Quando l'altra sera ho letto un po’ di twitter #schwazer ho pensato a tutta questa storia di doping con una gran tristezza. Ne ho parlato con amici giornalisti sportivi, rimasti male come me per l'epilogo della vicenda. Non solo per te Alex che hai preso l’Epo, sbagliando sicuramente, mosso però da una serie di concause, ma anche per il modo in cui si scrive di te su twitter e nei vari articoli che ho trovato online e che stanno uscendo nei giornali in questi giorni. Chi scrive, molto spesso è lontano anni luce da sapere quanta fatica ci vuole e quanti allenamenti bisogna infilare per arrivare a quel livello, oppure, se lo sa, pensa solo a riempire il medagliere. L’unica cosa che importa, per la “gloria” terrena, secondo la filosofia dei più, è portare a casa una medaglia, possibilmente d’oro. Altrimenti, si pensa e si scrive, è “delusione”. Tu, Alex, la cosiddetta e scritta “delusione” l’hai forse anticipata di qualche ora o giorno scegliendo l’EPO, ma comunque, temo che
secondo certa filosofia, se non avessi vinto una medaglia “la delusione” l’avrebbero sbattuta comunque sulle prime pagine dei giornali e nei social network. E tu avevi paura di non farcela, come dice chi ti sta vicino, come ha saggiamente osservato il tuo ex allenatore. Quanto poi al fatto che avresti dovuto correre contro certi atleti dalle prestazioni attualmente quasi impossibili, come abbiamo visto nella 20k, questo avrebbe preoccupato chiunque fosse stato chiamato a "dover vincere" per forza. Comunque, caro Alex, l’errore più grande (non solo tuo, ma di tutto il sistema) è perdere di vista la frase di De Coubertin: “L’importante non è vincere, ma partecipare”, che io traduco così: “Correre a certi livelli è un sogno grandissimo, goditi questo sogno, vivilo fino a quando puoi, rallegrati per esso, per le prestazioni di valore che fai. Questa gioia che hai dentro, anche se arrivi quinto o sesto o settimo, anche se non sali sul podio, anche se non fai il record che magari hai nelle gambe, è il tuo premio più grande e il fisico che hai ricevuto è il luogo dove sperimentare ogni giorno, quando corri o marci veloce come sai fare tu e pochi altri, uno stato di grazia che la maggior parte della gente (anche i tizi che ora parlano male di te in twitter e facebook, sostanzialmente "scaricandoti") non conosce. Questa è la tua vittoria, solo questa. Il resto, i titoli dei giornali in testa, la pressione degli sponsor, le chiacchiere mediatiche sono una sorta di grande tentazione da evitare con cura per non finirne vittime!”. Ora sei caduto, ma ti puoi rialzare e farcela, credici! Non farti schiacciare dalla bufera mediatica di questi giorni e usa la testa! Tornerai grande, ma in modo diverso e più saggio! (nella foto: Alex Schwazer)
secondo certa filosofia, se non avessi vinto una medaglia “la delusione” l’avrebbero sbattuta comunque sulle prime pagine dei giornali e nei social network. E tu avevi paura di non farcela, come dice chi ti sta vicino, come ha saggiamente osservato il tuo ex allenatore. Quanto poi al fatto che avresti dovuto correre contro certi atleti dalle prestazioni attualmente quasi impossibili, come abbiamo visto nella 20k, questo avrebbe preoccupato chiunque fosse stato chiamato a "dover vincere" per forza. Comunque, caro Alex, l’errore più grande (non solo tuo, ma di tutto il sistema) è perdere di vista la frase di De Coubertin: “L’importante non è vincere, ma partecipare”, che io traduco così: “Correre a certi livelli è un sogno grandissimo, goditi questo sogno, vivilo fino a quando puoi, rallegrati per esso, per le prestazioni di valore che fai. Questa gioia che hai dentro, anche se arrivi quinto o sesto o settimo, anche se non sali sul podio, anche se non fai il record che magari hai nelle gambe, è il tuo premio più grande e il fisico che hai ricevuto è il luogo dove sperimentare ogni giorno, quando corri o marci veloce come sai fare tu e pochi altri, uno stato di grazia che la maggior parte della gente (anche i tizi che ora parlano male di te in twitter e facebook, sostanzialmente "scaricandoti") non conosce. Questa è la tua vittoria, solo questa. Il resto, i titoli dei giornali in testa, la pressione degli sponsor, le chiacchiere mediatiche sono una sorta di grande tentazione da evitare con cura per non finirne vittime!”. Ora sei caduto, ma ti puoi rialzare e farcela, credici! Non farti schiacciare dalla bufera mediatica di questi giorni e usa la testa! Tornerai grande, ma in modo diverso e più saggio! (nella foto: Alex Schwazer)




