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Iniziata l'avventura del Sinodo sulla fede
Roma
Iniziata l'avventura del Sinodo sulla fede
Con il dono di due nuovi dottori della Chiesa

La solenne Messa di Benedetto XVI ha aperto ieri mattina la 13/a assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi che ha per tema: “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”. Sono 262, il numero più elevato della storia dei Sinodi, i padri sinodali che vi partecipano. Contando anche i collaboratori (cardinali, vescovi e sacerdoti), gli arcivescovi e i vescovi delle Conferenze episcopali spagnola e tedesca, il numero di persone che hanno celebrato la messa è giunto a quota 408.
«La nuova evangelizzazione risponde ad un orientamento programmatico per la vita della Chiesa, di tutti i suoi membri, delle famiglie, delle comunità, delle sue istituzioni». Con queste parole Benedetto XVI ha iniziato l’omelia della messa in Piazza San Pietro per l’apertura del Sinodo. «E tale prospettiva – ha aggiunto – viene rafforzata dalla coincidenza con l’inizio dell’Anno della fede, che avverrà l’11 ottobre, nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II».


Il matrimonio nel Vangelo
Nella messa d’apertura del Sinodo dei Vescovi un’attenzione speciale è stata rivolta da papa Ratzinger al tema del matrimonio. «Il matrimonio, costituisce in se stesso un Vangelo, una "Buona Notizia" per il mondo di oggi, in particolare per il mondo scristianizzato», ha detto il Papa commentando nell’omelia i brani evangelici, toccando così anche il tema della nuova evangelizzazione che è al centro del Sinodo dei Vescovi. «L’unione dell’uomo e della donna, il loro diventare un’unica carne nella carità, nell’amore fecondo e indissolubile, è un segno che parla di Dio con forza», ha proseguito. «E non è un caso. Il matrimonio è legato alla fede, non in senso generico. Il matrimonio, come unione d’amore fedele e indissolubile, si fonda sulla grazia che viene dal Dio Uno e Trino, che in Cristo ci ha amati». Secondo il Papa, «oggi siamo in grado di cogliere tutta la verità di questa affermazione, per contrasto con la dolorosa realtà di tanti matrimoni che purtroppo finiscono male». «C’è un’evidente corrispondenza tra la crisi della fede e la crisi del matrimonio», ha aggiunto.


L’esempio dei santi e dottori della Chiesa
Il Papa si è soffermato poi sulle figure dei due nuovi «dottori della Chiesa» proclamati ieri. «San Giovanni di Avila visse nel secolo XVI – ha affermato –. Profondo conoscitore delle Sacre Scritture, era dotato di ardente spirito missionario». Santa Ildegarda di Bingen, «importante figura femminile del secolo XII, ha offerto il suo prezioso contributo per la crescita della Chiesa del suo tempo, valorizzando i doni ricevuti da Dio e mostrandosi donna di vivace intelligenza, profonda sensibilità e riconosciuta autorità spirituale.

08.10.2012

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