Cari naviganti, Federer è entrato nella storia dello sport mondiale, forse è il più grande campione da sempre ma è anche rimasto, nonostante 10 anni di successi, una pers
ona normalissima e per questo è ancora più grande. Un fatto non scontato. Leggendo l'editoriale del mio collega GianMaria Pusterla apparso sul GdP di lunedì (che vi riproduco qui sotto), ho ripensato alle pagine della Gazzetta dello Sport che leggevo al mare durante gli Europei di calcio: c'erano i profili di molti calciatori, storie sinceramente tante volte sportivamente esaltanti e d'altro lato, umanamente fragili. Vincere e diventare un campione, avere tutto quando hai appena compiuto 20 anni è grandioso ma anche molto pericoloso. Salire su un podio, alzare una coppa, trovarti con un oro al collo ti fa sentire Superman. E molti di questi ragazzi iniziano di conseguenza ad intepretare la vita come una corsa pazza dove provare di tutto e di più, dove ad adrenalina si deve aggiungere altra adrenalina. Storie che conosciamo tutti... Roger Federer è invece un esempio diverso: un campione, il più grande con i suoi 17 Grandi Slam, il suo record di presenze come numero 1 al mondo, Wimbledon rivinta per la 7. volta, eppure ... è un uomo, un papà, un marito, un figlio totalmente normale che ribadisce costantemente che la chiave del suo successo sta proprio in questo suo cercare nelle cose di tutti, nel quotidiano, nella famiglia, la forza per vivere gli eventi eccezionali. Vi lascio l'editoriale del mio collega...
di GianMaria Pusterla
Nella consacrazione del campione spesso si vanno a ricercare le motivazioni vere che lo rendono così speciale, così forte, quasi invincibile. Non sfugge a questa logica Roger Federer, il miglior giocatore di tennis di tutti i tempi. Ma come ha fatto e come fa ad essere il numero uno? Cerchiamo di dare alcune spiegazioni, suddividendo la carriera di Federer in tre momenti. Alla base vi è un talento incredibile. Il buon Dio ha donato a questo ragazzo nato l’8 agosto di 31 anni fa la capacità di giocare come nessun altro. A Federer non servono super muscoli (Nadal); non ha bisogno della “fame” che spesso spinge uno sportivo a raggiungere livelli eccelsi (Djokovic). Lui ha il “tocco”; lui ha una capacità di vedere con anticipo ciò che può fare o ciò che non deve fare. E questa caratteristica l’ha portato in giovanissima età a scalare la classifica mondiale; a vincere i tornei, anche quelli più importanti. Ma poi, dopo alcuni anni al vertice assoluto, Federer ha ricevuto un altro dono: la sua compagna di vita. Una donna che ha saputo completare le virtù del campione. Mirka è riuscita a mantenere Roger in una dimensione umana “normale”. Quanti esempi vi sono di sportivi eccellenti che non sanno prolungare il loro successo perché disturbati da una condotta personale non consona all’impegno che devono sostenere... Nel caso di Federer invece quella donna al suo fianco l’ha completato. Lui non esita a riconoscerlo apertamente ogni volta che ne ha la possibilità. Con Mirka il basilese è rimasto su in cima alla classifica ATP per settimane e settimane. Un’unione che due anni fa è stata benedetta dalla nascita di due gemelline. E questo è il terzo momento della carriera di Federer. Tutti hanno sottolineato come l’appagamento umano del campione avrebbe procurato un calo nel rendimento sportivo. Vero. E come poteva essere altrimenti per un papà come lui, che dalla vita può avere tutto? Sì proprio tutto: anche la normalità di una famiglia bella, con le piccoline a piangere durante la notte e a procurare qualche ora di insonnia a Roger. Ma questa famiglia ha saputo tenere accesa la fiamma del campione, dispensando tranquillità e fiducia. Ieri a Londra, dopo la settima vittoria nel “suo” torneo, le gemelline sono comparse in tribuna, con il loro vestitino a fiorellini, uguale per entrambe come si usa fare con tutti i gemelli. Roger ha guardato la coppa e alzando gli occhi ha visto la piccola Myla Rose e la piccola Charlene Riva assieme a mamma Mirka: i trofei più belli della sua vita, che per sempre daranno il senso vero alla sua esistenza di tennista più forte del mondo.





