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Gavranovic non basta: prima frenata rossocrociata
Calcio
Gavranovic non basta: prima frenata rossocrociata
Dopo due vittorie, ecco un pareggio. Martedì appuntamento a Reykjavik
di Paolo Galli

Berna - Sotto sotto già si sognava l’en plein. Ma en plein non sarà. Lo abbiamo scoperto ieri sera a Berna, dove la Norvegia ha imposto alla Svizzera il suo primo parziale stop nella corsa ai Mondiali brasiliani. Un pareggio accettabile, e persino giustificato da quanto visto in campo, che accontenta soprattutto la squadra di Olsen. Per Hitzfeld e i suoi ragazzi si tratta di un’occasione persa per allungare in classifica sulla concorrenza, salutarla e non tornare più indietro. Il gol di Gavranovic - evviva! - ha illuso i rossocrociati, riportati alla realtà soltanto tre minuti più tardi dal pareggio di Hangeland: 1-1, e appuntamento in Islanda.
La Svizzera non è però dispiaciuta, anzi. È entrata in partita nel migliore dei modi, trattenendo nelle sue mani la manovra, rendendosi insidiosa, sfruttando varie geometrie, in particolare grazie all’out di destra. Olsen ha faticato a capire e quindi a frenare la coppia Lichtsteiner-Shaqiri, a tratti persino irresistibile. Barnetta si è dimostrato a sua volta pericoloso in due occasioni, accentrandosi per raccogliere di testa i cross dei due indiavolati di destra. Ma il risultato non si è mosso. La Norvegia, timidamente, ha risposto attorno al 17’, con un paio di conclusioni - di testa naturalmente - comunque neutralizzate da un attento Benaglio. E via così, colpo dopo colpo, su un ottimo ritmo, sino alla pausa.
Nella ripresa, con gli scandinavi meglio disposti in difesa e con l’arbitro iberico sempre più protagonista in negativo - «Difficile giocare in undici contro dodici», ha addirittura commentato Hitzfeld, nero di rabbia in particolare per un rigore dubbio non fischiato a Derdiyok -, la Svizzera ha perso le chiavi del gioco, finendo con l’improvvisare i suoi attacchi, insistendo con i tiri forzati. La partita si è comunque sbloccata al 78’, quando su un corner di Shaqiri - deviato da Xhaka -, Gavranovic ha bucato Jarstein con il più classico dei gol da opportunista. Da manuale. Per il ticinese si tratta del terzo gol in quattro presenze: una media che non lascia indifferenti. Come non lascia indifferenti il fatto che Shaqiri abbia ancora messo lo zampino su una rete rossocrociata: lo ha fatto sulle ultime nove!
Statistiche rese comunque vane dalla reazione norvegese e dalla scempiaggine dell’apparato difensivo elvetico, lasciatosi infilare su calcio d’angolo soltanto tre minuti dopo il vantaggio. Capitan Hangeland, indisturbato, ha saltato tra le belle statuine, sorprendendo in particolare il marcatore diretto Djourou e Benaglio. Il portiere del Wolfsburg si è comunque riscattato all’84’, quando ha salvato su Forren. E per fortuna! Pareggio allora sensato, e (ma sì) utile a entrambi in fondo, anche se non stravolge la classifica. Una classifica in cui l’Islanda sta tornando a farsi pericolosa (la vittoria in Albania sia allora un campanello d’allarme per Hitzfeld e i suoi ragazzi). La strada per il Brasile è ancora lunga, e irta di ostacoli.
Il pareggio di ieri può essere letto allora anche così: non era e non è il caso di perdersi in voli pindarici, di staccare troppo in anticipo i piedi da terra. La convinzione che la Svizzera sia comunque superiore alle sue avversarie è ancora viva e vegeta, ma non è il caso di sbandierarla. Intanto, godiamoci il gol di Gavranovic, che ieri ha poi chiarito: «Sono contento di aver segnato, ma non lo sono per il pareggio. Sapevamo che sulle palle ferme loro erano pericolosi, ma ci siamo fatti sorprendere sull’1-1. Comunque è un punto che dobbiamo guardare in maniera positiva. Se mi aspettavo di giocare di più? Io cerco di dare il massimo sia con il mio club che con la nazionale, ma le scelte poi le fa l’allenatore». Un allenatore che a Reykjavik dovrà fare a meno di Derdiyok, e che quindi dovrà puntare (verosimilmente) proprio su "SuperMario". Hitzfeld ha pure aggiunto: «Non mi aspettavo un’Islanda con tanti punti, ma è ben organizzata e ha molta fiducia in se stessa. L’ho detto, questo girone è equilibrato e la costanza farà la differenza». E via, si parte per il lontano Nord.

13.10.2012

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