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            <name>Rocco Lettieri</name>
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        <published>2010-08-17T16:36:57Z</published>
        <updated>2010-08-17T16:42:39Z</updated>
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                <div><!-- s9ymdb:35 --><img class="serendipity_image_center" width="526" height="412" style="border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; padding-left: 5px; padding-right: 5px; " src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/CousCousdellapace.jpg" /><br />All’insegna dello slogan “What a colorful world” si terrà dal 21 al 26 Settembre la prossima edizione del Cous Cous Fest, il Festival internazionale dell’integrazione culturale in programma a San Vito Lo Capo (Trapani). L’evento, che giunge quest’anno alla sua tredicesima edizione, celebra un confronto tra paesi dell’area euro-mediterranea e non solo, prendendo spunto dal cous cous, piatto della pace comune a moltissime culture. Edoardo Raspelli, critico gastronomico e conduttore della trasmissione Melaverde, valuterà i cous cous in gara e sarà affiancato dalla conduttrice di Linea Blu, Donatella Bianchi e dalla giornalista del Gambero Rosso Laura Ravaioli, esperta di food. Otto i paesi in una “sfida” ad eliminazione diretta. L’Italia, vincitrice dell’edizione 2009, con una ricetta di cous cous di pesce con finocchietto selvatico e medaglione di mostella, dovrà difendere il suo titolo confrontandosi con altri sette paesi dell’area mediterranea e non solo: Costa d'Avorio, Francia, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Senegal e Tunisia che si affronteranno proponendo il cous cous cucinato secondo la propria tradizione gastronomica.&#160;</div> <br />
<div>Gli chef, secondo la formula che ha debuttato lo scorso anno, si affronteranno in “sfide” ad eliminazione diretta durante le quali potranno votare anche i visitatori del festival che parteciperanno alla giuria popolare, composta da circa cento persone, che esprimerà il proprio voto con palette numerate. A questa si affiancherà il voto segreto espresso dalla giuria tecnica, composta da giornalisti, scrittori ed opinion leader del mondo dell’enogastronomia. In gara per l’Italia una delegazione composta da due chef sanvitesi, Antonella Pace (capo delegazione) e Vito Miceli, moglie e marito, insieme ad Ivan Scebba, giovane chef palermitano, figlio d’arte, che ha vinto le selezioni nazionali che si sono svolte al Cous Cous Fest Preview, l’anticipo dell’evento che si è svolto i primi di giugno San Vito Lo Capo e ha visto confrontarsi, in una gara di cous cous, sei chef nazionali selezionati tra le candidature ricevute da tutta Italia, per contendersi la partecipazione alla squadra italiana dell’edizione 2010.&#160;</div> <br />
<div>Al villaggio gastronomico, dalle 12 alle 24, è possibile assaggiare cous cous per tutti i gusti nelle tradizionali “Case del cous cous”, i punti di degustazione aperti al pubblico. Acquistando un ticket del costo di 10 euro i visitatori potranno scegliere tra le tantissime varianti del piatto, da quella sanvitese, fino alle varianti più “esotiche” dei paesi esteri partecipanti alla manifestazione. Il ticket dà diritto anche ad un bicchiere di vino siciliano e ad un dolce a scelta nell’area “Dolcemente Sicilia”.&#160;</div> <br />
<div>Maggiori informazioni sul sito: <a href="http://www.couscousfest.it">www.couscousfest.it</a> </div> 
            </div>
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        <link href="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/index.php?/archives/36-Best-of-riesling-2010.html" rel="alternate" title="Best of riesling 2010" />
        <author>
            <name>Rocco Lettieri</name>
                    </author>
    
        <published>2010-07-27T15:37:35Z</published>
        <updated>2010-07-27T15:37:35Z</updated>
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        <title type="html">Best of riesling 2010</title>
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                <p> <!-- s9ymdb:34 --><img class="serendipity_image_center" width="586" height="391" style="border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; padding-left: 5px; padding-right: 5px; " src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/Reginadelvino.jpg" /><br />Dopo tre giorni di degustazioni intense, con una giuria internazionale altamente qualificata, costituita da 140 membri tra enologi, sommelier, produttori vinicoli e giornalisti, si è concluso il concorso vinicolo best of riesling 2010. Hanno partecipato più di 700 produttori di tutto il mondo per un totale di circa 1900 etichette. La maggior parte dei vini proveniva ovviamente dalla Germania, terra di origine del Riesling, ed in particolare dalle aree geografiche intorno ai fiumi Reno e Mosella (Rheinessen, Mosella, Palatinato, Rheingau). Non sono mancati, inoltre, vini dall’Austria, Lussemburgo, Slovenia, Francia, USA, Canada, Australia e Nuova Zelanda.<br />
<br />
Sono stati indicati i tre migliori vini delle categorie “secco”, “semisecco”, “fruttato dolce” e “dolce”. Inoltre premi speciali sono stati assegnati al “Miglior Riesling del Nuovo Mondo”, al “Miglior Riesling d’Europa” e alla “Migliore collezione di Riesling”. Per la prima volta si è verificato un ex aequo per la categoria “Migliore collezione di Riesling”. I criteri di valutazione usati dalla giuria si basano su uno schema di 100 punti.<br />
<br />
“Sono felice che il best of riesling, giunto alla sesta edizione, ha potuto confermare la sua fama di concorso internazionale e che il nostro impegno per la «regina» delle uve bianche ha riscosso una risonanza positiva a livello internazionale”, così si è espresso il ministro tedesco Hendrik Hering il giorno dell’annuncio dei vincitori.<br />
<br />
La premiazione avrà luogo giovedì 2 settembre 2010 nell’Accademia Tedesca di Villa Massimo a Roma (Largo di Villa Massimo 1-2). Consegneranno i premi Hendrik Hering, l’unico ministro tedesco per la viticoltura (il concorso è organizzato dal Land, Rheinland-Pfalz, la sola regione della Germania ad avere un ministero specializzato nella viticoltura) e la giovane “regina del vino”, Sonja Christ, grandissima esperta di enologia, scelta per l’anno 2010 a rappresentare in tutto il mondo il vino tedesco. In occasione dell’evento sarà possibile degustare i vini classificati di ogni categoria.<br />
</p> <br />
<p><br />
Per ulteriori informazioni: <br />&#160;dott.ssa. Benigna Mallebrein<br />Via del Poggio Laurentino 88<br />00144 Roma<br />Tel. 0039. 06. 54 22 17 59<br />Cell. 0039. 347. 89 53 195<br />benigna.mallebrein@gmail.com<br /><a href="http://www.rieslingaroma.com">www.rieslingaroma.com<br />
</a> </p> 
            </div>
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        <link href="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/index.php?/archives/35-Premio-Gianni-Masciarelli-e-Calici-di-Stelle.html" rel="alternate" title="Premio Gianni Masciarelli e Calici di Stelle" />
        <author>
            <name>Rocco Lettieri</name>
                    </author>
    
        <published>2010-07-11T16:27:06Z</published>
        <updated>2010-07-11T16:27:06Z</updated>
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        <title type="html">Premio Gianni Masciarelli e Calici di Stelle</title>
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            <div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml">
