Cronaca

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Alti redditi da covare, ma aiuti al ceto medio
Amnistia e sgravi
Alti redditi da covare, ma aiuti al ceto medio
Si anima il dibattito politico
di Chiara Scapozza

Cantone che vai, fisco che trovi. È questa la realtà svizzera, attorno alla quale in queste settimane i toni sono molto accesi. Venerdì scorso Laura Sadis si è espressa per la prima volta in materia di amnistia cantonale e di sgravio per gli alti redditi, sostenendoli entrambi.


Il dibattito però è già decollato da un pezzo e la proposta di alleggerire la pressione fiscale alle “galline dalle uova d’oro”, elaborata sulla base di uno studio di Marco Bernasconi della SUPSI, ha già suscitato una levata di scudi. Ieri sul Caffè la ministra ha sciolto le riserve sui dettagli della misura: abbattimento dell’aliquota massima (ora del 15%) al 12% per i coniugati e al 13% per i single. Riguarderà i redditi superiori ai 340mila franchi per le famiglie e ai 440mila per i single. Significherebbe toccare circa un migliaio di contribuenti, per un totale di 8 milioni e 600mila franchi in meno di entrate nelle casse dello Stato.


Bignasca (Lega): «Sgravi al ceto medio per 44 mio»


Dalle colonne del Mattino ieri Giuliano Bignasca approva questi sgravi, ma ne propone di ulteriori per i ceti medi (da 44 milioni: 32 per i coniugati, 12 per gli altri contribuenti) e caldeggia la reintroduzione dell’imposta di successione dell’1,5% sulla sostanza superiore ai 10 milioni.


Jelmini (PPD): «Disposti a discutere le misure»


«La proposta di Laura Sadis ci sembra molto interessante, è necessario però affiancare delle misure che la sostengano e valutare la loro sostenibilità dal profilo finanziario. Per questo motivo, siamo disposti ad esaminare la proposta della Lega sullo sgravio per i redditi medi, e al contempo ci sembra importante trovare delle misure collaterali, come l’aumento dei sussidi per i premi di cassa malati». A parlare è il presidente del PPD, Giovanni Jelmini, che abbiamo raggiunto per commentare quanto propone Giuliano Bignasca. Un incontro tra i vertici della Lega e del PPD su questi temi si era svolto lunedì. «Come partito – prosegue Jelmini – ci siamo espressi fin da subito: la proposta di Sadis è interessante, ma non equilibrata. Ecco perché va affiancata da altre misure. Sui dettagli, lo ribadisco, siamo pronti a entrare in discussione».


Bertoli (PS): «Un delirio. Referendum necessario»


Va detto che da più parti ci si chiede come mai la proposta di Sadis non sia stata discussa prima con gli attori interessati (partiti, associazioni economiche, ecc.). La stessa consigliera di Stato venerdì invitava nuovamente a placare il dibattito, in attesa della decisione del Governo (lo ricordiamo, gli sgravi per i ceti alti sono contenuti nello stesso messaggio relativo all’amnistia cantonale, attualmente sul tavolo del Consiglio di Stato). I socialisti hanno già gridato al referendum, se la proposta per i redditi alti si concretizzasse. Visto l’indirizzo di PPD e Lega sarebbero pronti a fare dietro-front? «Al contrario! L’idea di referendum si rafforza – ci risponde il presidente Manuele Bertoli –. Questo tipo di politica fiscale è vecchia, delirante e fuori contesto. Dobbiamo sgravare il ceto medio per consentire di sgravare i benestanti? È fantascienza politica! Il paese ha altre priorità per cui sono necessarie risorse».

08.02.2010

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