Il Ministero pubblico non ha ravvisato gli estremi per procedere penalmente in seno all’amministrazione pubblica per la tempistica dell’intervento per il lavoro domenicale svolto ormai da sedici anni, dall’apertura, al Fox Town di Mendrisio e al Centro Ovale di Chiasso, dove i negozi si avvalgono dell’autorizzazione concessa alla fine di agosto del 2011 dal Dipartimento cantonale delle finanze. Eventuali responsabilità penali da parte dei datori di lavoro, invece, verranno nel caso esaminate e semmai proposte sulla scorta delle indicazioni che scaturiranno dalla procedura avviata dall’Ufficio del lavoro. L’incarto era stato affidato al procuratore Andrea Balerna che negli scorsi giorni ha concluso il suo lavoro con un decreto di non luogo a procedere come precisa in una nota il Ministero pubblico, spiegando però che il dossier non è chiuso, almeno per quanto riguarda le eventuali infrazioni alla legge federale sul lavoro. Di seguito il passaggio cruciale della nota diramata dal Ministero pubblico: «Per quanto riguarda la possibile infrazione alla legge sul lavoro da parte dei datori di lavoro, il Ministero Pubblico ritiene, prima di eventualmente esprimersi, di dovere attendere l’esito della procedura amministrativa iniziata dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro, conformemente allo spirito della legge sul lavoro». Come detto, non sono stati rilevati gli estremi per procedere «in seno all’amministrazione per la tempistica dell’intervento», dove a mente degli inquirenti non sono stati ravvisati reati penali. Non rimane dunque che attendere l’esito del dossier aperto dall’Ispettorato del lavoro, sollecitato lo scorso mese di febbraio dall’Unia - sindacato che sostiene l’impiego domenicale del personale al Fox Town - che aveva puntato l’indice sul Centro Ovale, centro commerciale per il quale il deputato Matteo Pronzini aveva a sua volta chiesto in una lettera aperta inviata lo scorso aprile al procuratore generale John Noseda, l’intervento della magistratura.
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