Sport

  • Stampa l'articolo
  • Invia l'articolo per e-mail
Ecco a voi Bergeron, semplicemente fortissimo
Hockey
Ecco a voi Bergeron, semplicemente fortissimo
di Piergiorgio Giambonini

Sia subito ricordato: Patrice Bergeron è uno dei migliori attaccanti “two-ways” della NHL, e quindi al mondo. Sia allora sottolineato e applaudito: nella goleada inscenata contro il povero Langnau (che non più tardi di tre giorni prima era andato a conquistare alla Valascia la sua prima vittoria stagionale “piena”, ma che povero evidentemente rimane...), la superstar dei Boston Bruins è valsa di suo il prezzo del biglietto. Sia però anche aggiunto: per lui come per tutti gli altri scioperanti sbarcati in queste settimane in Europa, resta valida l’incognita della condizione fisica. Perché se la classe, enorme, appunto non si discute, e se l’esordio “adrenalinico” è stato, come spesso accade, da applausi convinti, ora si tratterà di verificare quanto e come il ragazzo abbia davvero lavorato in solitudine durante la lunghissima estate nordamericana, rispettivamente quanto ci metterà a sistemare per bene la sua condizione atletica. Che di esempi, per restare in casa bianconera, ce ne viene in mente uno per tutti, ed è ovviamente quello di Anson Carter, che tanto velocemente impressionò in bene (due partite, e poi basta), tanto velocemente finì il carburante, e non trovò più il sistema di fare nemmeno una parvenza di rifornimento.
Ma Carter era Carter, e Bergeron è Bergeron: in NHL multimilionario e plurititolato, a Boston assistente-capitano e centro del primo blocco, nel mondo vincente sia ai Mondiali che alle Olimpiadi. Un “triple gold” dalla personalità grande quanto il bagaglio tecnico che porta in pista. E nel suo caso siamo pronti allora a scommettere che fin quando oltre oceano a tener banco sarà il “lockout”, a Lugano il ruolo di primattore sarà lui a rivestirlo. Tanto per dire: ieri sera al suo secondo cambio ha fatto partire il tiro deviato da capitan Vauclair per l’1-0, e sei minuti dopo ha infilato sott’asta uno splendido polsino per il 2-0, poi ha colpito un’asta, ha fornito l’assist in seconda per il 5-0 in power-play, ha lavorato molto a tutta pista (già, anche in difesa, e tanto e bene) e non ha disegnato di andare ad infilarsi sotto porta “dove fa male”, firmando infine di persona pure il 7-2. Subito uomo squadra, insomma. Subito in perfetta sintonia con Metropolit (autore da parte sua di quattro assist diretti). In altre parole: fortissimo.
Ma la vittoria messa velocemente al sicuro contro il – ribadiamo – povero Langnau, è in ogni caso figlia di una prestazione collettiva di quelle che piacciono al pubblico ma anche, nel suo insieme, agli allenatori. Prestazione fatta cioè di lavoro e di continuità, di propulsione offensiva e di disciplina difensiva. Anche se poi è vero che il determinato Lugano di ieri sera – salito sul 3-0 già al 9’ con Jordy Murray – per dare vera consistenza al suo successo ha avuto in definitiva bisogno pure di ben quattro reti dei difensori, ovvero delle doppiette del già citato Vauclair (1-0 e 6-1) e del sempre eccellente Heikkinen (4-0 e 5-0 con due bombe al volo). Ma queste, in fondo, sotto inutilissime quisquilie.

10.10.2012

Notizie

Li Keqiang accolto a Zurigo da Didier Burkhalter
Sbloccata la zona blu, buone notizie per quella rossa
Clamorosa svolta al processo d'Appello
Intervento di Francesco I con le parole di Benedetto XVI