Il 2009 è stato l’anno con la migliore qualità dell’aria nel nostro Cantone. Il “trend” di miglioramento in corso negli ultimi anni si è quindi confermato, con un ulteriore miglioramento significativo dei valori delle polveri fini (PM10) e degli ossidi di azoto. «La situazione legata all’inquinamento degli anni ’80 a oggi è migliorata in modo importantissimo – ha annotato durante la conferenza stampa Marco Borradori –. Entro i prossimi 5/10 anni quello delle polveri sottili non sarà più un problema». E se si considera che i valori di queste polveri sono uno dei maggiori indicatori della qualità dell’aria, allora vi sarà da star sereni. «Spesso sentiamo dire che “la situazione peggiora”, ma sono solo storie – aggiunge il Direttore del Territorio –. Se si analizzassero i dati, si capirebbe come bisogna per forza dare atto a un quadro che oggettivamente è in miglioramento».
La regione che desta le maggiori preoccupazione è quella del Mendrisiotto. Il Piano di risanamento prevede per il tratto a sud del ponte diga di Melide il limite permanente a 100 km/h, che migliorerebbe le cose al punto da non essere più costretti a dover scendere fino all’80 nei momenti critici. «Per il TCS la misura degli 80 all’ora non serve a nulla (si veda il box, ndr), ma credo che non bisognerebbe nemmeno avere la memoria troppo corta e anzi, assumersi la propria responsabilità». Borradori ha infatti ricordato come i 100 all’ora permanenti sarebbero già entrati in vigore, se lo stesso TCS non avesse ricorso al Tribunale amministrativo, dove è attualmente pendente il dossier.
«Il bilancio della misura d’urgenza introdotta secondo i decreti vigenti è positivo: ha attenuato i picchi d’inquinamento, ha reso fluido il traffico e l’87% degli utenti l’ha rispettata». Parole di Luca Colombo, capo dell’Ufficio dell’aria, del clima e delle energie rinnovabili, il quale ha spiegato ieri alla stampa come la misura d’urgenza degli 80 km/h in autostrada è da ritenersi utile perché a quella velocità le emissioni sono al minimo. Un calcolo che viene fatto al chilometro e che quindi scarta la critica frequente secondo cui “vado meno veloce, sto più tempo sulle strade, quindi inquino di più”. «La differenza delle emissioni complessive di ossidi d’azoto con la misura d’urgenza cala del 31%, quella delle poveri fini del 48%». A far rientrare la situazione nei limiti ci aveva poi pensato il vento. Alvaro Franchini della Polizia cantonale ha spiegato che tra il 22 e il 31 gennaio sono state revocate 81 patenti. 750 le contravvenzioni totali su 6mila veicoli controllati. «Il limite ha portato anche a maggiore sicurezza e fluidità». Ieri in una nota stampa il TCS ha replicato a quanto reso noto dal DT, sostenendo che «non si possono confondere le emissioni (sostanze prodotte da elementi inquinanti) con le immissioni (quanto si misura nell’aria). Dai dati in nostro possesso la riduzione delle sostanze presenti nell’aria (immissioni) diminuisce in una percentuale non misurabile e trascurabile».
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