Una volta che si è caduti nella spirale dell’indebitamento, è difficile venirne fuori. È quanto risulta dal Radar 2012 di Intrum Justitia sull’indebitamento dei giovani in Svizzera. La nuova ricerca, effettuata su 500 mila casi di incasso debiti nelle tre regioni linguistiche della Svizzera, non lascia spazio a dubbi, confermando i dati inquietanti già emersi lo scorso anno. Dopo cinque anni dal primo debito il 37% di coloro che hanno tra i 18 e i 25 anni ha ancora in atto una procedura di rimborso. La faccenda grave è che a questa età il rischio è di replicare uno stile di vita. E questo è confermato non solo tra i ragazzi che si indebitano per acquistare per esempio gli Smartphone e i telefonini più sofisticati con internet, ma anche per le ragazze che lo fanno per sostenere gli oneri della salute o della Cassa malati. Il latino “praestare” significa mettere graziosamente a disposizione, senza considerazione di restituzione o di tassi d’interesse. L’inferno talvolta alberga anche nel linguaggio! Di certo, afferma Thomas Hutter, direttore generale di Intrum Justitia «l’indebitamento dei giovani di 18-25 anni è sproporzionato in rapporto alla loro percentuale sulla popolazione. I settori che generano il loro indebitamento sono le telecomunicazioni, l’e-commerce e, a sorpresa, il settore della salute».
I più giovani, i più toccati
Suddivisi per gruppi di età sono i ragazzi di 18-25 anni che hanno più difficoltà a uscire dal tunnel. Maschi e femmine, cinque anni dopo aver contratto un debito, devono ancora finire di rimborsarlo nella misura del 37%. Solo oltre i 33 anni si delinea una differenza tra i maschi (ancora debitori per il 31%) e le femmine, dove la percentuale si riduce al 26%. Per la ripartizione geografica, sono i ragazzi delle città e delle agglomerazioni urbane ad essere nel circolo vizioso dell’indebitamento rispetto a chi abita in campagna o nei piccoli comuni. I più restii a saldare il debito sono i romandi (43%). Seguono poi gli svizzeri tedeschi (35%) e gli italofoni (34%).
Fatture mediche e internet
Il Radar 2012 mostra che nel ramo della salute, ben il 61% dei giovani debitori dei medici e dei laboratori, sono di sesso femminile. Wolfgang Schibler, direttore di una cooperativa di una Cassa di medici, spiega che l’assicurazione malattia rimborsa le fatture dei medici ai pazienti, ma chi dispone di redditi modesti, non paga i medici e usa il rimborso ottenuto per fronteggiare altri oneri. Se è questo il problema principale delle ragazze, i loro colleghi maschi (nella misura del 60%) hanno difficoltà a saldare i debiti dell’e-commerce. Il montante del debito principale per la classe di età tra 18 e 25 anni nel settore delle telecomunicazioni è di 568 franchi (era 468 l’anno precedente) spesso per apparecchi che conferiscono prestigio tra i coetanei. Il debito medio per il settore della salute è invece sceso a 248 franchi contro 254 nel 2011. Infine, nell’e-commerce, l’onere è sceso a 100 franchi rispetto ai 106 di un anno prima.
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