                <div><!-- s9ymdb:33 --><img class="serendipity_image_center" width="590" height="443" style="border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; padding-left: 5px; padding-right: 5px; " src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/PicNicinVigna.jpg" /><br />Calici di stelle nel segno di un passato che è sempre più futuro e altissima qualità nel segno della tenacia, del rigore e della disciplina per l’Azienda Masciarelli. Questa la filosofia di Marina Cvetic/Masciarelli, forte e appassionata donna del vino alla guida dell’azienda e di Miriam anche lei in azienda sulle tracce del papà. Sullo sfondo, un Abruzzo ancora autentico, aspro e schivo, dove “Gianni avrebbe voluto vivere se fosse stato una vite. Qui dove dimorano da sempre i nostri vigneti”. Il 22 luglio alle ore 17.00, a San Martino sulla Marrucina (CH), nell’ambito del Consiglio Comunale del piccolo borgo sotto la Majella, sarà consegnato il Premio Gianni Masciarelli “Oltre la…vite”, II ed. a Bruno Vespa con questa motivazione: <em>“Grande giornalista e brillante conduttore televisivo, ha contribuito, con competenza e professionalità, alla promozione ed alla divulgazione della cultura enogastronomica italiana. Figlio della terra d’Abruzzo, ha sostenuto con passione le ragioni dei suoi vignaioli e dei produttori vitivinicoli, difendendo la qualità dei prodotti ed eveidenziandone il valore aggiunto della territorialità e della tradizione…”</em>.</div> <br />
<div>Il 24 luglio l’evento proseguirà lungo le vie del centro storico con musica, artisti di strada, degustazioni di vini, visite guidate ai vigneti, angoli d’assaggio gastronomici, abbinamenti intriganti. Chi vorrà potrà raggiungere a piedi il Castello di Semivicoli per degustare vini di straordinarie suggestioni, potenti ma eleganti. Come alcuni vini simbolo dell’azienda Masciarelli e all’origine dell’affermazione vitivinicola di qualità dell’Abruzzo nel mondo. Lo stesso nome del castello rimanda ad uno dei grandi esemplari dell’azienda che già ha avuto risultati eccellenti e dal quale ci si attende per le prossime annate prestazioni sempre più entusiasmanti. Stiamo parlando del Trebbiano d’Abruzzo Castello di Semivicoli, un grande bianco da invecchiamento dal bouquet intenso ed elegante. Tra le proposte per gli ospiti del Castello anche un pic-nic tra le vigne. Romantico, solo per due, o in compagnia, si parte già di buon mattino col cestino di vimini preparato dal Palazzo di Semivicoli e che troverete nell’antica cucina, sul tavolo della colazione. Tutto il necessario per il pranzetto en plein air è all’interno. Sapori e profumi rigorosamente del territorio accompagnati dai vini Masciarelli, ovviamente. Finger food campagnolo da consumare sull’erba, su una “tovaglia” di fiori di campo o tra i filari di viti e ulivi secolari con una vista che spazia dalla vetta della Majella al mare della costa dei trabocchi. Non c’è pericolo di perdersi perché nel cesto anche una mini guida dei dintorni coi percorsi e le soste a tema “colazione sull’erba” scritta ad hoc per gli ospiti dai padroni di casa. Tra le destinazioni possibili anche alcune riserve naturali o suggestivi eremi a pochi chilometri. Per chi non voglia rinunciare al mare, anche la possibilità di un pic-nic lungo il tracciato dell'antica ferrovia adriatica che costeggia la spiaggia fra San Vito e Fossacesia fitta di trabocchi.</div> <br />
<div>Ed ecco cosa si può trovare nel menù del déjeuner sur l’erbe: ricotta fresca o stagionata, pecorino di Casteldelmonte da accompagnare magari a miele di castagno, prosciutto di Torano, mortadelline di Campotosto o la ventricina di Guilmi, una piccola frittata di asparagi selvatici. Il tutto da accompagnare al pane allo zafferano cotto a legna o alla pizza cosiddetta di Pasqua, né dolce né salata, perfetta coi salumi. E per dessert i “pensieri dei poeti”, dolci tipici di San Martino sulla Marrucina a base di pasta di mandorle oppure “le pupe”, un tipico dolce secco della zona a forma di cavalluccio o di bambola a seconda se il cesto è per un signore o una signora. Quanto ai vini, una scelta di bianco e di rosso con due piccole bottiglie di Masciarelli Classic Trebbiano d’Abruzzo e Montepulciano d’Abruzzo, da bere col calice, anche questo nel cestino della colazione country gourmand. Solo15 euro il cestino da Pic-nic.<br />Palazzo Baronale di Semivincoli</div> <br />
<div>Via San Nicola, 24&#160;<br />Semivicoli di Casacanditella (CH)<br />Tel. 0039. 0871. 89 00 45 &#160;<br /><a href="http://www.castellodisemivicoli.it">www.castellodisemivicoli.it</a></div> <br />
<div><br /></div> 
            </div>
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        <link href="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/index.php?/archives/34-Conformismo-e-verita.html" rel="alternate" title="Conformismo e verità " />
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            <name>Rocco Lettieri</name>
                    </author>
    
        <published>2010-06-13T14:59:33Z</published>
        <updated>2010-06-13T14:59:33Z</updated>
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        <title type="html">Conformismo e verità </title>
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                <p><!-- s9ymdb:32 --><img width="250" height="316" src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/AduaVillaritaglio.jpg" style="border: 0px none ; float: left; padding-left: 5px; padding-right: 5px;" class="serendipity_image_left" />Ricevo e pubblico:<br /><br /><em>Saper leggere un vino è&#160;un’arte. Il vero bevitore ama il vino, sa costruirsi con pazienza, attraverso assaggi e approfondimenti culturali, un bagaglio di esperienza e un archivio sensoriale. Il suo percorso di conoscenza sarà lento, ci vorrà del tempo, modestia e molto impegno, come in tutto ciò che ha a che fare con il nettare di Bacco, dall’uva alla bottiglia. Deve essere dotato di una sensibilità estetica che lo aiuti a sviluppare apertura mentale e crei una vera e propria empatia nell’approccio con il vino, atteggiamento fondamentale perché permette di acquisire capacità sensoriali che, fuse con la competenza tecnica, abilitano a percepire quelle sfumature di armonia ed eleganza che fanno la differenza tra eccellenza e mediocrità. Tale sensibilità è o non è; quando c’è ed è autentica non può che essere rispettosa verso il vino, scevra di ogni egoismo e votata alla condivisione. Il vero bevitore non è una prima donna, non si vanta di ciò che sa, di ciò che conosce o della sua esperienza; non è un esibizionista, non ne ha bisogno perché il suo amore è disinteressato non vuole crearsi uno status, non vuole ostentare sapienza. &#160;<br />
Questa è&#160;verità.&#160;<br />
Ho saputo che Adua Villa, la sommelier della trasmissione televisiva “La prova del cuoco”, da quando va in tv ha un agente e si fa pagare, a suon di migliaia di euro, per essere presente a questa o a quella manifestazione enologica. Non commento la sua preparazione (che si commenta da sola) ma il suo atteggiamento sapiente e saccente con bicchiere in mano bastano ad individuare una persona che del vino ha fatto solo un mezzo per apparire e sopra il quale speculare. &#160;<br />
Con vanità&#160; da pin up mancata, pontifica come se fosse l’unica depositaria di una verità rivelata, ostentando una finto entusiasmo appassionato. Si è fatta anche un sito per promozionarsi&#160;dove addirittura si millanta come “consulente enologo” senza averne i titoli (scrivere non costa niente). Eppure lei sta in televisione; e questo è sufficiente per essere percepita&#160;e pagata come importante esperta di vino, più di gente come Sangiorgi o Masnaghetti. Ormai tutto è virtuale, l’importante non è la sostanza ma come essa viene comunicata e riconosciuta dall’individuo. Questo è conformismo.&#160; </em><br /></p> <br />
