Economia

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BancaStato, non soltanto un “porto sicuro”
Parla Bernardino Bulla
BancaStato, non soltanto un “porto sicuro”
di Corrado Bianchi Porro

Un “porto sicuro” dove depositare i propri risparmi. È stata a lungo percepita così la Banca dello Stato del Cantone Ticino, importante attore economico della nostra regione che intrattiene un solido legame con il territorio e i suoi abitanti.
BancaStato «è certamente un porto sicuro, grazie al suo modello d’affari improntato alla prudenza e alla garanzia dello Stato di cui beneficiano i clienti, ma non solo: è anche un Istituto finanziario a carattere universale capace di rispondere alle più disparate necessità bancarie delle clientela» sottolinea il Presidente della Direzione generale, Bernardino Bulla, al quale abbiamo rivolto alcune domande.
Cosa è e come funziona la garanzia dello Stato?
«La nostra è una Banca pubblica, con delle peculiarità che la contraddistinguono dalle altre banche. L’attività dell’Istituto è regolata dalla Legge di istituzione, promulgata dalla Repubblica e Cantone Ticino, il cui articolo 4 recita a chiare lettere: lo Stato risponde di tutti gli impegni della Banca non coperti da mezzi propri.
Chiariamo prima di tutto cosa si intende, nel gergo bancario, per “impegno”: in sintesi, è un impegno qualsiasi liquidità depositata o investita dalla clientela nella banca, sotto forma di conto corrente, conto risparmio, deposito a termine, e così via. Gli impegni figurano tra le poste passive della banca, e l’articolo 4 della Legge in questione sancisce che nella remota eventualità che l’Istituto dovesse fallire, il Cantone si farebbe carico di risarcire gli impegni contratti precedentemente dalla Banca e non coperti dai mezzi propri di quest’ultima».


Si può parlare di “sicurezza totale”?
«In pratica sì. Questo perché nessuno ritiene verosimile che il Cantone possa a sua volta fallire. I nostri clienti possono veramente dormire sonni tranquilli».
Anche le altre banche godono di una simile garanzia?
«Sì, ma solo in parte. Mi spiego meglio. Per gli istituti finanziari vale la Legge federale sulle banche e le casse di risparmio, secondo la quale in caso di fallimento della propria banca di riferimento il rimborso dei depositi privilegiati (vale a dire i depositi a nome del cliente, n.d.r.) è garantito sino a un importo di 100 mila franchi. Questa sicurezza proviene da un sistema denominato “garanzia dei depositi”, che prevede che qualora un istituto non riuscisse a far fronte al rimborso dei suoi impegni, le altre banche e gli altri commercianti di valori mobiliari in Svizzera interverrebbero a coprire la differenza. BancaStato va oltre tutto ciò perché come detto non prevede limiti di rimborso».
Considerato come sta andando l’economia come viene percepita questa garanzia dai clienti?
«Anche se oggi nessuno dubita della solidità delle banche elvetiche, la garanzia è senza dubbio un nostro punto di forza che ci distingue dalla concorrenza. I clienti sono coscienti di avere le spalle coperte anche nella peggiore delle ipotesi, il fallimento. Negli ultimi anni purtroppo l’economia mondiale ci ha abituato a parole come recessione, crisi, insolvenza e perdite. Il timore tra i risparmiatori è aumentato, lo si evince dalle rassicurazioni che le persone cercano quando si rivolgono a un partner bancario. E noi sappiamo fornire una sicurezza che viene certamente apprezzata».
Lei però diceva che BancaStato non è solamente da percepire come un “porto sicuro”…
«Assolutamente no, sarebbe riduttivo pensare all’istituto solo in questi termini. Negli ultimi anni abbiamo compiuto un grande lavoro e abbiamo costruito una gamma di prodotti e servizi modulati secondo bisogni, età e reddito, destinati a privati, ad aziende o a enti pubblici. Prodotti e servizi veramente a 360 gradi, che ci consentono di proporre un servizio universale, che spazia dai crediti ipotecari sino ai prodotti di risparmio, dalle operazioni bancarie di routine alle soluzioni previdenziali o di investimento, passando anche dalle soluzioni su misura e dall’assistenza in merito alle successioni aziendali.
Insomma, siamo sì un porto sicuro, ma anche una banca che propone prodotti concorrenziali, intelligenti e funzionali».
Come diceva lei: una banca universale...
«Esatto. Siamo in Ticino da quasi un secolo e abbiamo saputo adattare la nostra offerta alle esigenze di chi abita il Cantone e di chi vi produce ricchezza. A chi ancora non ci conoscesse chiediamo di metterci alla prova: veniteci a trovare, saremo più che felici di dedicarvi il nostro tempo».
Avete anche sviluppato il Private Banking, come valuta l’andamento delle attività in questo settore?
«BancaStato offre un servizio completo anche nell’ambito dell’amministrazione dei patrimoni. Abbiamo sviluppato il Private Banking dall’ “interno” rafforzandolo con nuove assunzioni di consulenti competenti e con ampia esperienza e nel 2010 abbiamo acquisito una partecipazione di controllo in Axion SWISS Bank SA trasformandoci in gruppo. Considerati l’instabilità dei mercati e il difficile momento che sta vivendo la nostra piazza finanziaria, possiamo dire di essere soddisfatti dei risultati sia del dipartimento “BancaStato Private Banking” sia di “Axion SWISS Bank SA”».

15.10.2012