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Egitto: Amnesty, processi iniqui e giustizia arbitraria

28.04.2014 - aggiornato: 28.04.2014 - 18:55

"La corte egiziana ha mostrato totale disprezzo per i più elementari principi dell'equo processo e ha completamente distrutto la propria credibilità: è tempo che le autorità egiziane siano oneste e riconoscano che l'attuale sistema non è equo, né indipendente, né imparziale" ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del Programma per il Medio oriente e l'Africa del Nord di Amnesty International dopo che un tribunale di El Minya, nell'Alto Egitto, ha confermato le condanne a morte per 37 persone, imposto l'ergastolo a 491 e stabilito condanne a morte per 683.

"Le sentenze di oggi - sottolinea Amnesty - ancora una volta rivelano come il sistema di giustizia penale in Egitto sia diventato arbitrario e discriminatorio.

La magistratura egiziana rischia di diventare solo un'altra parte della macchina repressiva delle autorità, che emette condanne a morte o all'ergastolo su scala industriale" "Il verdetto non deve essere ritenuto valido. Le condanne dei 37 condannati a morte e dei 491 condannati all'ergastolo devono essere annullate e nuovi processi equi senza possibilità di ricorrere alla pena di morte devono essere ordinati immediatamente per tutti gli imputati", è la posizione di Amnesty.

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