<div align="right">elai.culturadelvino@libero.it<br />
</div> <br />
<p> </p> 
            </div>
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        <link href="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/index.php?/archives/33-Progetto-Wine-Immersion.html" rel="alternate" title="Progetto “Wine Immersion”" />
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            <name>Rocco Lettieri</name>
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        <published>2010-06-11T13:35:20Z</published>
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        <title type="html">Progetto “Wine Immersion”</title>
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                <p> <!-- s9ymdb:31 --><!-- s9ymdb:31 --><img class="serendipity_image_left" style="border: 0px none ; float: left; padding-left: 5px; padding-right: 5px; width: 353px; height: 310px;" src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/logoMagis.jpg" />La settimana scorsa si è tenuta a Montalcino una “Wine immersion” sul vino. Per riassumere l’incontro queste le parole d’ordine: Confronto, Apprendimento, Collegialità. Difficile per gli spazi assegnati raccontare il tutto. Ci soffermiamo su quella relazione che di certo farà parlare di se. A sostenerla il prof. Attilio Scienza che ha presentato il progetto “MAGIS”. Per la prima volta, produttori di vino, comunità scientifica, enologi, associazioni e industria lavorano insieme per migliorare e garantire la sicurezza e la sostenibilità del vino italiano: per andare incontro nel modo più concreto alle richieste dei consumatori; per differenziare la produzione italiana in base a parametri oggettivi e anche per razionalizzare l’attività delle aziende, quindi renderle più competitive. MAGIS sta creando per questo uno strumento nuovo: il “protocollo di sostenibilità”.<br />Si tratta di un documento di carattere pratico mutuato dalla medicina, dove ha avuto un eccezionale successo in termini di miglioramento della qualità dell’assistenza, che per la prima volta mette a disposizione di ogni operatore le migliori competenze esistenti. Una novità assoluta non solo nel panorama vitivinicolo, ma in quello agroalimentare. Proprio come il protocollo di cura in medicina, il protocollo di sostenibilità viene costantemente aggiornato per valutare e accogliere tutte le novità via via fornite dalla ricerca e dall’esperienza delle migliori aziende e dei migliori enologi, e poi messo a disposizione delle aziende partecipanti. Magis, infatti, è una parola latina che vuol dire “di più”: un invito a migliorare costantemente, sforzandosi di superare sempre i traguardi raggiunti. Le aree di intervento prevedono il miglioramento della gestione della chioma per raggiungere il corretto equilibrio vegeto-produttivo, la corretta gestione della difesa del vigneto dalle principali avversità biotiche secondo le migliori e più recenti acquisizioni e in linea con i cambiamenti normativi in atto e con i principi dell’agricoltura integrata e il monitoraggio delle attività di cantina. È infine prevista un’attività analitica rivolta a misurare i parametri qualitativi e di salubrità delle uve e dei vini prodotti. I rappresentanti del mondo accademico e della ricerca redigeranno e aggiorneranno le linee guida per le attività di difesa. L’Unione Italiana Vini effettuerà una serie completa di analisi qualitative su uve e vini e al termine del progetto coordinerà la stesura del “protocollo di sostenibilità”. ISPA–CNR di Bari si occuperà delle valutazioni dei livelli di contaminazione di ocratossina su uve, mosti e vini e della stesura di misure per la sua prevenzione in campo. L’Università di Torino redigerà protocolli specifici per la regolazione ottimale delle differenti attrezzature utilizzate in azienda per la distribuzione degli agro-farmaci e garantirà un adeguato livello di formazione agli operatori. L’Assoenologi seguirà le pratiche enologiche ed effettuerà la valutazione sensoriale dei vini. Image Line renderà disponibile una piattaforma gestionale operante su Internet, alla quale ogni azienda aderente avrà un accesso riservato, che consentirà di gestire tutti i dati aziendali dal vigneto alla cantina. Il ruolo di Bayer CropScience sarà invece quello di fornire una linea di difesa efficace, innovativa e rispondente alle esigenze di sostenibilità economica, ambientale e sociale. L’impegno richiesto alle aziende aderenti è di mettere a disposizione una parte dei loro vigneti con caratteristiche omogenee e di una superficie tale che renda possibile la vinificazione separata di due partite differenti (“linea MAGIS” e “linea aziendale”).<br />Nella parte di vigneto denominata come “MAGIS” si seguirà un protocollo di difesa ottimizzato che, in base all’andamento climatico e alle problematiche fitoiatriche, verrà applicato dai tecnici aziendali in collaborazione con i tecnici di Bayer CropScience. Per il mondo del vino italiano, MAGIS rappresenta un grande passo avanti verso un miglioramento generale delle produzioni in fatto di salubrità e sostenibilità ambientale, senza però intaccare in alcun modo la straordinaria diversità dei nostri vini. Un passo che è grande, proprio perché, si potrà sempre fare “di più”.<br /></p> 
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        <link href="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/index.php?/archives/32-Le-grandi-Chef-dEuropa-celebrano-il-successo-di-S.Pellegrino-Sapori-Ticino-2010.html" rel="alternate" title="Le grandi Chef d’Europa celebrano il successo di S.Pellegrino Sapori Ticino 2010" />
        <author>
            <name>Rocco Lettieri</name>
                    </author>
    
        <published>2010-05-27T13:16:52Z</published>
        <updated>2010-05-27T13:16:52Z</updated>
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        <title type="html">Le grandi Chef d’Europa celebrano il successo di S.Pellegrino Sapori Ticino 2010</title>
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            <div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml">
                <div><!-- s9ymdb:30 --><img class="serendipity_image_center" width="494" height="287" style="border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; padding-left: 5px; padding-right: 5px; " src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/RST376863xb.jpg" /><br />Il &#160;3 Maggio scorso si è conclusa a Lugano la IV edizione di S. Pellegrino Sapori Ticino 2010, che ha visto la partecipazione straordinaria di oltre ottocento persone in 9 serate. La manifestazione, ancora una volta, ha rinnovato il proprio successo, rafforzandolo e riconfermandosi come un appuntamento di spicco nel panorama enogastronomico internazionale.</div> <br />
<div>Durante l’edizione 2010 di S.Pellegrino Sapori Ticino, gli Chef ticinesi hanno aperto le loro cucine alle più importanti Chef d’Europa, le quali hanno saputo dare uno straordinario contributo in &#160;termini di eccellenza culinaria e culturale.</div> <br />
<div>Sin dalla prima serata si è registrato il tutto esaurito e il numero totale di partecipanti si è attestato a oltre 800 persone. Tra di esse, appassionati gourmet e curiosi, che attratti dalla grande qualità dei cibi e dalla professionalità delle chef donne, nonché dalla convivialità di sempre, hanno affollato le stupende location ticinesi.</div> <br />
