
Le Tenute Rubino che hanno diversi ettari di vigna dislocati in diversi appezzamenti nella piana del Salento, da anni si avvalgono della manualità delle donne per i lavori di vendemmia e non solo. Però la vendemmia per l’azienda e per tutte le donne impegnate diventa un momento di gioia, di gaiezza, di felicità che i proprietari da alcuni anni intendono portare a conoscenza del mondo per dire che in Salento, dove la vite e l’olivo sono la massima ricchezza, la manodopera femminile è considerata fondamentale. Qui la raccolta avviene ancora a mano, delicata, grappolo per grappolo, sotto un sole cocente. Le stesse donne che nei mesi precedenti con sensibilità e intuito, hanno potato, cimato, legato, diradato, defogliato. Sono donne di ogni età, consapevoli del valore che il loro contributo dona ad un processo produttivo moderno, felici di esserne parte. La vendemmia non è un lavoro agricolo come un altro. Ci vogliono mani sapienti che possano staccare il grappolo con cura per poi depositarlo nelle ceste che pesano al massimo 15 kg. Sono tradizioni che restano nella memoria e nel cuore e per questo non c’è territorio a vocazione vitivinicola che non trasformi la vendemmia in una festa.
Anni fa la famiglia Rubino (ora è il figlio Luigi con Romina, quattro figli insieme, a gestire l’azienda), hanno avviato un processo di specializzazione della manodopera femminile qualificando le lavoratrici da braccianti ad operaie specializzate. Per il contributo dato dalle donne alla gestione del vigneto, le Tenute Rubino hanno organizzato per una grande festa tra i filari invitando giornalisti e persone private affidando anche un Concorso fotografico (Salento Photography Tellers) le immagini più significative. Il tutto poi terminato con un’immensa tavolata tra i filari dove ogni ben di Dio della Puglia è stato offerto a buffet libero: burrate, mozzarelle, olive, le fave con la cicoria, tielle di riso, le polpettine al sugo di melanzane, i formaggi freschi e stagionati, le torte nostrane e dolci in quantità, con gli immancabili fichi secchi con la mandorla. Naturalmente i vini delle Tenute Rubino. E nonostante la stanchezza di una levataccia, le vendemmiatrici al suono di fisarmonica e mandolini hanno cantato canzoni tradizionali ballando la “pizzica” (la tarantella pugliese).
«Queste donne – ha detto Luigi Rubino - hanno mantenuto il legame antico tra vite, vino e comunità, da sempre espresso in questa terra. A noi tocca renderlo ancora più forte e radicato, esaltarne il valore e l’unicità e tutelare ciò che di unico questa terra da sempre ci regala».







