Sport

  • Stampa l'articolo
  • Invia l'articolo per e-mail
La figuraccia definitiva: ora serve un nuovo spirito
Calcio
La figuraccia definitiva: ora serve un nuovo spirito
Il Bellinzona comincia malissimo la sua rincorsa alla salvezza
di Paolo Galli

Da un lato c’è la voglia di non drammatizzare, di non perdersi in critiche eccessive, di non indicare unicamente i punti negativi. Dall’altro però... ci tocca. Sì, perché di positivo ieri ad Aarau non c’è stato nulla e mascherare le critiche dietro al fatto che si trattava del debutto è inutile. Perché questa non può essere la strada da percorrere, e allora è meglio evidenziare tutto il “brutto” di ieri, evidenziarlo per cancellarlo al più presto. Gli errori per imparare. Non vediamo l’ora di assistere a una partita in cui il Bellinzona si mostri squadra compatta e determinata, con il coltello tra i denti. Non vediamo l’ora allora di vederlo schierato con tutti i suoi nuovi acquisti, con Diarra e Rossini in campo, magari con un nuovo difensore. Soprattutto con un altro spirito.
Dovessimo basarci soltanto su quanto visto ieri, non si potrebbe essere granché ottimisti però. La mancanza di determinazione – ammessa dallo stesso Cavasin –, in una partita come quella di ieri, è intollerabile. E se non c’era ieri, quando mai potrà esserci? Il Bellinzona visto ad Aarau ci ha ricordato quello dell’ultimo Schällibaum, quello che rimediava una scoppola dietro l’altra, con una personalità pressoché nulla e con individualità mai accese. La difesa non riesce a rendersi compatta, sopraffatta in ogni situazione, comunque mal coperta. Le controprestazioni dei vari Mangiarratti e Siqueira Barras, Lima e Thiesson, si spiegano anche attraverso la debolezza di filtro a centrocampo.


Il 4-3-3 poi ti espone a vere e proprie figuracce se ciascuno non pensa a remare anche per il compagno. È così che gli argoviesi Lang e Pejcic hanno umiliato i terzini granata, abbandonati al loro destino dai distratti Feltscher e Conti: voglia zero, sacrificio zero. Ci sono doti allora su cui un allenatore può intervenire, ma ce ne sono altre che dovrebbero essere congenite. O ci sono o non ci sono. Doti quali l’umiltà e, appunto, la determinazione di quale categoria fanno parte? Ieri non c’erano. Ci saranno mai? L’unica strada è provare a fidarsi di Cavasin. Non si vedono altre soluzioni.

08.02.2010

Notizie

Per Sakineh uno spiraglio di speranza
Ieri l’euro ha infranto un altro minimo storico