«Ignorano le Leggi». Il consigliere di Stato Norman Gobbi risponde a chi, in questi giorni, invoca a gran voce il commissariamento del Comune di Bissone. «Dove c’è scritto che il Governo può commissariare un Comune?». Per il direttore del Dipartimento delle Istituzioni, insomma, non è questa la soluzione da attuare, non ancora almeno. «Da una parte – ci ha spiegato Gobbi – c’è la Magistratura impegnata nell’inchiesta. Dall’altra noi dobbiamo tener franca la garanzia dei principi democratici e salvaguardare le Istituzioni locali». Ieri pomeriggio il PS, per voce del presidente cantonale Saverio Lurati, è nuovamente tornato alla carica richiedendo il commissariamento di Bissone. Questo dopo l’arresto del sindaco Ludwig Grosa (nei cui riguardi il Ministero Pubblico ipotizza i reati di estorsione, diffamazione, calunnia, coazione, abuso d’autorità, corruzione passiva e infedeltà nella gestione pubblica) ma anche e soprattutto dopo l’infiammata riunione di Consiglio comunale (cfr. GdP di ieri) che ha visto bocciare i Consuntivi 2011 per presunte irregolarità al cantiere del Lido. Per Lurati, in buona sostanza, il commissariamento «garantirebbe maggior serenità e sicurezza all’intera cittadinanza del borgo». Come visto però la cosa non può essere automatica. «Il Consiglio di Stato – continua Gobbi – non ha strumenti per indire nuove elezioni. Queste, semmai, devono essere richieste dai cittadini attraverso la firma per la destituzione del Municipio. A patto però che sia passato almeno un anno dalle elezioni». Aprile 2013 dunque.
COSA DICE LA LEGGE – La LOC, la Legge Organica Comunale, parla chiaro e nell’articolo 201, capitolo “Provvedimenti di eccezione – gestione speciale” recita: «Quando un comune si trova nell’impossibilità di costituire i propri organi o in difficoltà ad assicurare la normale amministrazione o quando il Municipio si sottrae in modo deliberato e continuo ai doveri del suo ufficio, l’autorità di vigilanza può, previa diffida, direttamente o per mezzo di uno o più delegati, affiancarsi o sostituirsi al Municipio nell’amministrazione del Comune, fintanto che perdurano i motivi che hanno giustificato l’intervento». È questo il caso di Bissone? Lo abbiamo chiesto a Elio Genazzi. «È vero – ci ha spiegato il responsabile degli Enti Locali – che Bissone non è proprio esemplare, ma leggendo la Legge ci si accorge che il suo Municipio non è nell’impossibilità di costituire i propri organi visto che ci sono comunque 4 municipali in carica. L’Esecutivo poi non si è mai sottratto completamente ai suoi doveri. Lo ha fatto, in alcune occasioni, ma non su tutta la linea. Sostanzialmente non ci sono dunque i limiti per un commissariamento, a meno che non ci siano fatti nuovi. In ogni caso è una decisione che dovrà prendere il Governo».
LA SUCCESSIONE IN MUNICIPIO – Il Movimento Nuova Bissone, per voce della vicesindaco (e ora sindaco ad interim) Daniela Marazzi Fontana, ha fatto sapere di voler far valere il suo diritto a un subentrante, mantenendo così la maggioranza (3 su 5) in Municipio. Nuova municipale sarebbe in questo caso Ruth Hodel Lavanzini che si è detta interessata ma non ha ancora sciolto le riserve. Qualora non dovesse accettare, il posto spetterebbe a Marzio Martinelli che però, a inizio ottobre, è stato “espulso” dal Movimento Nuova Bissone. In caso anche lui rinunciasse (Martinelli ha già affermato che «sostituire Grosa non risolverebbe il problema») i proponenti della lista avrebbero diritto di avanzare nuovi candidati oppure eleggere un municipale proveniente da un’altra area politica. L’opposizione (PS, PPD e PLR) ha comunque già chiesto le dimissioni dei municipali di Nuova Bissone, giudicati «corresponsabili» per non «aver vigilato» sulle presunte irregolarità al Lido. Dimissioni rifiutate dai municipali con un secco «no».
GOBBI, CRITICHE E REPLICHE –Ma torniamo al PS che, ancora ieri, ha sollevato interrogativi sui ritardi accumulati dalla sezione Enti Locali nella gestione del caso Bissone (accusa comunque respinta da Genazzi) e ha anche sollevato dubbi sull’operato di Norman Gobbi. «Ci chiediamo – ha spiegato Lurati – se l’inazione non sia stata determinata da una sorta di volontà politica e per questo chiediamo una risposta immediata alla nostra interrogazione e una posizione chiara del Consiglio di Stato». Risposta che potrebbe già arrivare oggi. Gobbi, da noi contattato, ha preferito non entrare nel merito della polemica. «Sarà il Governo a rispondere, e lo farà a breve». Poi però ha aggiunto: «Qualcuno cerca di giocare sul piano partitico e cerca di far credere che ci siano Leggi che in realtà non esistono, danneggiando a sua volta l’immagine delle Istituzioni».
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