
Il debutto ufficiale per presentare l’annata 2005 del Brunello di Montalcino, che aveva ricevuto il rating di 4 stelle, ha avuto il suo momento ufficiale: «È stata una vendemmia di buon livello - ha spiegato il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino Patrizio Cencioni - nonostante le quantità di uve raccolte e vinificate, abbiano registrato una contrazione del 15% rispetto al 2004». La commissione di assaggio ha assegnato le 4 stelle anche alla vendemmia 2009 ed è stata posta, come ogni anno, sul muro del palazzo comunale, la piastrella commemorativa che quest’anno è stata realizzata dagli autori di “The Drops of God” (Le gocce di Dio), un popolarissimo fumetto manga giapponese che parla di vino, creato e scritto da Tadashi Agi (pseudonimo che rappresenta il team dei fratelli Yuko e Shin Kibayashi). Le notizie sulla vendemmia del millesimo presentato: Luglio e agosto 2005 abbastanza caldo e soleggiato. Un andamento meteorologico generalmente equilibrato che, sommato alle naturali caratteristiche dei terreni e alla posizione del territorio di Montalcino, hanno permesso uno sviluppo molto buono fino alla fine del mese di agosto. Le piogge della prima parte di settembre hanno di fatto ritardato le operazioni di vendemmia. La vendemmia si è svolta a partire dal 20 settembre quando il sole ha permesso di asciugare le uve, consentendo anche le operazioni di raccolta. Le uve avevano una buona presenza di polifenoli e gradazioni zuccherine ideali, portando i vini ad un buono/ottimo risultato. «In questo momento di grande impegno - ha aggiunto Cencioni - registriamo con soddisfazione le valutazioni della vendemmia 2009, che potrà permetterci di mantenere la nostra forza sui mercati e per continuare a proporre Montalcino, nel panorama internazionale, come un “classico assoluto” dell’enologia toscana e italiana». Grande ottimismo, quindi, anche per la vendemmia 2009, anno durante il quale la zona di Montalcino ha affrontato con grande determinazione la situazione di crisi economica mondiale, che sta coinvolgendo tutte le realtà vitivinicole, sia del vecchio mondo, sia dei nuovi paesi produttori. A presentare le caratteristiche dell’annata 2009 è stato l’enologo Paolo Vagaggini che ha sottolineato «la difficoltà di giudicare l’annata a pochi mesi dalla vendemmia con le fermentazioni non ancora finite del tutto. Nonostante le mie 35 vendemmie mi stupisco ancora come una vendemmia non è mai uguale all’altra con differenze significative. Ho notato un ciclo decennale che evidenza peculiarità simili a dieci anni di distanza. Ad esempio l’annata 1997 e quella del 2007 sono state abbastanza simili con clima asciutto e secco con vini subito pronti e fruibili dai tannini levigati, l’unico dubbio è la loro tenuta nel tempo. Però le due annate 1997 e 2007 erano a 5 stelle». L’annate 1998 e 2008 sono state fredde a livello termico, i tannini sono meno levigati ma molto longeve. Però entrambe le annate avevano ricevuto il rating di 4 stelle. Le annate con il finale in nove, quindi 1999 e 2009 (entrambe con 4 stelle) hanno un destino strano. Ad esempio il 1999, annata decisamente positiva non valutata al massimo, fu rivalutata nel tempo. L’annata 2009 con una piovosità media ben distribuita, una temperatura buona con un picco nel mese di agosto che ha portato ad una maturazione precoce delle uve ha permesso di arrivare alla vendemmia in tempi in cui le piogge non hanno compromesso il raccolto.
La degustazione:
136 i campioni proposti in degustazione per l’annata 2005. Certamente un’annata che alla degustazione non si è presentata tra le grandi però possiamo confermare che l’acidità e la pulizia al naso era rimarchevolmente positiva. Anche il colore ha trovato la sua giusta connotazione. Una vendemmia che ha ancora spigoli da smussare che il tempo potrebbe portare ad un buon sposalizio con i tannini pur presenti ma non sgraziati, anzi, oserei dire, quasi armonici e lineari. Molti vini erano duri e ancora scontrosi con tannini da masticare. Sono certo che il tempo darà ragione a questi vini che ricordiamocelo, sono e dovrebbero essere fatti al 100% con Sangiovese Grosso, il più ostico dei vitigni d’Italia in grado di competere alla grande con il Nebbiolo di tutta l’Italia del Nord, dal Piemonte alla’alta Valtellina. Tra i ricordi degustativi più interessanti, i vini delle seguenti Case: Canalicchio di Sopra, Ciacci Piccolomini, Corte Pavone, Costanti, Cupano, Fattoi, Fuligni, Gianni Brunelli, Il Colle, Il Marroneto Madonna delle Grazie, Il Paradiso di Manfredi, La Fiorita, La Fortuna, La Rasina, Lambardi, Le Ragnaie, Lisini, Mastrojanni, Maté, Pinino, Podere Brizio (uno dei più armonici), Poggio Antico, San Lorenzo, Sesti di Sopra, Sesti, Siro Pacenti, Tassi, Tenuta Le Potazzine, Tiezzi, Uccelliera e Villa Poggio Salvi.





