Cari naviganti, sotto vi linko il dibattito televisivo di oggi su RSIla1 sul tema i giovani e la religione. Se l'avete visto vi sarete accorti che al nocciolo il grande problema di questi ragazzi, per dire di sì a Dio, è il rapporto esistenza del bene-male nel mondo. Un altro intoppo, vicino al primo, è il rapporto libertà personale - Dio supervisore. Poi c'è il conflitto con il pensiero scientista. Altro dato decisivo della ricerca religiosa è che oggi risulta essere sempre più fai da te, sempre meno veicolata attraverso le strutture delle Chiese. Buono allora il messaggio del Papa per la giornata delle comunicazioni (vedi due post fa), che propende per un'attenzione a questa ricerca "liquida", spesso online, dei giovani di oggi. Attenzione, il dibattito tv si è svolto nella forma di
un mega brainstorming, dove sono soprattutto i giovani ad esprimersi. Risultato: molte domande, tante idee, purtroppo poche risposte. Sarà il metodo giusto? Sicuramente è un metodo che esalta molto il sano protagonismo dei ragazzi e lascia libere da ogni freno le loro riflessioni. Ma personalmente avrei fatto entrare in scena non solo un esponente del pensiero ateo ma anche un credente capace di argomentare le ragioni della propria fede con una buona capacità logico-razionale (alle nostre latitudini ne abbiamo molti, un filosofo ad esempio). Domani sera alla radio sul RSILa1 alle 20 potete seguire il proseguimento. Ci saranno alcuni ospiti e don Marco Dania della Pastorale giovanile. Vi suggerisco di seguirlo. Ne riparleremo in un altro post e soprattutto nel mio profilo su twitter. (Nella foto: Taizé in Francia, un luogo ecumenico dove viene intercettata la ricerca religiosa dei giovani).
Il link al video http://www.rsi.ch/linearossa/index.cfm?scheda=18644



Parla di equilibrio tra silenzio e parola il messaggio del Papa per la prossima Giornata mondiale della comunicazione pubblicato ieri, festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Provoca, un Papa che scrive di silenzio in occasione di una giornata in cui il piatto forte dovrebbe essere la comunicazione che, secondo il pensar comune, equivale al dire molte parole. In realtà il Papa invita garbatamente a rivedere il nostro modo di intendere cosa sia il comunicare per coglierne il cuore: comunicare è mettere qualcosa in comune, gli uni gli altri, scoprire un munus, un dono e un compito comune. Ma non si ferma qui Benedetto XVI. Per comunicare veramente - dice - occorre integrare silenzio e parola, dunque ascolto e attenzione all’altro, alla notizia, al fatto e alla risposta che è data. La sfida, in un mondo votato all’individualismo e allo sperpero di parole, è altissima, perché si tratta di riappropriarsi di un equilibrio che tendenzialmente oggi si è perso, invasi come siamo da mille messaggi e da una contagiante incapacità all’ascolto. Allora, dove collocare questo invito? Benedetto XVI non dice di non leggere i giornali e staccare la spina, non dice di spegnere la radio, la Tv o il computer e internet. Anzi il Papa invita ad usare bene tutti i media, anche i social network. Ma lo fa esortandoci a praticare il vero senso della parola “comunicare”, che è equilibrio tra il pensare e il dire, tra il silenzio e la parola. Uscire da questo equilibrio rende la nostra vita meno buona. Ci pensate? Una vita fatta di solo silenzio o un’esistenza composta di sole parole, che tipo di vita sarebbe? Sicuramente meno umana, più sola, più incapace di dialogo, anche se assetata di risposte. La provocazione del Papa entra così nelle nostre case, nelle nostre famiglie dove adulti e giovani stanno sempre di più online e continuano a farlo, anche mentre viaggiano, grazie all’iphone o altri smartphone. Non lo fanno per automatismo insensato o per moda, ma - come ci rende attenti Benedetto XVI - perché hanno dentro delle domande grandi sul senso della vita, sulla felicità e sulla speranza e cercano risposte secondo le forme del loro vivere. Le ricerche di senso, soprattutto delle nuove generazioni, finiscono oggi in modo massiccio su Google e nei social network. Per questo il Papa chiede a chi fa comunicazione di dare spazio online a queste domande e offrire nella rete luoghi dove siano proposte non solo parole su parole, ma riflessioni e silenzio. Parola e silenzio online, allora, per una generazione che si domanda perché alla mattina si alza, va a lavorare, va a scuola, fa festa con gli amici, soffre, gioisce e vive e se lo chiede nella rete. Queste domande, spesso mascherate, cercano risposte “toste”, non solo chiacchiere fluttuanti.
