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May vede Tusk a margine summit Partenariato orientale

23.11.2017 - aggiornato: 23.11.2017 - 19:18

La premier britannica Theresa May, sempre più sotto pressione per il negoziato sulla Brexit, domani vedrà il presidente del consiglio europeo Donald Tusk.

L'incontro è previsto ai margini del summit sul Partenariato orientale, che nella sua quinta edizione, per la prima volta, si tiene a Bruxelles.

Per prepararsi all'incontro con May, il presidente del Consiglio europeo oggi ha visto il capo negoziatore della Ue Michel Barnier, come indica lo stesso Tusk su Twitter.

L'incontro con la premier britannica, (così come la cena tra May e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker del 4 dicembre) è da inquadrare nell'urgenza di avanzare nella prima fase del negoziato (diritti dei cittadini, frontiere irlandesi e i conti) affinché il vertice dei leader del 14 e 15 dicembre possa sancire 'i progressi sufficienti' sulla partita, e dare così il via libera alle trattative sulla seconda fase, quella che riguarda i rapporti futuri tra il blocco europeo e la Gran Bretagna.

Alla riunione degli ambasciatori presso la Ue di ieri (Coreper), secondo fonti, vari diplomatici hanno ribadito la necessità di vedere passi concreti da parte di Londra. Le frontiere irlandesi e la questione del 'conto del divorzio' restano le due questioni più spinose.

Il 10 novembre scorso, al termine del sesto round negoziale (che non aveva fatto registrare risultati), Barnier aveva segnalato la necessità di progressi "entro le prossime due settimane", ma per il momento non sono stati fissati nuovi incontri tra le squadre di negoziatori di Barnier e David Davis, anche se i team proseguono nei contatti per il lavoro tecnico.

May potrebbe mettere sul piatto circa quaranta miliardi di euro, per provare sbloccare la partita.

E la premier britannica potrebbe avere scambi anche con altri leader europei che partecipano al vertice del Partenariato orientale. Tra le presenze è prevista anche quella della cancelliera tedesca Angela Merkel. Assente invece il presidente francese Emmanuel Macron, sostituito dal premier Edouard Phillippe, mentre a rappresentare l'Italia sarà il vice ministro per gli Affari Esteri Mario Giro.

Alla riunione partecipano inoltre i leader di cinque dei sei Paesi che fanno parte del Partenariato (Armenia, Bielorussia, Azerbaijan, Georgia, Moldova e Ucraina).

A declinare l'invito - togliendo l'Europa dall'imbarazzo - è stato il presidente Aleksandr Lukasenko, invitato per la prima volta, dopo che il suo nome è stato cancellato dalla 'black list' Ue delle sanzioni.

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