Fa bene la religione al mondo o è tutto un fanatismo, una superstizione, una “spiegazione” fiabesca della realtà fa
tta per persone semplici? La fede in Dio è compatibile con il progresso, con le scoperte scientifiche, ma anche con lo stesso bene, oppure le religioni sono causa di guerre, violenze e conflitti un po’ ovunque nel mondo? Rispondono in “Processo a Dio”, ed. Piemme 2012, Christopher Hitchens, giornalista e saggista di origine britannica, ateo, (recentemente scomparso) e l’ex premier britannico Tony Blair, anglicano convertito non molti anni fa al cattolicesimo. Questi dialoghi stanno diventando un must del mondo anglosassone. La rivista “The Tablet” (anche su Twitter), ne sta rilanciando parecchi. Nei giorni scorsi qualcuno twittava l’idea di portare nell’arena non solo laici non credenti e laici credenti ma atei e ecclesiastici. La formula è molto comunicativa: un botta e risposta condotto da un giornalista in cui si parla di Dio come ne parla l’uomo della strada, con le obiezioni più classiche. Per questo mi sembra che l’idea sia ottima. L’esempio è raccolto in “Processo a Dio”, un volumetto di 87 intense pagine di appassionante dialogo, senza risparmio di colpi. Un utile lettura per impedire a chi pensa di credere di sedersi sugli allori e a chi pensa di non credere di ritenersi detentore unico della ragione. Certo, Hitchens è un grande oratore, un ateo super agguerrito e Tony Blair un politico di grande eloquenza che, oltretutto, ha fatto del dialogo tra le religioni uno dei suoi obiettivi primari in questo tempo post Downing Street. Ma Hitchens non è Richard Dawkins e Blair non è Benedetto XVI, dunque i loro argomenti, che ripeto abbracciano e rispondono alle questioni del grande pubblico in termini comprensibili, non possono avere la pretesa di essere il top di obiezioni e risposte. Concludo con un ps: il pensiero cristiano dei primi secoli, quello che ha articolato non poche verità di fede, era in dialogo totale, profondo, interno e senza risparmio di confronto con il mondo pagano. Penso e ritengo che oggi il cristianesimo debba ricuperare anche questa dimensione, di cui questi dibattiti sono un’appendice popolare necessaria (oltre al Cortile dei Gentili del cardinale Ravasi).
tta per persone semplici? La fede in Dio è compatibile con il progresso, con le scoperte scientifiche, ma anche con lo stesso bene, oppure le religioni sono causa di guerre, violenze e conflitti un po’ ovunque nel mondo? Rispondono in “Processo a Dio”, ed. Piemme 2012, Christopher Hitchens, giornalista e saggista di origine britannica, ateo, (recentemente scomparso) e l’ex premier britannico Tony Blair, anglicano convertito non molti anni fa al cattolicesimo. Questi dialoghi stanno diventando un must del mondo anglosassone. La rivista “The Tablet” (anche su Twitter), ne sta rilanciando parecchi. Nei giorni scorsi qualcuno twittava l’idea di portare nell’arena non solo laici non credenti e laici credenti ma atei e ecclesiastici. La formula è molto comunicativa: un botta e risposta condotto da un giornalista in cui si parla di Dio come ne parla l’uomo della strada, con le obiezioni più classiche. Per questo mi sembra che l’idea sia ottima. L’esempio è raccolto in “Processo a Dio”, un volumetto di 87 intense pagine di appassionante dialogo, senza risparmio di colpi. Un utile lettura per impedire a chi pensa di credere di sedersi sugli allori e a chi pensa di non credere di ritenersi detentore unico della ragione. Certo, Hitchens è un grande oratore, un ateo super agguerrito e Tony Blair un politico di grande eloquenza che, oltretutto, ha fatto del dialogo tra le religioni uno dei suoi obiettivi primari in questo tempo post Downing Street. Ma Hitchens non è Richard Dawkins e Blair non è Benedetto XVI, dunque i loro argomenti, che ripeto abbracciano e rispondono alle questioni del grande pubblico in termini comprensibili, non possono avere la pretesa di essere il top di obiezioni e risposte. Concludo con un ps: il pensiero cristiano dei primi secoli, quello che ha articolato non poche verità di fede, era in dialogo totale, profondo, interno e senza risparmio di confronto con il mondo pagano. Penso e ritengo che oggi il cristianesimo debba ricuperare anche questa dimensione, di cui questi dibattiti sono un’appendice popolare necessaria (oltre al Cortile dei Gentili del cardinale Ravasi).
Qui il link all’interessantissima Tony Blair Faith Foundation: http://www.tonyblairfaithfoundation.org/





