, spingendola a compiere azioni nei loro Paesi», spiega Bruce Hoffman, professore di Studi sulla sicurezza alla Georgetown University. Un timore che si traduce in una pericolosa inazione da parte delle diplomazie europee. Che preferiscono non guardare, e mettere la testa sotto terra come gli struzzi, piuttosto che rischiare nuove rappresaglie in Occidente.

18.08.2012