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FOSTRA è un saccheggio alle casse della Confederazione, comitato no

10.01.2017 - aggiornato: 10.01.2017 - 15:29

Il Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA) è un saccheggio alle casse della Confederazione: i soldi - 4,5 miliardi annui - per alimentarlo verranno a mancare altrove.

È quanto sostiene un comitato interpartitico, che raccomanda di bocciare il decreto federale in votazione il 12 febbraio.

"Il FOSTRA viene presentato come un innocente progetto per la manutenzione delle strade e per migliorare il traffico negli agglomerati. La realtà è un'altra", hanno sottolineato oggi a Berna vari oratori di PS, Verdi e organizzazioni ambientaliste. A loro avviso, "la Svizzera verrà sfigurata da strade di lusso e a scapito di altri importanti compiti statali".

La consigliera nazionale (PS/BE) nonché presidente dell'Associazione traffico e ambiente (ATA), Evi Allemann, ha affermato di non avere "nulla contro un fondo stradale, ma solo se questo viene finanziato in modo equilibrato". Stando alla socialista bernese, "la Svizzera è troppo piccola per delle autostrade a 6 o 8 corsie lungo il suo territorio".

La consigliera nazionale Lisa Mazzone (Verdi/GE) ha dal canto suo sottolineato come "la Svizzera debba investire in una nuova e moderna mobilità digitale, sfruttando meglio l'infrastruttura esistente, anziché costruire semplicemente nuove autostrade".

"Grazie alle nuove tecnologie digitali, i vari flussi di traffico possono essere meglio gestiti e ripartiti", le ha fatto eco la consigliera nazionale Edith Graf-Lischer (PS/TG). A suo avviso, "a causa del FOSTRA vi è una minaccia sul finanziamento dei trasporti pubblici nelle regioni periferiche".

Secondo gli oppositori, con il nuovo fondo un miliardo di franchi l'anno verranno messi da parte come riserva. In questo modo la Confederazione disporrà di 4,5 miliardi di franchi l'anno per le infrastrutture stradali, "senza sapere dove andranno veramente a finire i soldi".

In realtà, "la manutenzione delle strade in Svizzera è di alto livello e quasi nessuno capisce perché le strade vengano allargate in punti dove non ci sono colonne", ha deplorato il consigliere nazionale Philipp Hadorn (PS/SO).

Gli ecologisti temono che tra qualche anno i soldi verranno investiti in progetti stradali che deturperanno ancor più il territorio. "Invece di pianificare a tutto spiano mega progetti sotto forma di nuove autostrade, dovremmo concentrarci a risolvere davvero il problema dei trasporti negli agglomerati, dove si concentra il 75% del traffico", ha dichiarato il consigliere nazionale Balthasar Glättli (Verdi/ZH).

Infine, a nome dei Giovani Verdi Svizzeri, si è espressa la co-presidente Judith Schmutz: "la mia generazione non deve crescere in un deserto di cemento. Già oggi, il 30% delle superfici costruite in Svizzera sono occupate da strade". A suo avviso, "un'ulteriore perdita di terreni coltivabili e superfici abitative sarebbe un grosso, irreparabile errore".

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