<div>La serata finale, svoltasi nella prestigiosa sala Metamorphosis di Palazzo Mantegazza, &#160;ha visto all’opera la grande squadra degli chef ticinesi: Luigi Lafranco, Alessio Rossi, Frank Oerthle, Dario Ranza, Martin Dalsass, Gian Luca Bos e Ivo Adam. Con un’armonia straordinaria, hanno preparato piatti inediti, che hanno deliziato, tra gli altri, personaggi di spicco delle istituzioni, della politica, dello spettacolo e della finanza.&#160;</div> <br />
<div>Come di consueto, Dany Stauffacher, attraverso la sua passione ed entusiasmo, ha saputo superare se stesso, rendendo unico l’evento. E &#160;per il futuro ? “Siamo sulla strada giusta”, dice Stauffacher, “Ma c’è ancora molto che possiamo e desideriamo fare per far sì che il Ticino venga consacrato tra le mete più prestigiose dell’alta gastronomia, del turismo e della qualità. S.Pellegrino Sapori Ticino è per noi un modo per far conoscere e apprezzare il nostro splendido territorio e le sue risorse.” In questa prospettiva la manifestazione è diventata più che mai attuale, cercando di cogliere l’importante sfida della promozione del territorio. S.Pellegrino Sapori Ticino si riconferma quindi come una manifestazione all’insegna dell’eccellenza delle materie prime, dei vini e della cultura dell’accoglienza.</div> 
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            <name>Rocco Lettieri</name>
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        <published>2010-05-27T13:12:43Z</published>
        <updated>2010-05-27T13:12:43Z</updated>
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        <title type="html">“Squisito!” di San Patrignano edizione 2010 Ritorno alla semplicità</title>
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                <div>“Ritorno alla semplicità” è la sfida che Squisito! la grande manifestazione sul mondo del cibo organizzata ogni anno dai 1500 ragazzi di San Patrignano, il più grande centro di recupero dalla droga d’Europa, che si propone a tutti gli amanti del buon gusto. Un tema che coinvolge tutta la filiera dell’alimentazione e invita a una riflessione sui criteri con cui scegliamo i prodotti per la nostra cucina o scegliamo il ristorante dove pranzare. “Siamo sempre più attenti a ciò che cuciniamo e mangiamo. Un alimento non solo deve essere “buono”, ma nascere vicino alle nostre case, nella sua stagione, in una filiera sostenibile che deve premiare chi produce con rispetto per la natura, la salute e il nostro palato - spiega Andrea Muccioli, responsabile della comunità – E’ questa la direzione che abbiamo scelto in tutte le nostre produzioni alimentari e ci è sembrato interessante farla diventare il tema di questa 7° edizione”.&#160;<br />Un argomento affrontato dalla Spesa di Colombo, 6 filmati realizzati per Squisito! dal “Gastronauta”, Davide Paolini, e destinati a essere messi in onda nel mese di maggio da un network di 100 TV areali del nostro Paese, in cui si affronta un viaggio tra i cibi base della nostra tavola: uova, pane, insalata, carne, burro, pesce azzurro. Temi che hanno raccolto interesse e collaborazione anche da parte di Istituzioni nazionali e internazionali. Le Nazioni Unite con il loro Ufficio contro il Crimine e la Droga (UNODC) hanno infatti rinnovato il loro patrocinio alla manifestazione riconoscendone il valore sociale e culturale, mentre in Italia patrocini e collaborazioni sono arrivate dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, dalle Regioni Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e dalla provincie di Rimini e Brescia. Novità di questa’anno è la collaborazione con il Gruppo Illy con Il Punto, un’area dedicata all’eccellenza e alla cultura del gusto con lezioni, corsi e dibattiti sul mondo del caffè, del cioccolato, del the, del gelato e della pasticceria. “All’interno del Punto vogliamo condividere la nostra passione per la qualità e per l’eccellenza del gusto, che per noi derivano da una scrupolosa cura dei processi lungo tutta la filiera e da una forte attenzione all’aspetto della sostenibilità” spiega Riccardo Illy, presidente di Gruppo Illy.</div> <br />
<div>Per quattro giorni, dal 30 aprile al 3 maggio, San Patrignano metterà a disposizione della manifestazione, una superficie di oltre 60 mila mq, con 130 stand coperti, dove scoprire i prodotti di assoluta eccellenza creati da altrettanti artigiani del cibo. All’interno di quest’area troveranno spazio sezioni e iniziative ormai di grande successo per il pubblico: i Vigneti in Bottiglia, dove AIS e Bibenda presentano le migliori 100 cantine italiane, la Piazza dei cibi di strada, dove gustare i piatti che mantengono viva la tradizione della cucina “povera”, farinata, focaccia al formaggio, trippa o tigelle, o “Squisito Lounge”, la zona relax della manifestazione, con aperitivi, degustazioni e concerti. Saranno 28 i “Presidi” targati Slow Food per aiutarci a riscoprire alimenti che si pensavano perduti, mentre nel grande prato del maneggio della comunità 5 straordinari chef, Massimo Bottura, Moreno Cedroni, Valentino Marcattilii, Vincenzo Cammerucci e Fabio Rossi, Déjeuner sur l’herbe, offriranno la loro interpretazione di un pic-nic d’autore.&#160;</div> <br />
<div>Mentre alla Giostra dei Cuochi, curata quest’anno da Anna Morelli di Apicius, saranno di scena 8 maestri della cucina tricolore e 2 ospiti stranieri. Invece sulla ribalta di Vite, il ristorante della comunità, sarà la volta di tre visiting chef d’eccezione: il grande Gianfranco Vissani, la slovena Ana Ros e il brasiliano Alex Atala. Come sempre anche 2 firme del giornalismo enogastronomico italiano, Paolo Massobrio e Luigi Cremona porteranno il loro contributo a Squisito!. Massobrio con il suo Club del Papillon cura e presenta Experimenta una cucina cantiere per aiutarci a scegliere bene tra gli scaffali dei negozi e rimanere lontani da imbrogli e spiacevoli sorprese. Mentre, gusti, sapori, profumi ed emozioni di Squisito! navigano in rete grazie a Blog Cafè di Luigi Cremona. Con lui Kruger Agostinelli e Massimo Bernardi di Dissapore animano la comunità più ghiotta del web e sarà domenica la giornata in cui saranno svelati i risultati delle votazioni on line per stabilire quali siano i wine e food blog più apprezzati da chi naviga in rete. Non mancherà neppure il Gambero Rosso, che sarà presente con un suo studio Tv e dedicherà a Squisito reportage e servizi di approfondimento.&#160;</div> <br />
<div>Per ulteriori informazioni: Carlo Bozzo- cell: 0039. 335. 57 78 445</div> <br />
<div><a href="www.squisito.org">www.squisito.org</a></div> <br />
<div><br /></div> 
            </div>
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            <name>Rocco Lettieri</name>
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        <published>2010-04-05T10:27:04Z</published>
        <updated>2010-04-05T10:27:04Z</updated>
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        <title type="html">1910-2010 Il Trenino Rosso del Bernina festeggia i suoi primi 100 anni</title>
