Cronaca

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I partiti al Governo: «Compiti da rifare»
Preventivo 2013
I partiti al Governo: «Compiti da rifare»
«Vanno tagliati almeno altri 50 milioni»
di Davide Adamoli

«Preventivo 2013, così non va: o il Governo taglia altri 50 milioni di deficit, o il Parlamento non lo voterà». Ieri a Medeglia le posizioni si sono cristallizzate: i tre principali partiti, PLR, Lega e PPD hanno detto chiaramente che se il Governo non rivedrà la sua impostazione, il Preventivo 2013 non supererà lo scoglio parlamentare.


Dalle parole ai fatti
Fin dalla sua presentazione, tre settimane fa ai partiti, il Preventivo 2013 aveva suscitato malcontento fra le forze politiche, indisposte a digerire un messaggio già preconfezionato. Settimana scorsa le prese di posizione più dure erano giunte proprio dai partiti riunitisi ieri a Medeglia, con dichiarazioni vieppiù pungenti e precise. E se la sinistra, soprattutto extra-partitica, con i sindacati dei docenti e degli statali, ha alzato forti rimostranze per i tagli previsti al personale, Lega, PLR e PPD si sono detti preoccupati per il previsto buco di 200 milioni e la mancanza di prospettive sul fronte degli sgravi fiscali.


L'aut-aut di Medeglia
In questo contesto era logico che l’incontro fra partiti previsto da alcune settimane su invito del presidente del PLR Rocco Cattaneo si occupasse proprio di questo tema. Con incisività: i presidenti intervenuti (oltre a Cattaneo anche Giovanni Jelmini, PPD, e Giuliano Bignasca, Lega) hanno messo il Consiglio di Stato di fronte a un vero e proprio ultimatum, espresso con chiarezza da Bignasca: «O entro una decina di giorni si trova il modo di diminuire il deficit di altri 50 milioni, giungendo a 150, oppure i tre principali gruppi parlamentari non voteranno il messaggio governativo». E questo a causa della crescente preoccupazione per lo stato di salute dei conti pubblici. Per Giovanni Jelmini: «Il problema non è solo il presente, ma pure il futuro, l’anno prossimo, di questo passo, con un aumento annuo del 3% delle spese, il deficit supererà i 300 milioni. Occorre intervenire subito».


Ma chi deve fare i compiti?
Su questo punto i partiti hanno espresso unanimemente la convinzione che il CdS debba presentare per primo delle proposte di taglio del deficit, soprattutto sul fronte delle spese. Per Cattaneo: «Noi ora ne parleremo nei nostri gruppi, e vedremo quali misure portare da parte nostra, ma deve essere chiaro al Governo che noi non voteremo 200 milioni di deficit e questo per responsabilità verso il Paese». Sul concreto delle misure i partiti non si sono espressi –non ne hanno discusso in modo approfondito–, ma almeno a titolo individuale sono state tentate delle ipotesi, fra cui anche la possibilità di intervenire su chi gode di una tassazione globale (forfait). Ora la palla passa al Consiglio di Stato, e ai singoli gruppi parlamentari, dove ci si confronterà sulle misure concrete.

20.10.2012