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Huras contro Pelletier, un derby che fa... storia
Hockey
Huras contro Pelletier, un derby che fa... storia
Alla Valascia seconda sfida stagionale tra Ambrì e Lugano
di Piergiorgio Giambonini

Definirli “mister derby” potrà forse sembrare esagerato. La verità, però, è che in 48 anni di storia delle sfide hockeistiche cantonticinesi, nessun allenatore più di Larry Huras e di Serge Pelletier le ha vissute e le ha conosciute con simile continuità ed intensità, proprio perché loro due hanno avuto l’opportunità di farlo su entrambi i fronti, come recitano e riassumono le “cifre alla mano” che proponiamo a parte. Il 57enne dell’Ontario (che con 46 derby “giocati” è secondo solo a Slettvoll, a quota 55 ma tutti ovviamente sulla panchina bianconera) ha portato il Lugano a un titolo e l’Ambrì a una finale, e con entrambi s’è tolto delle belle soddisfazioni pure a livello europeo. Il quasi 47enne québecois, da parte sua, ha guidato alla conquista del titolo nazionale gli Juniori dell’HCL, poi è stato assistant-coach alla Resega ed in seguito per due anni head-coach alla Valascia.
Dieci volte Huras e Pelletier son già stati avversari nell’ambito dei derby ticinesi, per un bilancio di 7 vittorie di Larry, una sola di Serge e 2 pareggi. Prima e dopo, i loro cammini di allenatori li hanno messi a diretto confronto pure sul fronte Zurigo-Friborgo, Lugano-Zugo, Ambrì-Friborgo e Berna-Friborgo. Bilancio di tutto questo: 22 volte ha vinto Huras, 10 Pelletier e 2 sono stati – quando ancora esistevano – i pareggi.
“Derby time” con loro due, dunque, slalomando tra ricordi e aneddoti.


In Svizzera, e subito in Ticino, siete arrivati una vita fa: nel 1996 Larry, addirittura nel 1989 Serge. Qual è il vostro primo ricordo di quei tempi?


HURAS: Quando arrivai alla Valascia per dirigere il mio primo allenamento, ad aspettare me e le squadra trovai Jakushev, fresco di licenziamento ma venuto apposta per salutare i giocatori e augurare a me buon lavoro. Mai vista, né prima né dopo, una cosa del genere. E mai visto un allenatore così contento di andarsene...


PELLETIER: Io arrivai molto giovane per lavorare nel settore giovanile del Lugano, e credo che la cosa che più mi colpì fu l’accoglienza dalle gente. Il calore e la simpatia dei ticinesi mi aiutarono moltissimo ad inserirmi nella nuova realtà.


Due canadesi ora molto svizzeri, e quanto ticinesi?


HURAS: In Svizzera e in particolare in Ticino ormai mi sento a casa, esattamente come quando sono in Canada durante l’estate. Qui si è sempre trovata benissimo anche la mia famiglia, e questo è stato ovviamente fondamentale.


PELLETIER: Avendo passato in Svizzera quasi metà della mia vita, a questo punto mi sento quasi più svizzero che canadese. E comunque mi sento molto ticinese, anche perché in quanto québecois mi ritrovo completamente in tutto ciò che è legato alla realtà di una minoranza a livello linguistico, geografico e pure di mentalità....


Il primo ricordo di un derby ticinese?


HURAS: Era un venerdì sera di fine novembre della mia prima stagione ad Ambrì, ricordo che a vincere fummo noi ma non il risultato (5-3, ndr), ma soprattutto ricordo che nevicò per tutto il giorno, senza mai smettere. A fine partita c’era quasi un metro di neve fresca: per andare a cena a Piotta ci vollero tre quarti d’ora, e a casa a Faido riuscii ad arrivare verso le 3 di mattina.


PELLETIER: I miei primi derby li ho vissuti con gli Juniori del Lugano, e ripensandoci mi fa sorridere il ricordo di Duca e Lakhmatov giovanissimi in maglia biancoblù. Adesso me li ritrovo in prima squadra ad Ambrì ormai “over 30”, a dimostrazione di quanti anni sono passati...


Il ricordo più bello di un derby?


HURAS: Non so se posso dirlo... Vabbé, a livello personale una gran bella soddisfazione me la sono tolta all’antivigilia di Natale del 2006, pochi mesi dopo esser stato licenziato dall’HCL, tornai alla Resega con l’Ambrì e vincemmo 3-1. E allora, per... pareggiare i conti, ricordo anche la prima vittoria con il Lugano al mio ritorno alla Valascia, un anno fa, anche se in questo caso era ormai passato un bel po’ di tempo da quando non ero stato confermato dall’HCAP.


PELLETIER: Di ricordi ne ho talmente tanti che mi riesce davvero difficile individuarne uno in particolare. Preferisco allora dire che dei derby mi piace molto l’atmosfera particolare che si respira nei giorni precedenti, le emozioni che salgono, l’attesa che cresce. Di derby ne ho vissuti parecchi anche con il Friborgo, ma quello ticinese è in assoluto il più caldo e quindi il più bello.


Il ricordo più brutto di un derby?


HURAS: Sicuramente la sconfitta con l’HCAP nella finale del 1999. Quella per l’Ambrì era stata una stagione davvero fantastica e avrebbe meritato un altro epilogo. Mi capita ancora oggi molto spesso di pensarci e di non crederci... Ma di quella squadra sarò per sempre molto fiero, come lo sono di quella bianconera che vinse il titolo nel 2003 partendo dal 7° posto occupato al mio arrivo a metà novembre.


PELLETIER: Essendo stato via dal Ticino negli ultimi sette anni, i ricordi si sono un po’ affievoliti, soprattutto quelli brutti...


Il derby di stasera....


HURAS: Sarà una partita molto difficile, perché mi aspetto un Ambrì estremamente motivato. Da parte nostra dobbiamo assolutamente riprendere il discorso dai primi 57 minuti di martedì contro il Ginevra.


PELLETIER: Nella nostra situazione e posizione possiamo e dobbiamo prendere ogni partita come un’opportunità per migliorare il nostro livello, e il derby anche in questo senso è estremamente stimolante, perché si tratta di gestire sia un avversario molto forte sia le emozioni supplementari dettate da un evento così particolare.


Pelletier secondo Huras, e Huras secondo Pelletier...


HURAS: Penso che Serge sarebbe un ottimo giocatore di poker, con quella sua espressione quasi sempre uguale... Battute a parte e non avendo mai lavorato con lui, posso solo dire che le sue squadre sono sempre molto ben preparate e organizzate sul ghiaccio, e questo significa che è un bravo allenatore.


PELLETIER: Ci conosciamo da un sacco di tempo e siamo stati avversari su diverse panchine, e tra di noi c’è il massimo rispetto reciproco. Il giorno in cui sono arrivato ad Ambrì, Larry mi ha mandato un sms augurandomi buon lavoro, e questo dice molto di lui anche come persona.


Sei derby in stagione sono tanti, ma due in 12 giorni e addirittura tre in 23 giorni non sono troppi?


HURAS: Forse sì, ma visto che è così, prendiamoli come se si trattasse di una serie di playoff... Per i giocatori in fondo non cambia molto, e il pubblico ha comunque abbastanza energia e entusiasmo per tenere il ritmo...


PELLETIER: Sei in stagione vanno bene, al ritmo però di uno al mese, ideale per tutti: non capisco invece il motivo né tantomeno il senso di piazzarne in calendario addirittura tre nel giro in tre settimane.

02.11.2012