Economia

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BCE a braccia aperte in soccorso dell'euro
Crisi
BCE a braccia aperte in soccorso dell'euro
Acquisti illimitati, ma condizionati, di bond
di Corrado Bianchi Porro

Non si procederà ad acquisti di titoli a lunga scadenza perché questo è contrario agli statuti di finanziamento agli Stati. Ma si procederà ad acquisti illimitati per i titoli fino a tre anni per gli Stati che ne faranno richiesta per ristabilire la fiducia nei mercati, purché questi Paesi rispettino i criteri stabiliti dalla BCE. Questa terza manovra si è resa necessaria perché i precedenti interventi della BCE non hanno sortito l’effetto desiderato di riportare la liquidità nel circuito economico. La BCE dava denaro alle banche e queste la riportavano alla Banca Centrale Europea. Così di fronte al deterioramento della situazione economica non solo in Spagna, Grecia, Italia, Portogallo, ma anche al nord, in Francia e Germania, si è deciso questo colpo di acceleratore.

Una strategia a due gambe
Questa sterzata non sarà tuttavia incondizionata. Infatti prima di tutto i singoli Paesi dovranno chiedere l’intervento. In secondo luogo, il vaglio sarà sottoposto al consiglio dei governatori della BCE che decideranno in base agli spread, alla volatilità, all’andamento dei singoli mercati e soprattutto alla volontà dei rispettivi governi di porre in atto le misure di risanamento necessarie. Insomma: una politica a due gambe: BCE e singoli Governi. Non c’è pericolo che allora i Paesi invece di emettere bond a 10 anni passino a finanziarsi con titoli a tre anni che sono coperti dalla BCE? C’è questo pericolo, ha risposto il presidente della BCE, Mario Draghi. E appunto per questo la condizionalità è l’elemento cardine per verificare la bontà del risanamento, l’equilibrio necessario dei prestiti tra medio e lungo termine e l’andamento dei mercati.

Fanno festa i mercati

Dopo le parole di Draghi, che pure non ha abbassato i tassi d’interesse (ma non era il cardine l’attesa di un taglio di un quarto di punto) le borse hanno festeggiato con incrementi che hanno superato il 4% per Milano e Madrid, il 3% per Parigi e poco meno Francoforte, mentre anche Londra e Zurigo che non partecipano alle decisioni ma ne sono evidentemente interessate, il guadagno dopo la chiusura della conferenza stampa di Draghi si è assestato sopra l’1,5%. Unica eccezione tra le borse europee, quella di Atene che di fronte al termine di aiuti condizionati al rispetto delle regole, ha prima perso l’1%, poi galvanizzata dal tono generale positivo si è riportata in attivo. A Zurigo il rapporto euro franco ha raggiunto l’1.2062 in mattinata, è sceso sotto l’1.2040 alle 13 e quando si è saputo del voto contrario della Bundesbank e poi si è riportato a 1.2064 alle 16 e ha chiuso a 1.2043. Come si vede da queste escursioni, i mercati rimangono abbastanza volatili. I titoli bancari maggiori come UBS e Credit Suisse sono stati nella borsa elvetica quelli che hanno registrato le performance migliori, tra il 4 e il 5%. Il Presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, «è contrario al piano di acquisti illimitati di titoli di Stato da parte della Bce». Lo ha comunicato la stessa Banca centrale tedesca, precisando che il piano «potrebbe far slittare le riforme» nei Paesi a rischio perché favorirebbe l’azzardo morale. Plauso invece dal Fondo Monetario Internazionale che si è detto disposto a collaborare. Unico difetto della manovra l’insistenza nel voler sterilizzazione gli acquisti implica che i bond potranno essere comprati fino a quando durerà la domanda per gli Euro T-bills. Vedremo.

07.09.2012