Non c’è bisogno di fare grandi giri di parole. Le banche tagliano (quando non chiudono) e per la Città è un disastro. Non solo perché il gettito fiscale si contrae (il Municipio ha “ritirato” la prima bozza del Preventivo perché «troppo in rosso»... ) ma anche e soprattutto perché in quasi ogni famiglia luganese c’è qualcuno che, grazie alla piazza finanziaria, porta a casa il pane. Che fare? C’è modo di invertire la tendenza? La Città di Lugano, nel suo piccolo e senza troppe illusioni, ha deciso di fare qualcosa. Cosa non è ancora chiaro e forse è giusto così visto che la politica, da sola, non è detto prenda la decisione giusta. Il Municipio ieri pomeriggio ha deciso di creare una sorta di “tavola rotonda”. «Mettere assieme più teste», si è detto ieri in seduta, per cavare il ragno dal buco. Creare, in buona sostanza, una “task force” anti-crisi. Il know-how (tanto per riempire l’articolo di inglesismi) c’è: Lugano è pur sempre la terza piazza finanziaria elvetica e nei decenni si è costruita una vera cultura finanziaria. Una “task force” creata per capire anche le esigenze delle banche (dei banchieri, sì, ma anche dei bancari) e immaginare possibili soluzioni fiscali ma anche logistiche. La Città, per esempio, ha già sottomano uno studio di Marco Bernasconi da cui, ci è stato riferito, «si può costruire qualcosa».
AMNISTIA FISCALE, ZURIGO E GINEVRA – Lugano vorrebbe coinvolgere in questo progetto anche le altre piazze finanziarie svizzere (Zurigo e Ginevra in particolare) ma anche le altre città elvetiche in difficoltà. Ci sono per esempio Berna – a sua volta toccata dai tagli nel settore bancario – e Basilea. Uno dei temi da discutere, tra centri urbani, sarà quasi sicuramente l’amnistia federale, considerato un vero “tabù” in Svizzera tedesca ma che, forse perlomeno dalle amministrazioni cittadine d’oltralpe, potrebbe essere vista in modo diverso. Basti pensare ai problemi della Cassa pensioni zurighese. In questo programma di dialogo sarà data grande importanza alla salvaguardia dei posti di lavoro. Chissà che, per davvero, non si trovino soluzioni interessanti e innovative e, grazie a un’attenta analisi, la piazza finanziaria di Lugano non trovi un modo di evolvere di nuovo e consolidarsi nel tempo.
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