Quanta energia solare batte sul tetto della mia casa? Rispondere a questa domanda da ieri è molto semplice, bastano pochi “click”. Si entra nel sito internet dell’Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana (OASI), si accede ai dati relativi alla “mappatura solare” e si inserisce il proprio indirizzo. Voilà, il gioco è fatto. In pochi istanti si vedrà apparire la mappa del proprio quartiere con le case colorate in blù, azzurro, giallo, arancione o rosso a dipendenza del potenziale di energia quantificato (vedi immagini a lato). Ieri il direttore del Dipartimento del territorio <+nero>Marco Borradori<+tondo>, affiancato dai collaboratori <+nero>Marco Andretta<+tondo> (responsabile OASI) e <+nero>Giovanni Bernasconi<+tondo> (capo della sezione della protezione dell’aria, acqua e del suolo), ha presentato alla stampa il “catasto solare” che consiste in una classificazione del territorio in base all’idoneità ad ospitare impianti di sfruttamento dell’energia solare, termica o fotovoltaica. «Lo riteniamo un tassello determinante per avvicinarci agli obiettivi della politica energetica cantonale – ha sottolineato Marco Borradori –. Benché il PEC definitivo sia ancora in fase di ultimazione, molti dei provvedimenti proposti nel 2010 sono già stati attuati». Tra questi, appunto, la mappatura solare. Uno strumento tecnico, ha rilevato ancora Borradori, «che permetterà di usare al meglio gli incentivi messi a disposizione della popolazione e di enti pubblici e privati». Sul portale – dopo aver “cliccato” su uno specifico edificio – vengono indicate anche le stime sui costi di investimento, la redditività dell’impianto e una valutazione della riduzione di emissioni di CO2. In seguito, per chi volesse passare dall’idea al progetto vero e proprio, ci saranno delle prove tecniche da superare:dalla statica, alla sicurezza, fino alle ponderazioni paesaggistiche.
Il Ticino, con Basilea Città e Appenzello esterno, è tra i primi Cantoni a dotarsi di questo strumento. Il finanziamento della mappatura è inserito nel credito quadro di 65 milioni di incentivi a favore della politica energetica previsto dal Piano energetico cantonale (PEC). Una parte di questa somma era infatti destinata agli studi e alle ricerche. Complessivamente il catasto costerà più di 100mila franchi. Come i piani regolatori, avrà una durata di almeno 15-20 anni. Il nostro Cantone dispone di un potenziale notevole. Dai rilevamenti è infatti emerso che il 45% della superficie cantonale ha un irraggiamento da “buono” a “ottimo”.
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