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Solidità e disciplina, le armi del “nuovo” ACB
Calcio
Solidità e disciplina, le armi del “nuovo” ACB
di Fabrizio Maggi

È il Bellinzona l’anti-Aarau: gli indizi già indicavano i granata come pretendenti numero uno al ruolo di “cacciatori”, ieri ne abbiamo avuto la conferma. L’undici di Gabriele ha infatti inanellato la quinta vittoria consecutiva (Coppa compresa), abbattendo la preda di turno grazie a una ferrea disciplina tattica e alla grande solidarietà che anima tutti i componenti della rosa, segnatamente quando occorre interpretare la fase difensiva… «Questa è la mia filosofia di gioco – osserva mister Gabriele a fine gara… – Si attacca in undici e ci si difende in undici, questo è il messaggio che i miei ragazzi stanno recependo al meglio».
Non era operazione semplice mettere alle corde il Vaduz, squadra ricca di talento ed esperienza, con interpreti sopraffini come Hassell, Tripodi e Tighazoui, occorreva compattezza e sacrificio, stare in campo con attenzione; sotto questo profilo il Bellinzona ha superato appieno il difficile test… «Concediamo poco e creiamo parecchio, i ragazzi sono fantastici, tutti aiutano tutti», afferma ancora Gabriele. Ad immagine di “Bobo” Ciarrocchi, sempre pronto a sfiancarsi sulle fasce per coprire in fase difensiva e farsi trovare pronto nei rilanci.
Ma sarebbe ingeneroso e riduttivo soffermarsi su un singolo giocatore, poiché la squadra sta lievitando collettivamente e proprio attraverso questa crescita sa gestire anche le situazioni più delicate, quando cioè non traduce in moneta sonante le occasioni offensive che si sa creare, e quindi non barcolla sui rovesciamenti di fronte. Ne sa qualcosa il Vaduz che, pur evideziando un buonissimo palleggio, non ha quasi mai potuto costruire occasioni prelibate davanti a König, e quando ci è riuscito il portierone granata vi si è frapposto con la consueta puntualità…
«Adesso dobbiamo crescere anche dal punto di vista offensivo – aggiunge Gabriele – per riuscire a chiudere le partite quando vi sono le opportunità per farlo». In effetti, i granata hanno impiegato solo sei minuti per andare a bersaglio, quando Gianluca D’Angelo, su angolo battuto da Neumayr, buggerava Klaus con una perfetta e puntuale deviazione di testa sul secondo palo. Rotto il ghiaccio, il Bellinzona ha gestito con abnegazione e pulizia tattica una partita che il Vaduz ha invano cercato di riaprire. Il possesso palla della squadra del Principato – pur delizioso – si è dimostrato sterile e soltanto Gétaz a ripresa inoltrata ha sollecitato König con un conclusione peraltro “telefonata”. Nel frattempo i granata avevano viceversa sfiorato il raddoppio con una gran botta di Mihajlovic dentro l’area (sventata da Klaus in uscita… avanzata) e sugli sviluppi di un veloce triangolo Marchesano-Massella-Marchesano con il fantasista numero 8 a concludere però altissimo sopra la traversa. Nei minuti finali, a suggellare una prestazione di spessore sotto il profilo atletico e tattico, Ciarrocchi inventava un delizioso “lob” andato a morire sul fondo e poi imbeccava D’Angelo che al volo da venti metri sparava sul fondo, chiudendo così da protagonista dopo avere griffato il gol della vittoria in apertura di partita.
Il Bellinzona conserva dunque sette punti di ritardo dal solido Aarau, riappropriandosi del ruolo che tutti gli assegnavano al sorgere della nuova stagione: la sfida a distanza con gli argoviesi, insomma, è più che mai lanciata.

22.10.2012

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