E infine è arrivata, la sconfitta che non doveva essere... E le nuvole già gonfie e scure, sembravano minacciare tuoni e fulmini. Il Langnau, il piccolo, tutto sommato, Langnau, presentatosi alla Valascia ancora alla ricerca del suo primo successo “pieno” della stagione, doveva essere lo scalo per il decollo (finalmente!), e invece ha rischiato di diventare il terminal d’arrivo, almeno per qualcuno. Sul banco degli imputati Kevin Constantine, che ha inanellato (con squadra al seguito, sia chiaro!) l’ottava sconfitta consecutiva in un campionato dalle belle speranze, una grossa illusione (l’esordio con lo Zugo) e troppe amare conferme.
Sabato s’è visto il solito, “solitissimo”, Ambrì: combattivo e sciupone, per finire impotente. «Abbiamo creato tanto, e uscire sconfitti così fa perdere un po’ di fiducia, è frustante», ha spiegato il tecnico negli spogliatoi. La frustrazione di chi ci prova, ma proprio non ci riesce, di chi vorrebbe, ma non può. E il tutto cucinato a fuoco lento con l’incapacità di colpire, di far male, in poche parole di vincere. «In casa contro il Langnau la vittoria è d’obbligo, con tutto il rispetto per l’avversario – a detta di capitan Duca – Loro sono scesi sul ghiaccio con l’attitudine giusta, ma noi dobbiamo essere in grado di portare a casa partite del genere. Il problema è che da un po’ di tempo a questa parte non siamo capaci di concretizzare la mole di lavoro svolta, e ora sono troppe le partite in cui non riusciamo ad andare in vantaggio e sfruttare le occasioni che ci si presentano. La chiave di lettura è questa».
Già, le poche reti: un cruccio. Eppure sabato qualche freccia all’arco leventinese c’era: dalla linea Duca-Park-Pacioretty, al rientro, dopo lo stop nel derby, di Noreau. Ma niente, zero gol. Il centro americano s’è dannato l’anima ma nemmeno un “golletto” in nove partite è preoccupate. La star dei Canadiens non sembra ancora a sua agio nella nuova realtà svizzera e a parte qualche check spettacolare e conclusioni da ogni posizione immaginabile, stiamo sempre aspettando di veder scintille. Il top-scorer dei biancoblù ha invece le polveri bagnate: che nelle retrovie non fosse granitico già lo si sapeva, ma al momento è anche l’apporto alla fase offensiva che difetta.
E nemmeno l’esordio stagionale (!) di Lakhmatov, uno che il fiuto e certe dote tecniche le ha, è servito a dare maggiore vigore là davanti. «Sono contento della mia prestazione personale, ma deluso per la sconfitta – ci ha raccontato il numero 10 dell’Ambrì – Ci sono mancati i gol, unica medicina per vincere, anche se il loro portiere è stato davvero bravissimo. Perché non ho giocato finora? Non lo so, bisogna chiedere all’allenatore o al direttore sportivo. Io mi sono sempre impegnato al massimo e dopo tutte queste sconfitte speravo e credevo di meritarmi un po’ di spazio già in precedenza».
E ora? Il fondo sembra essere proprio lì, a distanza minima, ma riuscire a capire quale sia la soluzione da adottare non è evidente. «Sistemando, o cambiando, alcuni dettagli credo che potremo dare una svolta alla nostra stagione», Constantine dixit. Lakhmatov crede da parte sua che il “click” debba essere mentale: «Forse ci vuole una cena tutti assieme, guardarsi negli occhi e cambiare qualcosa. Noi cerchiamo di fare quanto ci dice l’allenatore, e tatticamente ci stiamo esprimendo bene, ma non è lui che può scendere sul ghiaccio e segnare...». Per Duca invece «non ci sono ricette, ma solo lavoro, lavoro e lavoro, perché prima o poi le cose dovranno cambiare per forza».
È un augurio, una speranza, una fragile convinzione. Di tempo ne è già passato molto, forse anche troppo. E dietro a celato protezionismo si nasconde l’altra soluzione: l’arrivederci e grazie. Ma così non sarà, nemmeno stavolta e perlomeno a breve termine. Perché ieri sera il CdA dell’HCAP ha una volta di più salvato il tecnico americano. Per Kevin Constantine, dunque, il Langnau non ha funto da terminal: né di decollo, né di... partenza. L’aereo biancoblù continua il suo viaggio col suo attuale pilota: verso cosa, sinceramente, nubi gonfie e scure non permettono di vedere.
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