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                <p><!-- s9ymdb:28 --><img height="266" width="400" class="serendipity_image_left" style="border: 0px none ; float: left; padding-left: 5px; padding-right: 5px;" src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/TrenoeIlDisgrazia.jpg" />Tirano, stazione di partenza del celebre trenino, sarà al centro dei festeggiamenti del centenario durante il weekend dell’8 e 9 maggio 2010, per spegnere le 100 candeline di un compleanno che aspetta tutti i turisti appassionati di cultura ed escursioni naturalistiche e tutti gli amanti dell’enogastronomia valtellinese. Infatti 100 anni fa entrava in funzione la linea ferroviaria del Bernina diventata nel 2008 Patrimonio mondiale dell’Unesco. Il treno diretto tra St. Moritz e Tirano è stato inaugurato il 5 luglio del 1910: 61 chilometri di raffinata ingegneria edile davanti al monte più alto dei Grigioni. Da quel momento in poi si è registrato un continuo successo per questa ferrovia che attraversa le Alpi e circola ogni giorno trasportando oltre un milione di passeggeri all’anno. Per tutto il 2010 la Ferrovia Retica festeggerà i 100 anni di esistenza del Trenino Rosso del Bernina, che partendo da Tirano in media Valtellina porta i passeggeri fino a St. Moritz, attraversando un paesaggio davvero “fuori dal Mondo”.<br />Nel 2010 la ferrovia centenaria mostrerà il suo lato migliore, con una ricca offerta di eventi lungo tutto il percorso, in inverno, primavera, estate e autunno, da nord a sud e viceversa. Ghiotte occasioni per gli amanti della cultura, della natura, dei treni, per le famiglie, i buongustai, gli appassionati di trekking e di storia e per chi ama oziare. Un programma ricco e denso di appuntamenti che vivacizzerà ancor di più la vita delle località di Poschiavo, St. Moritz, Pontresina, Tirano e naturalmente di numerosi altri luoghi ubicati lungo il percorso. Oltre ai viaggi a bordo di treni nuovi e nostalgici, di notte e di giorno, si prevedono momenti di festa, mostre, escursioni, iniziative enogastronomiche, nel corso di tutte e quattro le stagioni.<br />Il Trenino Rosso del Bernina offre un viaggio nella storia e tra le bellezze naturali dei Grigioni. La linea ferroviaria tra le più suggestive al mondo che collega l’Engadina alla Valtellina, da St. Moritz a Tirano, non ha perso nulla del suo fascino dall’entrata in funzione, avvenuta nel 1910. Al contrario! Grazie al Bernina Express, rappresenta uno di quei percorsi che ancora oggi sono in grado di farci vivere emozioni e scoperte racchiuse in un’esperienza davvero unica. Il paesaggio che viene offerto è una natura che varia attimo dopo attimo. Si parte da una flora vivente a 300 m. di altezza fino ad arrivare a quella dei 2300, dal verde incantato dei boschi della Valtellina al bianco manto di neve che ricopre il suo tragitto in salita, donandole un candore immacolato. Questo meraviglioso treno, opera pionieristica, è proprio il caso di dirlo, scala nel vero senso della parola, la montagna, e vi farà toccare il cielo. Ciò che entusiasma il turista non è solo la natura ma è anche la ferrovia stessa a dare spettacolo: locomotive e vagoni giocattolo, stazioncine che sembrano fatte a traforo, curve strettissime, e in quel momento vi faranno allungare le mani per afferrare la coda del treno, viadotti e gallerie elicoidali con pendenze a tratti impressionanti. Ospizio Bernina, situata a 2253 m. slm è la stazione più alta di tutta la Ferrovia retica. <br />La Ferrovia Retica è pronta a presentare alla cittadinanza l’ultimo dei gioielli di famiglia: la nuova stazione Rhaetische Bahn di Tirano punto nevralgico del traffico turistico da e per la Valtellina, quindi l’Italia. Sulla scia di un evento culturale verrà ripercorsa e decantata la storia della nascita di questa meravigliosa opera della tecnica. Un libro illustrerà con immagini e contributi testuali l’opera memorabile di 3.000 pionieri. Lo spettacolare percorso del Trenino Rosso inizia a Tirano. Dopo pochi chilometri supera già una meraviglia: il viadotto elicoidale di Brusio. Oltrepassata Poschiavo, capoluogo dell’omonima valle con le sue belle dimore patrizie, raggiunge Alp Grüm, eccezionale punto panoramico e di sosta. Superato il valico, presso Montebello, si offre ai viaggiatori la vista sull’imponente ghiacciaio del Morteratsch e sul gruppo montuoso del Bernina, con i suoi ‘4000’ scintillanti di nevi eterne. Pochi chilometri ancora e il Trenino Rosso raggiunge infine St. Moritz.<br />Nel week-end dell’8 e 9 maggio, quindi, Tirano ospiterà visite guidate alle storiche cantine del Terziere Superiore, a caccia di Inferno e Sforzato, simulazioni di guida a bordo del nuovissimo elettrotreno, degustazioni di tipici prodotti valtellinesi, viaggi-scoperta sul mitico trenino tra Tirano e Poschiavo, mostre d’artigianato e arte e visite ai palazzi nobiliari e al celeberrimo Santuario della Madonna di Tirano. <br /><br />Informazioni: Ufficio Turistico di Tirano <br />Tel. +39 0342 70 60 66 <br />infotirano@provincia.so.it </p> 
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            <name>Rocco Lettieri</name>
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        <published>2010-04-02T16:07:59Z</published>
        <updated>2010-04-02T16:07:59Z</updated>
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        <title type="html">A VINITALY 2010 LA PRESENTAZIONE DEL CATALOGO “SPIRITO DI VINO/DIECI ANNI”</title>
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            <div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml">
                <!-- s9ymdb:27 --><img class="serendipity_image_left" width="250" height="416" style="float: left; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; padding-left: 5px; padding-right: 5px; " src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/vignetta_Granzotto.jpg" /> <br />
<div>Sarà presentato venerdì 9 aprile alle 12.00 presso lo stand del Friuli Venezia Giulia al Vinitaly di Verona, il catalogo “Spirito di Vino/Dieci Anni”. La preziosa raccolta è la sintesi dell’iniziativa curata dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, associazione attiva nella promozione dell'enoturismo, che, in dieci anni, ha coinvolto migliaia di ragazzi da tutto il mondo tra i 18 e i 35 anni, chiamati ad interpretare, attraverso vignette satiriche, il messaggio del “bere consapevole”. Al concorso internazionale “Spirito di Vino”, nato quindi nel 2000, hanno da subito aderito con slancio, in qualità di giurati, i tre grandi nomi della satira italiana, Giorgio Forattini, Emilio Giannelli e Alfio Krancic, a cui si è poi aggiunto nel 2005 Valerio Marini. Grazie al loro fondamentale apporto “Spirito di Vino” è divenuto un punto di riferimento per aspiranti vignettisti. La scelta di affidare un messaggio sul mondo del vino all'espressione gioiosa e divertente della satira è ciò che lo contraddistingue da sempre ed il mondo dei giovani lo apprezza proprio per questo. Originale ed accattivante è la sfida che viene lanciata ogni anno alle centinaia di giovani che vi partecipano: il tema del vino si rivela elemento culturale che fa da sostrato alla nostra vita quotidiana e che è spunto infinito di originali creazioni.&#160;</div> <br />
<div>“Spirito di Vino” è un progetto che il Movimento Turismo del Vino FVG, presieduto da Elda Felluga, porta avanti con slancio e passione, proprio perché vede nei giovani i protagonisti dell’iniziativa. Vi è, infatti, di fondo un messaggio di educazione al bere consapevole che viene rivolto al mondo giovanile , ma anche agli appassionati di ogni luogo.&#160;</div> <br />
<div>Sostenuto dalla regione Friuli Venezia Giulia, dall’Istituto Europeo per il Design di Milano, dal Comune e dall’Università di Udine, il concorso si pregia di una giuria di tutto riguardo: il presidente onorario è Giorgio Forattini, e ne fanno parte il presidente in carica Alfio Krancic, i vignettisti Emilio Giannelli e Valerio Marini, il direttore scientifico dello IED Aldo Colonetti, l’art director del Corriere della Sera Gianluigi Colin, i giornalisti Franz Botré, Carlo Cambi e Paolo Marchi, Fede &amp; Tinto e l’attore Francesco Salvi.</div> <br />
<div>La visione cronologica delle opere presenti evidenzia come il concorso dapprima abbia mosso i suoi primi passi soprattutto tra giovani vignettisti italiani, ma si sia poi diffuso sempre più in tutti i paesi stranieri del mondo.&#160;</div> <br />
