La Corte europea dei diritti dell'uomo ha accettato il ricorso italiano contro la sentenza che aveva imposto di togliere la croce nelle scuole. Sappiamo che l'argomento è di quelli bollenti anche alle nostre latitudini. Mons. Giordano, che è Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d'Europa, ha commentato questa decisione in un modo che mi pare, tra i tanti interventi letti, molto pertinente perché valido per tutti, credenti e non credenti. "L'umanità ha urgente bisogno di questo simbolo - ha detto Giordano - che è unico nel proporre il valore della riconciliazione e il rispetto dell'altro e che propone la legge dell'amore fino al dono della vita". Infatti, che lo si accolga come Dio o semplicemente come quell'uomo lì, Gesù di Nazaret morto 2000 anni fa, siamo davanti alla figura che ha trasmesso alla nostra cultura di oggi i valori fondamentali convogliati, nei secoli, ad esempio, in una certa forma di giustizia, in una rinnovata idea di diritto capace di aprire la vecchia legge del "dare ad ognuno il suo" alla gratuità... e si potrebbe continuare con gli esempi già scritti in altri post . Togliere di mezzo l'uomo della croce dalle nostre scuole significa privare i ragazzi e le ragazze del richiamo visibile al fondatore di questi fondamentali valori, il tutto nel tempo in cui si vive, con non poche difficoltà, la questione educativa. Sto parlando fuori da un discorso di fede, accostando il problema da una prospettiva condivisibile anche dai non credenti. Ora toccherà alla saggezza dei 17 giudici della Grande Camera, espressione del Consiglio d'Europa, decidere sulla sentenza espressa dalla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, ma la posta in gioco è altissima come "alti" sono i valori per cui l'uomo della croce è morto.
Martedì, 2 Marzo 2010
Perché in crocifisso nelle scuole non è un optional
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