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CN: Schneider-Ammann respinge critiche a Politica agricola PA22+

07.12.2017 - aggiornato: 07.12.2017 - 15:39

Criticato da più fronti in merito alla Politica agricola a partire dal 2022 (PA22+), Johann Schneider-Ammann ha respinto con veemenza le obiezioni sollevate.

Espressosi al Consiglio nazionale durante i dibattiti sull'iniziativa "Per la sovranità alimentare. L'agricoltura riguarda noi tutti", il consigliere federale ha ricordato che il settore rappresenta solo uno dei rami dell'economia.

"Il Consiglio federale non accetta le accuse secondo le quali sarebbe pronto a lasciar morire l'agricoltura svizzera". Con la PA22+ si chiede al settore primario di adattarsi nel lungo termine, "si parlerà ancora a lungo di questo documento", ha aggiunto Schneider-Ammann promettendo un messaggio per il Parlamento verso metà 2019.

Il consigliere federale ha poi ricordato che la Svizzera guadagna un franco su due grazie all'esportazione. "Il governo - ha proseguito - deve tenere conto dell'economia nel suo insieme", e non di interessi particolari.

"Il nazionalismo minaccia la prosperità generale", ha sostenuto Schneider-Ammann affermando che ora occorre convocare le parti a una "zuppa di Kappel", facendo riferimento all'impresa di far fraternizzare - nei pressi del villaggio di Kappel (ZH) nel 1529 - i cantoni protestanti e cattolici all'epoca delle dure guerre di religione davanti a una zuppa di pane e latte.

Le critiche contro la PA22+ erano state formulate oggi e martedì durante i dibattiti sull'iniziativa "Per la sovranità alimentare". Nel suo rapporto, il governo ha completamente ignorato l'articolo sulla sicurezza alimentare approvato dalle urne il 24 settembre, ha affermato il consigliere nazionale e presidente dell'Unione svizzera dei contadini (USC) Jacques Bourgeois (PLR/FR).

"Non siamo contro gli accordi di libero scambio, ma chiediamo che l'agricoltura che, contrariamente al resto dell'economia, è un importatore netto, sia presa in considerazione", ha aggiunto Bourgeois. Durante le discussioni alcuni deputati hanno addirittura affermato di essere anche disposti a sostenere l'iniziativa pur di dare un segnale al governo.

Malgrado ciò, in aula si è capito che l'iniziativa sarà bocciata quando sarà sottoposta al voto (verosimilmente la settimana prossima, ma una data non è ancor astata fissata). Non esiste del resto alcuna proposta di minoranza che ne chieda l'approvazione.

Stessa sorte dovrebbe toccare al controprogetto diretto, elaborato dalla minoranza della commissione preparatoria. Questo prevede di inserire nella Costituzione disposizioni sullo scambio e la commercializzazione di sementi, sugli scambi commerciali diretti tra contadini e consumatori, sulle condizioni di lavoro dei contadini e sul divieto degli OGM.

L'iniziativa chiede di inserire un nuovo articolo nella Costituzione allo scopo di promuovere l'agricoltura dei piccoli contadini responsabile in primo luogo dell'approvvigionamento locale della popolazione e di perseguire questo obiettivo mediante interventi statali sul mercato di ampia portata.

Essa domanda, inoltre, che le derrate alimentari e i prodotti agricoli importati debbano, per principio, rispettare le norme sociali ed ecologiche della Svizzera. L'impiego di organismi geneticamente modificati (ogm) sarebbe vietato.

L'iniziativa prevede anche che siano adottate misure per "preservare le superfici coltivabili", garantire "la trasparenza del mercato", favorire "la fissazione di prezzi equi" e rafforzare "gli scambi commerciali diretti tra contadini e consumatori".

Il testo chiede anche che Berna favorisca "l'aumento della popolazione attiva nell'agricoltura e la varietà delle strutture" e che presti "particolare attenzione alle condizioni di lavoro dei salariati agricoli".

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