<div>Per informazioni:</div> <br />
<div>Elena Roppa - Eventi &amp; Comunicazione<br />Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia<br />Tel +39.0432.289540&#160;<br /><a href="htp://www.mtvfriulivg.it%20">www.mtvfriulivg.it&#160;</a></div> <br />
<div>Per visionare le opere dei diversi concorsi:<br /><a href="http://www.mtvfriulivg.it/SDV/vignette/antologia.html">http://www.mtvfriulivg.it/SDV/vignette/antologia.html</a></div> <br />
<div><br /></div> 
            </div>
        </content>
        
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            <name>Rocco Lettieri</name>
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        <published>2010-03-24T14:30:33Z</published>
        <updated>2010-03-24T14:30:33Z</updated>
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        <title type="html">L’Ulivo e Olio - Valori e valore dell’olio italiano </title>
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            <div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml">
                <!-- s9ymdb:25 --> <br />
<div><!-- s9ymdb:26 --><img class="serendipity_image_left" width="197" height="247" style="float: left; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; padding-left: 5px; padding-right: 5px; " src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/Libro3DUlivo_OK1.jpg" />L’olio d’oliva è uno di quei compagni della nostra vita più ricchi di tradizioni e di significati non soltanto nutrizionali, ma anche antropologici e simbolici. Nulla a che vedere con gli altri oli e grassi alimentari, «poiché per olio si intende soprattutto il succo di oliva, mentre gli altri succhi sono chiamati oli per una somiglianza con quello» (San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, III, 29, 4).&#160;</div> <br />
<div>Queste le parole di † S. Ecc.za Mons. Prof. Marcelo Sánchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, che ha aperto l’incontro “Valori e valore dell’olio Italiano” in occasione della presentazione del volume “l’ulivo e l’olio”, ottavo titolo della collana “Coltura&amp;Cultura”, voluto da Bayer CropScience per contribuire alla comunicazione dei valori delle produzioni agricole italiane.</div> <br />
<div><em>“Dopo “il grano” e “la vite e il vino”</em>, il volume <strong>“l’ulivo e l’olio”</strong> completa la triade mediterranea per eccellenza – ha affermato Frank Terhorst, Amministratore delegato di Bayer CropScience in Italia. Naturalmente il nostro sostegno alla filiera è molteplice e in primo luogo si concretizza con l’offerta di soluzioni migliori per ottenere quella qualità, salubrità e sostenibilità economica che le produzioni olearie italiane chiedono, in un momento storico di forte riduzione degli agrofarmaci a disposizione degli olivicoltori italiani. Gli agrofarmaci contribuiscono ad assicurare una costante fornitura di alimenti sani e di alta qualità a prezzi accessibili per tutti i consumatori e sono indispensabili per lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile, altrimenti destinata a decrescere, favorendo l’importazione di prodotti extra europei che non garantiscono gli stessi standard di sicurezza e qualità.”</div> <br />
<div>Ma perché un volume e un evento sull’olivicoltura italiana? &#160;In un momento critico per il settore, con prezzi ai minimi storici e bassa redditività, è ancora possibile un rinascimento dell’olio italiano? &#160;</div> <br />
<div>“L’olio è uno dei prodotti di punta del made in Italy e sicuramente quello che più immediatamente viene identificato con il Belpaese, un plusvalore che è stato al centro della battaglia sull’etichettatura d’origine e ha indotto diversi gruppi stranieri ad acquistare i marchi storici dell’industria oleica. Ma il consumatore pur manifestando una maggiore consapevolezza circa lo stretto rapporto che esiste tra alimentazione e salute non ha ancora sufficienti conoscenze per scegliere un “buon olio”. Lo conferma una recente ricerca quantitativa sui consumatori di olio, condotta da Daniele Tirelli, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. I consumatori italiani - ribadisce Tirelli - sebbene motivati in primo luogo dal prezzo, in virtù delle dilaganti promozioni, cominciano in una parte consistente a richiedere gusto e qualità. &#160;L’acquisto sempre più preponderante nelle catene di distribuzione moderna ne condiziona ovviamente il rapporto qualità-prezzo, pur sussistendo una componente non trascurabile del mercato soddisfatta dall’acquisto nei frantoi. La natura di “commodity” dell’olio d’oliva ha fatto sì che la sua cultura di consumo sia fortemente distorta e penalizzata da una serie di stereotipi. Idee sbagliate e preconcette relative ad esempio alla “prima spremitura” o alla “spremitura a freddo” sono indice della grande distanza tra frantoio e consumatore. Questa scarsissima e spesso erronea conoscenza può e deve essere corretta e arricchita di quei valori che appartengono solo all’Italia e che hanno già fatto la fortuna del vino italiano nel nostro paese e all’estero&quot;. &#160;&#160;</div> <br />
<div><br /></div> <br />
<div><strong>(Pagine 784 - Illustrazioni </strong><strong>1.375</strong><strong> )</strong> fa parte della collana “Coltura &amp; Cultura” ed è pubblicato con il marchio Script del gruppo ART. &#160;I volumi della collana possono essere acquistati, oltre che direttamente presso l’editore, anche nelle migliori librerie sul territorio, in internet e alle principali fiere e saloni del settore, grazie alla attenta e capillare distribuzione. Per la medesima collana sono già stati realizzati i titoli: il grano, il pero, la vite e il vino, il mais, il pesco, il melo, il riso. Prossima uscita: il carciofo.&#160;</div> <br />
<div><br /></div> <br />
<div><strong>Per informazioni e contatti:</strong><br />Paola Sidoti, phone: + 39 02 3972 3681<br />E-mail: paola.sidoti@bayercropscience.com<br />Maggiori informazioni su <a href="http://crop.bayercropscience.it">http://crop.bayercropscience.it</a></div> <br />
<div><br /></div> 
            </div>
        </content>
        
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        <link href="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/index.php?/archives/26-Le-anteprime-della-Toscana-il-Brunello-di-Montalcino-DOCG.html" rel="alternate" title="Le anteprime della Toscana: il Brunello di Montalcino DOCG " />
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            <name>Rocco Lettieri</name>
                    </author>
    
        <published>2010-03-07T15:41:14Z</published>
        <updated>2010-03-07T15:41:14Z</updated>
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        <title type="html">Le anteprime della Toscana: il Brunello di Montalcino DOCG </title>
