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Usa: Trump vuole ridurre i rifugiati sotto i 50mila

13.09.2017 - aggiornato: 13.09.2017 - 20:07

L'amministrazione Trump sta pensando di ridurre anche sotto i 50mila il numero dei rifugiati ammessi negli Stati Uniti nel prossimo anno fiscale.

Una decisione che, se dovesse passare, porterebbe il Paese a parametri di oltre 30 anni fa: si tratterebbe infatti della quota più bassa da almeno il 1980.

Lo scrive il New York Times citando fonti informate. Intanto la Corte Suprema ha dato il via libera all'applicazione del decreto che prevede il bando sui rifugiati in arrivo in Usa da sei Paesi a maggioranza musulmana, ribaltando quindi la decisione di una Corte d'appello che aveva posto dei limiti al divieto, ma anche dando luce verde ai limiti sui numeri che pure il testo impone, ovvero 50mila ingressi.

Quasi nove mesi dopo l'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca e dopo l'iniziale battaglia legale, va così prendendo forma la linea della nuova amministrazione per 'arginare' gli ingressi in nome della sicurezza del Paese.

L'intenzione di Trump sull'accoglienza dei rifugiati era stata chiara fin dalla campagna elettorale durante la quale aveva promesso regole più stringenti, soprattutto come risposta alla minaccia del terrorismo. Impegno cui già nei mesi scorsi il presidente aveva dato seguito firmando un ordine esecutivo per ridurre i profughi accolti negli Usa a 50mila, ovvero meno della metà dei 110mila ammessi da Barack Obama nel 2016. Ma non basta. Le indiscrezioni del New York Times rivelano come alla Casa Bianca si stia considerando di abbassare ancora il tetto in vista dell'aggiornamento annuale sul numero di ingressi previsto proprio dal Refugee Act del 1980. Una decisione definitiva non è stata ancora presa e, stando ancora al Nyt, il tema ha creato un dibattito intenso nell'amministrazione.

Ma chi spinge per una riduzione dei numeri - linea promossa dal consigliere del presidente Stephen Miller in testa, sottolinea il giornale - insiste sui motivi di sicurezza e le limitate risorse per garantirla, in risposta a chi argomenta - fuori e dentro l'amministrazione - che così cambia l'approccio all'accoglienza che storicamente ha fatto dell'America quella che è. Un braccio di ferro politico di cui si è già vista prova con la sfida giudiziaria al cosiddetto 'bando' e su cui il presidente Trump è chiamato intanto a consultarsi con il Congresso e poi a decidere entro il primo ottobre, l'inizio dell'anno fiscale.

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