Intanto che scrivo in pagina di esteri del GdP cartaceo i dati relativi alle vocazioni sacerdotali complessivamente in aumento in Asia, Africa, Oceania, America caraibica, stabili in America del Sud e America centrale mentre sono in calo di quasi un quinto in 10 anni in Europa cosa penso? Semplice: la Chiesa si sta ringiovanendo tanto quanto parla giovane l'altro mondo, non quello sempre più anagraficamente vecchio dell'Europa e - guarda a caso - economicamente e cristianamente in crisi, ma quello fatto dalla gente di altri continenti. La Chiesa sta vivendo al suo interno un inevitabile processo di make up, si sta ringiovanendo, che lo si voglia o meno. I processi di cambiamento sono anagraficamente incontestabili, anche se lenti. Dunque il fenomeno è positivo e sicuramente porterà beneficio, anche se non nell'immediato. Sappiamo che il rischio è giovane, la fiducia e la voglia di costruire anche, per non parlare della speranza. Dove soffiano questi venti soffia il futuro.
Lunedì, 25 Giugno 2012
Una Chiesa sempre più giovane, ma non in Europa
Intanto che scrivo in pagina di esteri del GdP cartaceo i dati relativi alle vocazioni sacerdotali complessivamente in aumento in Asia, Africa, Oceania, America caraibica, stabili in America del Sud e America centrale mentre sono in calo di quasi un quinto in 10 anni in Europa cosa penso? Semplice: la Chiesa si sta ringiovanendo tanto quanto parla giovane l'altro mondo, non quello sempre più anagraficamente vecchio dell'Europa e - guarda a caso - economicamente e cristianamente in crisi, ma quello fatto dalla gente di altri continenti. La Chiesa sta vivendo al suo interno un inevitabile processo di make up, si sta ringiovanendo, che lo si voglia o meno. I processi di cambiamento sono anagraficamente incontestabili, anche se lenti. Dunque il fenomeno è positivo e sicuramente porterà beneficio, anche se non nell'immediato. Sappiamo che il rischio è giovane, la fiducia e la voglia di costruire anche, per non parlare della speranza. Dove soffiano questi venti soffia il futuro.
Giovedì, 14 Giugno 2012
"Free Asia Bibi": il rock si mobilita
La band inglese degli Ooberfuse lancia un video per la liberazione della donna cristiana pakistana accusata ingiustamente di blasfemia. Sono ormai tre anni che Asia Bibi (nella foto), donna cristiana pakistana madre di cinque figli, è in carcere a rischio della sua stessa vita perché accusata ingiustamente di blasfemia. Contro questa vergogna si mobilita anche il mondo della musica attraverso gli Ooberfuse, una band che ha lanciato in questi giorni ha lanciato la canzone «Free Asia Bibi» coin questo video. L'idea è ripetere la mobilitazione che negli anni ottanta attraverso il rock si creò intorno al caso di Nelson Mandela. Cliccate il videoMartedì, 12 Giugno 2012
Gli 80 anni del cardinale H. Schwery e il suo sguardo su Roma
Giovedì 14 giugno il vescovo emerito di Sion, cardinale Henry Schwery, compirà 80 anni. L'agenzia Apic gli ha fatto un'intervista di cui vi rilancio qui una parte che trovo particolare per le spiegazioni che il porporato offre della situazione attuale della Curia romana. Un'opinione tra tante.Continua a leggere "Gli 80 anni del cardinale H. Schwery e il suo..." »
Il battesimo: quel dono che giustifica la nostra vita
Cari naviganti, ieri il Papa ha tenuto una Lectio con alcuni passaggi poderosi. Ha parlato del Battesimo, un dono, qualcosa dunque che non scelgo io ma che mi è dato. Ha anche spiegato il rito, mettendo particolarmente l'accento sulla simbologia cosmica, riepilogativa degli elementi delle altre religioni (anche). Ha parlato del Male a cui è chiamato a rinunciare chi riceve il battesimo. Cos'è il Male? Il Papa ha fatto alcuni esempi: oggi una cultura dell'effimero, del superficiale, cultura moralista. Sul Battesimo come dono, si è chiesto: "Perchè battezzare i bambini da piccoli?", non sarebbe meglio che il battesimo fosse una scelta libera da adulti? Per rispondere ha preso l'esempio della vita stessa: nessuno ci ha chiesto se volevamo nascere, ma siamo nato. "E' giusto allora donare la vita in questo mondo senza avere il consenso del bambino?" "E' giusto solo se la vita in tutti i suoi problemi è buona, è protetta da Dio". "Solo l'anticipazione del senso della vita giustifica l'anticipazione della vita". Alcuni frammenti dei miei appunti. Se avete 28 minuti di tempo vedetevi il video della catechesi a braccio di Benedetto XVI : qui il VIDEO
Domenica, 10 Giugno 2012
Immagini e voci raccolte tra i cristiani della Nigeria
La Nigeria è al centro dell'attenzione internazionale per le continue stragi di cristiani vittime del gruppo fondamentalista Boko Haram. Aiuto alla Chiesa che Soffre della Svizzera italiana ha visitato il Paese africano durante una delle fasi più cruente di attentati di questi ultimi mesi. Da questa visita è nato un reportage in cui si è cercato di raccontare attraverso gli occhi degli inviati ticinesi la realtà di una terra in cui i cristiani sono il 45% della popolazione, a parità numerica con i musulmani e dove il dialogo e la convivenza pacifica di un tempo oggi vengono messi a dura prova dalla violenza. In primo piano il ritratto di una fiorente comunità cattolica fortemente presente nel territorio, che non ha nessuna intenzione di piegarsi a paura e terrorismo in un intero paese messo sotto pressione dalla violenza. Qui il video
Sabato, 9 Giugno 2012
Yunus, oggi nell'inserto catholica del Giornale del Popolo
Oggi nell'inserto Catholica del Giornale del Popolo trovate: testimonianze dall'Incontro mondiale delle famiglie a Milano, l'urna di San Guanella prossimamente nel Grigioni italiano (Roveredo e val Calanca), i vescovi svizzeri chiedono alla comunità politica sollecitudine per i richiedenti d'asilo, 65 catechisti formati ai corsi diocesani ricevono oggi il diploma: il punto su catechesi e evangelizzazione con don Leo, direttore dell'Ufficio Istruzione Religiosa Scolastica; aggiornamenti dal progetto diocesano per le scuole in Ciad; intervista al premio Nobel per la Pace, M. Yunus, padre del profitto dei poveri. Qui il video dell'intervista a Yunus (foto).
