Cronaca

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Primi vagiti di ripresa nell’industria ticinese
Economia
Primi vagiti di ripresa nell’industria ticinese
Diverse aziende tornano all'orario pieno
di Dell'Era e Mazzi

Dopo mesi di cupo pessimismo, il mercato del lavoro comincia a mandare qualche timido segnale positivo. È ancora presto per parlare con sicurezza di una inversione di tendenza, ma almeno la speranza è certo quella che si tratti veramente dell’inizio d’una svolta positiva. A infondere qualche prudente ottimismo sono i dati comunicati ieri dalla Sezione cantonale del lavoro, corroborati dalle dichiarazioni – per forza di cose anch’esse molto caute – che il suo responsabile, Sergio Montorfani, ha rilasciato al GdP.

Le cifre che più interessano sono, da un lato, quelle sulla disoccupazione e, dall’altro, quelle sull’orario ridotto. Anche lo scorso gennaio la disoccupazione in Ticino è aumentata, però meno dello stesso periodo dello scorso anno. Alla fine del mese passato figuravano iscritti presso gli Uffici regionali di collocamento 8.616 disoccupati, dei quali 7.546 a tempo totale (87.6%) e i restanti a tempo parziale (1.070, pari al 12.4%). Rispetto a dicembre 2009 il numero dei disoccupati ha dunque subito un aumento di 132 unità (+1,6%); ma bisogna tener presente che durante lo stesso periodo dell’anno scorso l’incremento era stato di 349 unità (+4,9%). «L’aumento di gennaio è di carattere stagionale, riguardando principalmente i settori dell’edilizia e delle professioni alberghiere» premette Montorfani. Ma la confortante notizia è che «è stato stato inferiore alla norma. È una cifra contenuta, che si rispecchia anche a livello nazionale. Rispetto per esempio a quanto era successo nello stesso periodo dello scorso anno, l’aumento di gennaio risulta inferiore alla metà. E se facciamo appena un passo indietro negli anni scopriamo che è tipico di quelli buoni». Per il responsabile della Sezione del lavoro si tratta dunque del «primo segnale positivo dall’inizio della crisi». Un segnale appunto, che va preso per quel che è, senza enfatizzarlo, ma nemmeno trascurarlo. Beninteso il numero effettivo di disoccupati attualmente registrato risulta superiore del 14,7% a quello del mese di gennaio 2009. In media negli ultimi 12 mesi sono stati registrati 7.334 disoccupati, pari a un tasso del 4,9%, che corrisponde al valore medio annuo 2009 ed è superiore al valore calcolato per il 2008.

Tra gli interessanti dati pubblicati ieri con la statistica della Sezione cantonale del lavoro
troviamo poi quelli che registrano una lieve diminuzione del ricorso alle indennità per lavoro ridotto. In questo caso le cifre non si riferiscono al mese appena trascorso ma al novembre 2009, l’ultimo mese cioè per il quale si disponga di dati elaborati e consolidati. Ebbene, durante lo scorso novembre in Ticino sono state conteggiate 213.588 ore di lavoro perse, ripartite su 4.296 dipendenti colpiti. Certo il fenomeno del lavoro ridotto è purtroppo ancora assai esteso. Tuttavia, rispetto al mese precedente (ottobre) il numero di ore perse ha dunque conosciuto una riduzione di 27.298 unità (-11,3%); anche il numero dei dipendenti colpiti di 462 unità, pari a -9,7%. In termini di dipendenti equivalenti al tempo pieno, il valore calcolato è passato da 1.338 a 1.187 unità. Il numero di ore perse durante il mese in rassegna è certo risultato superiore a quello registrato nel novembre 2008. Ma anche su questo fronte l’interpretazione che ne dà il responsabile della Sezione del lavoro fa tirare un mezzo respiro di sollievo. «Le richieste di introdurre l’orario ridotto sono in diminuzione. Anche se il dato consuntivo di cui disponiamo oggi si riferisce a 3 mesi fa e anche se resta ancora alto, si tratta pure in questo caso di un segnale positivo. Ciò soprattutto se paragonato a quanto avevamo visto nel primo semestre dello scorso anno. La situazione insomma si sta stabilizzando».

Ma – osserviamo noi – aver meno bisogno dell’orario ridotto può significare due cose diametralmente opposte: o le aziende hanno ripreso a lavorare normalmente oppure hanno dovuto nel frattempo ricorrere a licenziamenti. «Certo qualche azienda purtroppo ha iniziato a licenziare. Ma altre invece, superata la crisi che aveva fatto richiedere l’introduzione dell’orario ridotto, hanno ripreso a lavorare a pieno regime». Confortante è anche l’ultima annotazione di Sergio Montorfani: «Soprattutto alcuni settori legati all’industria, e che erano stati particolarmente colpi dalla crisi, stanno reagendo bene».

09.02.2010

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