Questa è la mia terra. Franco Biondi Santi, Montalcino e il Brunello, è questo il titolo del nuovo volume edito dalla Protagon Editori che è stato al Teatro degli Astrusi a Montalcino. Il volume narra la vita di Franco Biondi Santi, una delle figure che più hanno contribuito all’eccellenza produttiva del Brunello, e la storia della sua grande famiglia, profondamente legata con la terra senese. Già dalla prefazione intitolata “L’alchimista che trasforma gli acini in oro liquido” si percepisce quanto sia forte questo legame: “Quando parla della sua terra, Montalcino, e del Brunello, che ormai lo connota, quando descrive quello spicchio di collina, che declina verso valle, cinta di vitigni di Sangiovese e con al centro la monumentale villa de Il Greppo, gli occhi gli si ravvivano e le mani carezzano quel legno che dà sapore ai suoi vini e sostegno alla vecchia tempra di gentiluomo di campagna. Il fatto è che questa terra è la sua vita e il vino è la catenella d’oro che ce lo tiene legato”.

Bellavista, l’Azienda Agricola di Erbusco produttrice dei vini Franciacorta, che fa parte del Gruppo Moretti, ha organizzato una cena in onore di Gianni Brera. Vittorio Moretti, proprietario della Bellavista, ha brindato con il vino “Zuanne”, che porta il nome del giornalista, insieme alla famiglia Brera. L’idea di produrre il Merlot che cresce ai piedi del Convento dell’Annunciata risale al 1991 e nacque durante una passeggiata tra i vigneti, piantati sul versante sud del Monte Orfano da Padre Sebastiano. Gianni Brera e Vittorio Moretti, decisero allora, nel dicembre del 1990, di selezionare un vino di profumo fruttato ma al tempo stesso di grande morbidezza e rotondità. Un vino superiore che avesse, insomma, le caratteristiche predilette da Gianni Brera e rappresentasse un brindisi all’amicizia. L’omaggio ad un grande amico e giornalista si è trasformato, oggi, in un affettuoso ricordo con il preciso impegno di migliorare costantemente la qualità di questo vino. “Bellavista continuerà a produrre Zuanne – ha affermato Vittorio Moretti - solo nelle annate in cui il vino sarà all’altezza del nome che porta”. In quella particolare serata il figlio di Gianni Brera, presentò un inedito del padre: il grande giornalista Gianni Brera di cui proponiamo il testo dal titolo:
Dopo Veronelli e Gianni Zonin sentiamo il parere di un noto ristoratore, Mario Musoni (nella foto), chef originario di San Zenone, (il paese dei cuochi sulla “rive gauche” pavese) sulle colline dell’Oltrepò, fra boschi e vigneti, nel cuore della Valle Versa. Il suo ristorante - AL PINO via Pianazza 11, Montescano (PV) fa parte dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo ed è Membro dell’associazione LE SOSTE.
Dopo aver ascoltato (nella puntata precedente) il grande Luigi Veronelli e la sua provocazione, diamo spazio a Gianni Zonin (nella foto), presidente di una delle più grandi imprese italiane produttrici di vino. Undici aziende agricole per oltre 1.800 ettari di vigna, nei terroir più vocati d’Italia. Al centro del mondo per Zonin resta la terra: quella delle Tenute dove nascono alcuni dei più grandi vini italiani.
Perché i vini oggi costano così tanto? Dove, e se ci sono, da chi provengono le colpe? Dal Ristoratore o dal Produttore? Già dieci anni fa questa domanda cominciava a circolare con un pò di preoccupazione. A suo tempo era ancora in vita il grande Maestro Gino Veronelli (nella foto), un vero Guru del mondo del vino e Lui alla mie domande così rispose: 


