Tutte e 145 le centrali nucleari europee, svizzere ed ucraine sono sicure. A dare questa buona notiziaè stato il commissario europeo all’Energia Günther Oettinger. Quest’ultimo ha ricordato che il rapporto presentato ieri è il risultato di «18 mesi di lavoro, alla cui base c’è il mandato ricevuto dal Consiglio europeo dopo l’incidente di Fukushima», con l’obiettivo di «svolgere una verifica onnicomprensiva» delle centrali nucleari situate sul continente. Tre le fasi di verifica: l’autovalutazione condotta dagli stessi gestori delle centrali, l’esame di queste valutazioni da parte delle autorità nazionali e l’invio di team di controllori di vari Paesi membri, anche di quelli che non hanno il nucleare. «I test hanno rivelato quali sono gli aspetti positivi e dove è necessario introdurre miglioramenti», ha sottolineato Oettinger, avvertendo che la situazione è soddisfacente, ma c’è margine di miglioramento.
Nel rapporto, si esprime una raccomandazione alla centrale di Leibstadt (AG). Si invita in particolare l’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) a migliorare la gestione dell’idrogeno nell’impianto argoviese che può presentare problemi in caso di un incidente grave. Secondo l’ENSI, tale aspetto era già stato identificato. Le centrali di Mühleberg (BE), Beznau (AG) e Gösgen (SO) hanno invece dato piena soddisfazione alla Commissione.
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