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                <!-- s9ymdb:23 --><img width="500" height="333" class="serendipity_image_center" style="border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px;" src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/MontalcinoLaTorre.jpg" /><br />Il debutto ufficiale per presentare l’annata 2005 del Brunello di Montalcino, che aveva ricevuto il rating di 4 stelle, ha avuto il suo momento ufficiale: «È stata una vendemmia di buon livello - ha spiegato il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino Patrizio Cencioni - nonostante le quantità di uve raccolte e vinificate, abbiano registrato una contrazione del 15% rispetto al 2004». La commissione di assaggio ha assegnato le 4 stelle anche alla vendemmia 2009 ed è stata posta, come ogni anno, sul muro del palazzo comunale, la piastrella commemorativa che quest’anno è stata realizzata dagli autori di “The Drops of God” (Le gocce di Dio), un popolarissimo fumetto manga giapponese che parla di vino, creato e scritto da Tadashi Agi (pseudonimo che rappresenta il team dei fratelli Yuko e Shin Kibayashi). Le notizie sulla vendemmia del millesimo presentato: Luglio e agosto 2005 abbastanza caldo e soleggiato. Un andamento meteorologico generalmente equilibrato che, sommato alle naturali caratteristiche dei terreni e alla posizione del territorio di Montalcino, hanno permesso uno sviluppo molto buono fino alla fine del mese di agosto. Le piogge della prima parte di settembre hanno di fatto ritardato le operazioni di vendemmia. La vendemmia si è svolta a partire dal 20 settembre quando il sole ha permesso di asciugare le uve, consentendo anche le operazioni di raccolta. Le uve avevano una buona presenza di polifenoli e gradazioni zuccherine ideali, portando i vini ad un buono/ottimo risultato. «In questo momento di grande impegno - ha aggiunto Cencioni - registriamo con soddisfazione le valutazioni della vendemmia 2009, che potrà permetterci di mantenere la nostra forza sui mercati e per continuare a proporre Montalcino, nel panorama internazionale, come un “classico assoluto” dell’enologia toscana e italiana». Grande ottimismo, quindi, anche per la vendemmia 2009, anno durante il quale la zona di Montalcino ha affrontato con grande determinazione la situazione di crisi economica mondiale, che sta coinvolgendo tutte le realtà vitivinicole, sia del vecchio mondo, sia dei nuovi paesi produttori. A presentare le caratteristiche dell’annata 2009 è stato l’enologo Paolo Vagaggini che ha sottolineato «la difficoltà di giudicare l’annata a pochi mesi dalla vendemmia con le fermentazioni non ancora finite del tutto. Nonostante le mie 35 vendemmie mi stupisco ancora come una vendemmia non è mai uguale all’altra con differenze significative. Ho notato un ciclo decennale che evidenza peculiarità simili a dieci anni di distanza. Ad esempio l’annata 1997 e quella del 2007 sono state abbastanza simili con clima asciutto e secco con vini subito pronti e fruibili dai tannini levigati, l’unico dubbio è la loro tenuta nel tempo. Però le due annate 1997 e 2007 erano a 5 stelle». L’annate 1998 e 2008 sono state fredde a livello termico, i tannini sono meno levigati ma molto longeve. Però entrambe le annate avevano ricevuto il rating di 4 stelle. Le annate con il finale in nove, quindi 1999 e 2009 (entrambe con 4 stelle) hanno un destino strano. Ad esempio il 1999, annata decisamente positiva non valutata al massimo, fu rivalutata nel tempo. L’annata 2009 con una piovosità media ben distribuita, una temperatura buona con un picco nel mese di agosto che ha portato ad una maturazione precoce delle uve ha permesso di arrivare alla vendemmia in tempi in cui le piogge non hanno compromesso il raccolto.&#160; <br /><br /><strong>La degustazione: </strong><br />136 i campioni proposti in degustazione per l’annata 2005. Certamente un’annata che alla degustazione non si è presentata tra le grandi però possiamo confermare che l’acidità e la pulizia al naso era rimarchevolmente positiva. Anche il colore ha trovato la sua giusta connotazione. Una vendemmia che ha ancora spigoli da smussare che il tempo potrebbe portare ad un buon sposalizio con i tannini pur presenti ma non sgraziati, anzi, oserei dire, quasi armonici e lineari. Molti vini erano duri e ancora scontrosi con tannini da masticare. Sono certo che il tempo darà ragione a questi vini che ricordiamocelo, sono e dovrebbero essere fatti al 100% con Sangiovese Grosso, il più ostico dei vitigni d’Italia in grado di competere alla grande con il Nebbiolo di tutta l’Italia del Nord, dal Piemonte alla’alta Valtellina. Tra i ricordi degustativi più interessanti, i vini delle seguenti Case: Canalicchio di Sopra, Ciacci Piccolomini, Corte Pavone, Costanti, Cupano, Fattoi, Fuligni, Gianni Brunelli, Il Colle, Il Marroneto Madonna delle Grazie, Il Paradiso di Manfredi, La Fiorita, La Fortuna, La Rasina, Lambardi, Le Ragnaie, Lisini, Mastrojanni, Maté, Pinino, Podere Brizio (uno dei più armonici), Poggio Antico, San Lorenzo, Sesti di Sopra, Sesti, Siro Pacenti, Tassi, Tenuta Le Potazzine, Tiezzi, Uccelliera e Villa Poggio Salvi.<br /><!-- s9ymdb:24 --><img width="500" height="500" class="serendipity_image_center" style="border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px;" src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/PIASTRELLA-TILE2009.jpg" /><br /> 
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        <link href="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/index.php?/archives/25-La-musica-nuovamente-protagonista-in-Mesolcina.html" rel="alternate" title="La musica nuovamente protagonista in Mesolcina" />
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            <name>Rocco Lettieri</name>
                    </author>
    
        <published>2010-03-07T15:29:27Z</published>
        <updated>2010-03-07T15:29:27Z</updated>
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        <title type="html">La musica nuovamente protagonista in Mesolcina</title>
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            <div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml">
                <div align="center">con l’inizio della quinta edizione delle Serate Concertistiche di Soazza <br />
<img width="500" height="375" src="uploads/ChiesaSMartinodiSoazza.jpg" style="border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px;" class="serendipity_image_center" /><br />Il 20 marzo lo show di Ennio Marchetto nella Sala Multiuso di Soazza. Il famoso trasformista, reduce dai recenti successi di Milano, allieterà una serata davvero indimenticabile. Ennio Marchetto , noto come il “ cartone animato vivente “, nasce a Venezia nel 1960. Cresce in mezzo al Carnevale di Venezia, adora i cartoni animati di Walt Disney che nutrono i suoi voli nel regno della fantasia e dopo aver iniziato per diletto e per divertire gli amici la sua arte gli fa vincere il Leone d’Oro al Festival di Venezia con il suo primo cabaret e successivamente il Golden Mosquito per la commedia. Si è esibito a fianco di grandi stars quali Prince, George Michael, Spice Girls, Brian Adams ed è spesso presente al grande ballo benefico che ogni anno Sir Elton John organizza nel suo castello per raccogliere fondi per la lotta contro l’Aids. Il suo impegno per scopi benefici lo hanno portato a esibirsi lo scorso anno al Ballo per la vita di Vienna. Assolutamente da non perdere! <br /> <br />