Domenica, 3 Giugno 2012
La Chiesa tra Santi e corvi
Un milione di persone a Milano, testimonianze commoventi di cattolici che vivono il vangelo fino in fondo, che siano africani, italiani, svizzeri o latinoamericani. Abbiamo sentito una donna con un marito completamente paralizzato dalla SLA dire di “sì” al matrimonio per sempre perché scritto in Cristo; abbiamo visto il papa rispondere alle domande dei fedeli, domande vere, intrise di crisi, di drammi, di gioie e di dolori; abbiamo visto oggi in Francia la beatificazione di un prete apostolo nelle carceri; assistiamo tutti i giorni, aprendo la liturgia delle Ore alle storie di Santi e martiri, abbiamo davanti agli occhi i martiri di oggi, quelli ammazzati questa mattina in Nigeria. Noi cattolici siamo un popolo di gente chiamata alla Santità, cioè alla carità, all’amore a Cristo e agli altri. In mezzo a quella folla a Milano ci sono migliaia di storie di amore non per caso ma per Cristo. Gente che dice di “sì” ad un progetto “per sempre” dando un contributo non indifferente e stabile ad una società sempre più instabile, ballerina e precaria. Eppure… eppure basta un corvo che gracchia perché tutti volgano lo sguardo verso la fonte del rumore e perdano di vista l’essenziale, anzi, il Bello, con la B maiuscola che anima la vita della Chiesa, quella con la C maiuscola, il popolo di coloro che ci stanno a trovare le ragioni del loro vivere in Cristo. “Perché siamo ancora nella Chiesa?” si chiedeva J. Ratzinger in un libro di alcuni anni fa(edito Rizzoli). Se oggi dovessi pormi la stessa domanda risponderei: “Perché –nonostante tutte le sue rughe non c’è realtà umana paragonabile alla Chiesa cattolica”. Non esiste realtà umana capace di aggregare così milioni di fedeli, capace di dar luogo a gente cambiata dentro che dà la vita per gli altri in modo gratuito (pensiamo alle schiere di Santi della carità). In Nigeria i cristiani sanno di trovare una speranza e una gioia che neppure le bombe possono rubare loro e continuano ad andare a Messa rischiando la vita (e queste non sono parole mie, ma di una collega giornalista che è stata di recente in quella terra e con cui ho preparato un servizio che andrà in onda sabato prossimo). Perché sono cattolica? Perché sfido chiunque a trovare una realtà che nei secoli, pur con tutte le sue fragilità (umane, ed io ho lo mie e lo so) e con tutte le sue debolezze ha ricordato e ricorda al mondo cos’è l’amore, ma non quello all’acqua di rose bensì quello che ha la forma e il volto di Cristo riproponendolo nella vita dei santi, nelle opere di carità che in tanti secoli hanno popolato l’Europa di assistenza sanitaria e scolastica e nell’agire dei missionari di oggi in terre segnate da conflitti tremendi. E ancora ieri, il Papa ricordava a Milano parole come dignità della persona, valore della vita, sacralità, attenzione a chi vive situazioni difficili… Certo ci sono i corvi con le loro questioni (perché saremmo dei bambini che credono alle favole se non ci ponessimo certe domande come quelle che scuotono il Vaticano in queste ore), ma la Chiesa non si ferma qui, non si arresta ai fallimenti e alle fragilità umane, piuttosto la presenza delle miserie umane e degli scandali rende ancora più splendente la vita dei Santi ed evidente la persona di Cristo che regge il Papa e la vita di tutti i cattolici. E’ questa Sua bellezza (di Cristo) quella che ci attrae e che ci sostiene e che risplendeva oggi a Milano e risplende nel volto dei Santi e della Chiesa di tutti i secoli. Il tutto ci aiuta a vedere in modo adeguato il frammento, ma il frammento non è comunque indifferente al tutto. Concludo citando Ratzinger nella sua risposta alla domanda di cui sopra: “Sono nella Chiesa perché credo che, ora come prima e a prescindere da noi, dietro la “nostra Chiesa” vive la “ Sua Chiesa”, e che io non posso stare vicino a Lui se non rimanendo vicino e dentro la Sua Chiesa. Sono nella Chiesa perché, nonostante tutto, credo che nel profondo essa non sia nostra, bensì proprio “Sua”.
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