gi, nell’era del multimediale vivere questa forma di silenzio, non passivo e immobile, ma accogliente e costruttiva? La sfida è altissima, perché le fonti di “rumore mediatico” si moltiplicano ogni attimo di più e sembra non esista più il tempo per la riflessione e la ponderazione. Si è investiti da una massa di parole tutte da vagliare, discernere e da dover rilanciare in tempi brevissimi. E allora? Fiato sprecato quello del Papa? No, mi pare sano richiamo all’essenziale anche in una professione come la nostra, dentro il flusso continuo delle parole, nel turbine dei botta e risposta, dei tweet, dei post e degli sms che ti rincorrono fin dentro le ore più piccole del week end. “Silenzio e Parola”, dice il Papa. E’ la proposta di un equilibrio dunque, una sfida da non perdere per non impoverire il nostro dire a vantaggio di un blaterare continuo, vittima di gossip e chiacchiericcio senza senso e contenuti.
Cari naviganti, questo post vuole ricordare una ragazza e una grande campionessa che della velocità e delle acrobazie sugli sci aveva fatto la sua vita. La canadese Sara Burke, 29 anni, vincitrice dell’oro mondiale di Ruka nella specialità dell'half-pipe e vincitrice per 4 volte degli XGames, era caduta rovinosamente lo scorso 10 gennaio in occasione di un allenamento a Park City, nello Utah. Dopo giorni in ospedale purtroppo Sara non ce l’ha fatta. Ma da un evento drammatico come questo emerge un raggio di luce: Sarah, infatti, aveva espresso da tempo la volontà, nel caso di incidente mortale, di donare i suoi organi. La sua famiglia oggi ha rispettato questo desiderio.
Cari amici, a Lugano presso la FAcoltà di teologia, il 22 e 23 marzo ci sarà un grande convegno dedicato a Giovanni Paolo II Legislatore della Chiesa.
Cari naviganti, nei giorni scorsi sono stata distratta nella cura del blog da molteplici impegni televisivi. Comunque ho appreso con piacere la notizia che nella lista dei cardinali nominati dal Papa e che riceveranno la berretta al prossimo concistoro di febbraio c’è l’olandese Willem Jocob Eijk (arcivescovo di Utrecht). Mi è spiaciuto un po’ però, perché la biografia diffusa dalla sala stampa vaticana e che la Santa Sede ha ripreso da Wikipedia (come altri media hanno fatto notare), conteneva, come capita se ci si appoggia su Wiki a occhi chiusi, espressioni un po’ maldestre. Mi permetto, avendo avuto Willem Eijk come professore alla Facoltà di teologia di Lugano, di dire che si tratta di una delle persone più intelligenti che la Chiesa cattolica attualmente vanta. Medico, filosofo e teologo è un vescovo che non ha paura di difendere la verità del Vangelo, a qualunque prezzo. E’ stato addirittura processato nel 1999 quando era alla sede episcopale di Groningen. Un processo contro di lui che fu orchestrato per accusarlo di essersi espresso pubblicamente contro gli omosessuali violando una legge olandese. Va dunque detto, che se la porpora di cardinale rappresenta il simbolo del martirio, qui abbiamo un cardinale che la persecuzione certo non la teme.
Bravo Dario, il campione della val Monastero ha ipotecato il suo terzo tour de ski con una gara magistrale nella Cortina - Dobbiaco, 32 k in tecnica skating. Una meraviglia, anche se l’inseguimento di un treno di 5 “signori* del nordico che si chiamano Legkov, Northug, Magnificat, Kershaw e Hellner era decisamente insidioso. Ora Dario, a due tappe dalla fine del Tour de ski, ha 1 minuto e 20 di vantaggio su quell’anima incontenibile di Petter Nothug. Northug ha sfruttato il treno dei 5, restando per tutti i km che hanno percorso insieme (oltre 15) nell’ultima posizione e sfruttando la scia fino al traguardo per battere il quintetto allo sprint e beccarsi i secondi d’abbuono. Stratega come sempre Nothug, potente signore Cologna. Gli ultimi due appuntamenti sono in val di Fiemme e si corrono sabato e domenica: la 20 k tecnica classica uomini con partenza in linea e domenica, la “mitica” ascesa all’Alpe Cermis ad inseguimento. Entrambi appuntamenti dove Cologna dovrebbe far bene, anche se la salita al Cermis sicuramente metterà in luce l’anima incontenibile e guerrigliera di Petter Northug (se pensiamo alla storia dello scorso anno). Una sfida da non bucare. Piste bellissime, panorami favolosi (e se avete l’occasione vi suggerisco di non rinunciare a queste incredibili loipen). Forza Dario!


