Hanno cominciato a strizzarsi l’occhio all’inizio dello scorso anno. Ora, a distanza di nemmeno un anno, hanno chiesto di ”unirsi in matrimonio” a chi di dovere. L’unione nella fattispecie è “pubblica”. Fuor di metafora, trattasi di una fusione. Manno e Alto Malcantone hanno inoltrato al Consiglio di Stato formale istanza di aggregazione al termine di una classica procedura preliminare che sulla sua strada ha trovato pochi ostacoli e che, come tale, sta a dimostrare la naturale “corrispondenza d’amorosi sensi” che ha animato i suoi fautori. Il rapporto redatto dalla speciale Commissione composta da tre rappresentanti per ciascun Comune e che, unitamente all’istanza, è giunto nella stanza dei bottoni a Bellinzona, mette nero su bianco motivazioni ampiamente condivise sui due fronti.
Motivazioni e richieste «L’unione tra due realtà forti in ambiti perfettamente complementari – così le due autorità comunali spiegano la loro decisione, presa all’unanimità, di aggregarsi – non potrà a nostro avviso che generare una nuova realtà più equilibrata e con ottime premesse per affrontare le sfide del futuro, limitando nel contempo i rischi attuali». In altre parole, Manno e Alto Malcantone sono convinti che, se aiutati a superare i rischi iniziali di un’unione che può sollevare legittime perplessità - da una parte ci sarà un aumento della pressione fiscale e dall’altra l’eventualità di un maggior sfruttamento del territorio -, l’operazione alla lunga dimostrerà tutta la sua bontà nell’ottica di una maggior solidarietà regionale e di una miglior gestione del territorio. Per questo, per assicurare la buona riuscita del progetto i due Municipi fanno al Consiglio di Stato tre precise richieste: che sia mantenuto, almeno per tutta la legislatura 2012-2016, il contributo supplementare di 400.000 franchi (comprensivo del contributo di localizzazione geografica) riconosciuto al Comune di Alto Malcantone nell’ambito della Legge sulla perequazione intercomunale; che sia mantenuta la responsabilità cantonale per la rete delle strade cantonali attualmente presente sul territorio dei due Comuni; che siano, infine, mantenuti, almeno fino al 2016, i tassi di sussidiamento attualmente riconosciuti al Comune di Alto Malcantone per la realizzazione delle opere di approvvigionamento idrico e per le opere di canalizzazione.
Le scadenze proposte A queste condizioni, i sindaci dei due Comuni, Giancarlo Bernasconi e Curzio Sasselli, in una con tutti i colleghi municipali, ritengono che il nuovo Comune di Manno dovrebbe idealmente vedere la luce con le elezioni dell’aprile 2012. Una scadenza, questa, che ha comportato altre due richieste al Governo cantonale. «Allo scopo di poter disporre di un adeguato periodo di preparazione amministrativa e operativa – precisano – chiediamo che il termine per la votazione consultiva sia fissato non più tardi del mese di settembre 2010» e «per snellire e razionalizzare il lavoro preparatorio all’attenzione dello stesso CdS, vorremmo che lo stesso confermasse, integrandola con i rappresentanti cantonali, la nostra Commissione di studio». Bernasconi e Sasselli non mancano, infine, di far osservare al Governo «come questo progetto di aggregazione si inserisca - in un’ottica di più ampio respiro – in un disegno di riordino territoriale e istituzionale che concerne sia il Malcantone che il Vedeggio. La realizzazione di nuovi Comuni più forti e rappresentativi è infatti un’esigenza imprescindibile sia per assicurare adeguati servizi ai cittadini e alle aziende, che per garantire uno sviluppo equilibrato nell’agglomerato luganese».
Rapida fase di consultazione A testimonianza dell’iter procedurale intercomunale – spedito, lineare e ampiamente condiviso – di cui s’è detto all’inizio, basti sapere che il rapporto preliminare allestito dalla Commissione al termine di un intenso e dettagliato lavoro preparatorio è stato sottoposto all’attenzione dei rispettivi Legislativi («i quali a larga maggioranza hanno espresso plauso e sostegno al progetto di aggregazione») e che si è già tenuta una serata informativa per la popolazione cui ha fatto seguito un periodo di consultazione pubblica da metà novembre 2009 a metà dello scorso mese di gennaio.
(pelle)
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