I sintomi ci sono tutti, per la diagnosi è ancora presto, ma qualche medicina potrebbe già essere somministrata. Primo dato di fatto: il Lugano non sa vincere (anzi, perde sempre) in trasferta. Secondo dato di fatto: ogni sfida contro quelle lassù è finita male. Questi due segnali indurrebbero a pensare che i bianconeri abbiano qualche “blocco” quando si tratta di uscire da Cornaredo, fortunatamente finora inespugnabile. È vero, le tre partite giocate in trasferta sono state contro Bellinzona (quello delle prime giornate, si era infatti alla seconda di campionato), Aarau e Winterthur, le tre squadre, assieme al Lugano stesso, più attrezzate dell’intero torneo, ma in nessuna di queste occasioni i ragazzi di Morandi sono riusciti, pur dimostrandosi a tratti superiori agli avversari di turno, a raccogliere punti. Anche sabato alla Schützenwiese i bianconeri hanno mostrato buone cose nel primo tempo, rientrando negli spogliatoi sotto di un gol solamente per due errori difensivi (il primo del neo arrivato Urbano, approssimativo nel liberare l’area, il secondo di De Pierro, ingenuo nell’atterrare Lenjani nei sedici metri) e qualche occasione di troppo sbagliata. Però nella ripresa è mancato decisamente qualcosa: colpiti nel segno dal 2-1 caduto sul finire di prima frazione, la confusione di idee e l’imbarazzo nelle retrovie è proseguito perlomeno sino alla terza rete dei padroni di casa che, al 65’, ha praticamente chiuso la contesa. «Sono molto arrabbiato – ha poi spiegato a fine match Davide Morandi – Non possiamo continuare a commettere certi errori individuali, perché in partite come questa le paghiamo a caro prezzo. Bisogna però dire che nei primi 20’ e nei 15’ finali siamo stati superiori al Winterthur creando diverse opportunità da rete». Errori individuali, certo, ma se tre indizi fanno una prova, ecco che ci siamo. «Abbiamo giocato in trasferta contro le tre squadre più forti. Il Bellinzona, per esempio, non è ancora andato ad Aarau come nemmeno è venuto a Cornaredo. Aspettiamo almeno a metà campionato prima di fare certe valutazioni. E poi in quelle partite abbiamo fallito davvero tante occasioni...». Lungi dal voler crocifiggere il Lugano, anzi, ma le difficoltà a gestire i 90’ contro formazioni quotate è stato sinora palese, soprattutto guardando a quanto fatto da centrocampo in giù. Tra i più deludenti c’è l’ex capitano dello Zurigo Aegerter (che Morandi ha difeso: «giudichiamolo il 10 dicembre...»), indietro di condizione (o di voglia?) e allo stato attuale quasi un peso per i bianconeri. E poi dietro, dove sabato il povero Basic (il più in palla dei suoi) è stato sballottato dal centro del pacchetto arretrato (accanto al rimandato Urbano) alla zona nevralgica del campo, con conseguente spostamento di Chappuis davanti a Russo, con scarsi risultati.
Ora la pausa, che in riva al Ceresio arriva proprio nel momento giusto. La nazionale, la Coppa e poi il Chiasso a chiudere la prima tornata di partite. Vertigini e mal di trasferta? No, il paziente non va (ancora) considerato malato, ma di una rinvigorita ce ne ha sì bisogno.
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