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LU: capi polizia cantonale in tribunale da oggi per suicidio donna

19.06.2017 - aggiornato: 19.06.2017 - 12:33

Il comandante della polizia cantonale lucernese Adi Achermann e il capo della polizia giudiziaria Daniel Bussmann compaiono oggi e domani davanti al Tribunale distrettuale di Kriens (LU).

Devono rispondere di omicidio colposo, dopo che un intervento di polizia si è concluso con il suicidio di una pensionata instabile psichicamente.

Il procuratore straordinario argoviese Christoph Rüedi chiede una pena pecuniaria per i due responsabili di polizia. Rimprovera loro di aver dato l'ordine di entrare di forza nella casa dove era barricata la donna senza aver studiato altre soluzioni. I due imputati respingono ogni addebito.

I fatti di cui sono accusati risalgono all'8 e 9 marzo 2016. Una 65enne di nazionalità svizzera si era barricata nell'appartamento del figlio a Malters, una decina di chilometri a ovest di Lucerna, per impedire che un'operazione di polizia sequestrasse la piantagione di cannabis del figlio. La donna aveva minacciato gli agenti con una pistola e aveva anche sparato dei colpi in aria.

La polizia era allora intervenuta in forze ed aveva fatto sgomberare gli altri appartamenti dell'abitazione plurifamigliare. Specialisti avevano trattato con la donna, anche di notte, durante 17 ore. Poi, la mattina del secondo giorno, polizia a procura hanno deciso di mandare all'assalto l'unità speciale delle polizie della Svizzera centrale "Luchs" (Lince), che infine aveva trovato il cadavere della pensionata, suicidatasi nella stanza da bagno con una pistolettata alla testa. La donna costituiva un grosso pericolo per il vicinato e gli agenti, aveva detto Adi Achermann dopo l'intervento.

Secondo l'atto d'accusa, la polizia intendeva attirare la donna tramite una telefonata nella parte posteriore dell'abitazione, vicino alla porta d'entrata. Poi nel bosco antistante sarebbero stati esplosi dei fuochi d'artificio, in modo da distrarla mentre gli agenti compivano l'effrazione. In seguito sarebbe stato fatto intervenire un cane addestrato a sopraffare le persone. L'operazione non è però riuscita: quando l'unità speciale si trovava ancora nella tromba delle scale, la pensionata ha sparato prima al suo gatto e poi ha rivolto l'arma contro sé stessa.

Il figlio - arrestato in precedenza e posto in detenzione preventiva in relazione a diverse piantagioni indoor nei cantoni di Zurigo, Lucerna e Argovia - ha presentato una denuncia penale per omicidio colposo e abuso di autorità.

Il comandante Achermann non era presente a Malters al momento delle operazioni. E secondo informazioni di stampa lui e Bussmann avrebbero ignorato il parere di uno psicologo presente sul posto che sconsigliava un attacco in relazione al possibile suicidio della donna.

Il procuratore straordinario Christoph Rüedi rimprovera agli imputati di non aver considerato le alternative ad un intervento di forza. Achermann e Bussmann - si legge nell'atto d'accusa - erano coscienti che la donna aveva problemi psichici. Soffriva di schizofrenia paranoide e la mattina dell'intervento di polizia aveva avuto un episodio psicotico acuto.

Inoltre erano ancora pendenti le trattative con la pensionata, che la stessa mattina aveva chiesto un giorno di tempo per riflettere sulla situazione. D'altro canto, i due vertici della polizia cantonale avrebbero dovuto sapere e tener conto che la madre aveva uno stretto rapporto con il figlio, e quest'ultimo avrebbe potuto convincerla a lasciare l'appartamento.

Malgrado ciò - aggiunge l'accusa - i due responsabili hanno scelto l'intervento di forza. In tal modo, oltre a mettere in pericolo gli agenti che dovevano intervenire, era da prevedere che la donna potesse suicidarsi, come minacciato.

Gli imputati, quali capi di polizia, "hanno il dovere di garantire la sicurezza delle persone", anche quella della pensionata. Hanno trascurato questo obbligo privilegiando il ristabilimento dell'ordine rispetto alla sicurezza della donna. L'intervento è stato sproporzionato e contrario al dovere professionale.

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