Cari naviganti, ho raccolto questi pensieri tra sabato e domenica ad un corso di sci in quel del Bernina (vedi foto) e poi ho trovato l’agenzia stampa che vi propongo. Come sapete il prossimo sinodo dei vescovi in Vaticano, nell’ottobre di quest’anno, affronta il tema “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana” . Nei giorni scorsi sul documento preparatorio ha lavorato il Consiglio ordinario della
Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi. Da quanto si apprende dalla Radio Vaticana si è parlato di “crisi della fede” attuale (almeno in Occidente, non in altri Continenti) nei termini di “crisi di trasmissione” della fede stessa. Analizzando i problemi legati alla trasmissione della fede, i partecipanti alla riunione hanno riconosciuto “l’infencondità dell’evangelizzazione attuale”, anche “in presenza di certi influssi” della cultura contemporanea “che rendono particolarmente difficile la trasmissione della fede e rappresentano al contempo una sfida per i cristiani e per la Chiesa”. Sfida che guarda anzitutto alla famiglia, definita “il luogo originario della trasmissione della fede”. Niente da obiettare a queste osservazioni. Quello che si constata vivendo la quotidianità (e qui scrivo da laica inserita nel mondo) è che quella realtà chiamata famiglia sta vivendo uno dei suoi momenti più drammatici e che, sempre più spesso, ci si imbatte in persone che si sono allontanate o si allontanano dalla frequentazione di Chiese e comunità perché vivono situazioni difficili proprio in famiglia: donne sole separate, ragazze madri, divorziati risposati, conviventi divorziati, padri e madri di famiglie allargate. Se parli con questa gente ti accorgi che tanti (almeno quelli che mi capita di conoscere) vivono una fede profonda, hanno un sincero rapporto con Dio, con Gesù Cristo, “cercano” e sperano di incontrare nel loro orizzonte umano cattolici che gli diano qualche risposta. Tutta questa gente mi sembra abbia bisogno di “passerelle” cattoliche, di luoghi e ambiti in cui la “nuova evangelizzazione” si metta lì per offrire sempre di più spazi di dialogo, preghiera, approfondimento e incontro. Da laici immersi nei vari ambiti della società diamo evidentemente, tutti quanti, a nostro modo, buone risposte, proviamo ad offrire la nostra personale amicizia, ci mettiamo una preghiera, ma ci vorrebbe altro. Penso spesso a proposte di cammini comunitari dove anche queste persone possono starci e riscoprire la loro fede, sentendosi accolti e magari dando un occhio a situazioni matrimoniali che tante volte potrebbero anche risolversi in casi di nullità, ma restano impantanate generando fatiche e confusioni a non finire. Tocca ad ognuno di noi, laici nel mondo, stare attenti a chi bussa alla nostra porta ma occorre però, e qui mi riferisco al Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione, che la Chiesa scenda in campo. La nostra Chiesa locale qualche segnale lo manda, ci sono gruppi che si rivolgono a chi vive situazioni di questo tipo. Ma occorre, secondo me, itinerari e progetti più strutturati, pensieri e azioni che diano luoghi a spazi anche per queste persone con la loro fede, le loro storie, la loro vita. Altrimenti la Chiesa cattolica li perderà per sempre e perderà i loro figli… una generazione!
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. Armstrong, all'età di 40 anni, il week end scorso è tornato sul podio (nella foto), testimone di quel fisico eccezionale che ha. Il podio è quello del Triathlon di Panama dove è arrivato secondo lottando fino all’ultimo metro con la medaglia di bronzo olimpica di Pechino, il neo zelandese Bevan Docherty. L’obiettivo del texano ora è il campionato del mondo della specialità che si correrà alle Hawai, in ottobre. Lance oggi gareggia per Livestrong, la sua fondazione mondiale contro il cancro sorta per offrire una piattaforma informativa a chi è colpito da questa malattia, raccogliere fondi per la ricerca, aiutare soprattutto negli USA i malati a coprire le spese di cura (vedi la pessima compertura assicurativa americana) e altro ancora. Lance oggi devolve interamente i premi vinti nelle gare di Triathlon a favore di Livestrong. Con lui sostengono livestrong in forme diverse molti campioni, atleti master e amatori di tutte le discipline sportive. Li riconoscete per il braccialetto giallo che portano (portiamo).
controllati dallo Stato. La “guerra” del governo contro le Chiese domestiche è frutto di una decisione presa nel 2010 dal Comitato centrale del Partito cinese che ha attivato una campagna contro queste realtà chiamata “Operazione Deterrenza” con l’obiettivo di “ricondurre” nelle Chiese ufficiali questi gruppi. Chiacchierando con missionari provenienti dalla Cina si apprende spesso l’estremo tentativo da parte delle autorità nei confronti di tutte le confessioni cristiane presenti nel paese, di “legalizzarle” nel senso di “porle ufficialmente sotto il controllo del Partito”. Le Chiese domestiche, che fanno parte dell’orizzonte evangelico, sul tipo (con le dovute differenze date anche dalla situazione di totale clandestinità in cui sono costrette a vivere) delle nostre Chiese libere, sono un fenomeno nuovo ed in grandissima espansione in Cina ma anche estremamente incontrollabile da parte di polizia e autorità. Dunque si usano misure repressive. Qui potete leggere il 
E chi si arrende al freddo? Certamente non il Gruppo ticinese sciatori ciechi e ipovedenti! Ridimensionati di numero ma molto determinati non ci siamo arresi alle temperature polari e abbiamo compiuto una fantastica uscita con le racchette/ciaspole da Hinterrhein in su e in giù. Belli vero? Qui... alcuni di noi ...impavidi. Grazie infinite al capo gita che ha studiato un favoloso itinerario alternativo.
gonfiano a piacere fatti e notizie. Un amico mi ricorda la grande responsabilità che abbiamo noi giornalisti, che giustamente definisce “educativa”: responsabilità di formare modi di pensare, visioni del mondo e della realtà che se non sono equilibrate creano conseguenze sociali di tutti i tipi. Mi torna alla mente un criterio azzeccatissimo che ha ricordato il cardinale Scola durante lo scorso incontro con i giornalisti della diocesi di Milano: “Bisogna sempre dare l’interpretazione più benevola del fatto. Se un’azione avesse cento aspetti, tu ferma sempre la tua attenzione al più bello.” Ci credo: è l’antidoto giusto ad un modo di comunicare e informare che spesso cede il passo al pettegolezzo e al cinismo prefabbricato. Ci riusciremo? Bisogna provarci se veramente ci sta a cuore il bene sociale. Alzare lo sguardo non è perdere di vista la realtà, ma vederla con occhi più limpidi, come l'aria e la luce che trovi in montagna (vedi foto dove sciavo in questi giorni, al San Pellegrino). Ciao naviganti!