<p>Sarà&#160; poi la volta, il 17 aprile nella Chiesa di San Martino a Soazza, del clarinettista Corrado Giuffredi accompagnato da Walter Zagato, Enrico Fagone e Andrea Dindo a esibirsi in un<br />Caffe Concerto. &#160;<br />Nel corso della serata il Comitato delle Serate Concertistiche avrà&#160;il grande piacere di presentare il loro primo CD con registrazioni dal vivo eseguite nelle stagioni 2007/2008 nella Chiesa di San Martino. Il CD sarà in vendita a Fr. 20.- <br />Fortemente richiesto dal pubblico il 15 maggio nella Chiesa di San Martino tornerà&#160; il Quintetto Bislacco che presenta il suo nuovo programma “ Wanted “.<br />Nella Chiesa di Santa Maria del Castello a Mesocco, il 5 giugno, sarà la volta del Maestro Dieter Flury, primo flauto traverso della Wiener Philarmonic Orchestra, ad interpretare musiche di Mozart, Cimarosa e Tchaikowsky accompagnato dall’Orchestra Filarmonica di Torino diretta dal Maestro Sergio Lamberto. Con il Maestro Flury suonerà Francesca Dellea, artista locale che grazie a una borsa di studio ha potuto a suo tempo studiare proprio con il Maestro Flury. <br />Il 5 agosto si esibirà e, sarà un gradito ritorno in valle, l’Orchestra della Svizzera Italiana <br />Nella Sala Multiuso di Soazza il 4 settembre il Gershwin Piano Quartet con 4 pianoforti offrirà&#160;sicuramente una serata indimenticabile per gli amanti del genere. <br />A grande richiesta tornerà&#160;in Mesolcina l’11 settembre, esibendosi in arie di opera e operetta, la nostra prima soprano nazionale, Noemi Nadelmann, come sempre accompagnata dal Maestro Desponds. &#160;<br />Sarà&#160; questa la serata clou che chiuderà&#160;la stagione 2010 delle Serate Concertistiche di Soazza.<br />Tutti i concerti avranno inizio alle ore 19.30 salvo quello del 5 agosto previsto per le 20:30.<br />Per maggiori informazioni : <a href="http://www.concertisoazza.com%20">www.concertisoazza.com </a><br /> <br />*****<br /><!-- s9ymdb:22 --><img width="500" height="375" class="serendipity_image_center" style="border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px;" src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/LochefStefanoCaccia.jpg" /><br /></p> <br />
</div>Possibilità&#160;di dopocena al Ristorante al Cacciatore di Soazza, prenotando al n. 0041.91. 8311820 oppure e-mail: alcacciatore@bluewin.ch. Titolare: Pia Cafiero Ullmann.<br />Lo chef Stefano Caccia vi delizierà&#160; con un menu di 4 portate a Frs: 68 (bevande escluse). <br /><br /> 
            </div>
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        <link href="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/index.php?/archives/23-100100-al-Brunello-di-Montalcino-di-Biondi-Santi.html" rel="alternate" title="100/100 al Brunello di Montalcino di Biondi Santi" />
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            <name>Rocco Lettieri</name>
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        <published>2010-03-05T16:22:18Z</published>
        <updated>2010-03-05T16:22:18Z</updated>
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        <title type="html">100/100 al Brunello di Montalcino di Biondi Santi</title>
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                <!-- s9ymdb:19 --><img class="serendipity_image_center" width="582" height="388" style="border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; padding-left: 5px; padding-right: 5px; " src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/14.JPG" /> <br />
<div>Il Direttore del Gambero Rosso, nonché massimo esperto e critico a livello mondiale del settore vinicolo, incorona il Brunello Biondi Santi Riserva 2004 assegnando 100/100. Infatti, Daniele Cernilli, elogia questa grande riserva paragonandola ai migliori millesimi mai prodotti come il 55,64,75 ed 83….&#160;</div> <br />
<div>Questo il suo commento: “Ho avuto la fortuna di assaggiare in anteprima il Brunello di Montalcino Riserva 2004 di Biondi Santi. Mi è sembrata una versione maiuscola, degna delle migliori, e se terrà nel tempo, come credo, rinverdirà i fasti del '55 e del '64. Ha un colore rubino granata molto vivo, appena più concentrato di quanto mi sarei aspettato. I profumi sono quelli classici del Brunello, con note di amarena e di tabacco in primo piano, ma con sentori di ribes nero e forse anche leggermente di rabarbaro a completarne lo spettro olfattivo, ampio e di ottimo impatto. Credo che ci siano le premesse per poter prevedere una terziarizzazione molto interessante, non così balsamica come nel '75, ma con note affumicate, come nel '55 ed anche nell'83. In bocca ha una dolcezza estrattiva che tampona assai bene la gagliardìa tannica, che ancora possiede, ma che non risulta spigolosa oltre i limiti che l'eleganza impone. Nessun retrogusto amaro, anzi, note dolci e calde che lo accompagnano nel lunghissimo finale. Un vino ricco ma elegante e tipico, che sarà un punto di riferimento per il Brunello di Montalcino prossimo venturo, e che sintetizza una grande coerenza territoriale con un'eleganza che raramente viene espressa in modo così felice in zona. E per la prima volta per un vino italiano mi azzardo ad assegnare 100/100”.</div> <br />
<div>“Ma la Riserva 2004 di Biondi Santi mi ha davvero colpito nell'anima – continua Daniele Cernilli -. Non è solo un grandissimo vino, è uno di quei vini dei quali, dopo averlo assaggiato, non si riesce a fare a meno. Io credo di essere uno che non si commuove spesso. Di vini ne assaggio troppi per non avere alla fine un pò di distacco. Ma da antico appassionato, perché quello sono, quando bevo un vino del genere riesco ancora ad emozionarmi come un principiante. Altrimenti non ne avrei scritto sul forum”.</div> <br />
<div>Per saperne di più: www.biondisantispa.com</div> <br />
<div>Tel: 0039. 0577. 84 71 21</div> <br />
<div><br /></div> <br />
<div style="text-align: center; ">Un nuovo volume per Franco Biondi Santi<br /><strong><em>Questa è la mia terra.<br /><span style="font-style: normal; font-weight: normal; "><strong><em>Franco Biondi Santi, Montalcino e il Brunello<br /><span style="font-style: normal; font-weight: normal; ">di Maurizio Boldrini, Bruno Bruchi e Andrea Cappelli<br />Protagon Editori<span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre; "> </span></span></em></strong></span></em></strong></div> <!-- s9ymdb:20 --><img class="serendipity_image_left" width="237" height="330" style="float: left; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; padding-left: 5px; padding-right: 5px; " src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/copertina.jpg" />Questa è la mia terra. Franco Biondi Santi, Montalcino e il Brunello, è questo il titolo del nuovo volume edito dalla Protagon Editori che è stato al Teatro degli Astrusi a Montalcino. Il volume narra la vita di Franco Biondi Santi, una delle figure che più hanno contribuito all’eccellenza produttiva del Brunello, e la storia della sua grande famiglia, profondamente legata con la terra senese. Già dalla prefazione intitolata “L’alchimista che trasforma gli acini in oro liquido” si percepisce quanto sia forte questo legame: “Quando parla della sua terra, Montalcino, e del Brunello, che ormai lo connota, quando descrive quello spicchio di collina, che declina verso valle, cinta di vitigni di Sangiovese e con al centro la monumentale villa de Il Greppo, gli occhi gli si ravvivano e le mani carezzano quel legno che dà sapore ai suoi vini e sostegno alla vecchia tempra di gentiluomo di campagna. Il fatto è che questa terra è la sua vita e il vino è la catenella d’oro che ce lo tiene legato”.&#160;<br />
<div>Durante la presentazione, insieme al protagonista e agli autori Maurizio Boldrini, Bruno Bruchi e Andrea Cappelli, hanno parlato del libro il sindaco di Montalcino Maurizio Buffi, lo storico Giuliano Catoni e uno dei fondatori della comunità monastica dell’Abbazia di Sant’Antimo Padre Andrea Forest. Pagine e pagine di testimonianze, documenti raccolti in numerosi archivi, alcuni dei quali ancora da sfogliare, foto, oggetti e lettere che vengono conservati con cura nell’archivio di famiglia sono raccolti nel volume e accompagnati dalle foto di Bruno Bruchi.&#160;</div><!-- s9ymdb:20 --> <br />
<div><br /></div> <br />
<div>ISBN 978-88-8024-270-3</div> <br />
<div>Protagon Editori - Siena</div> <br />
<div><br /></div> 
            </div>
        </content>
        
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        <link href="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/index.php?/archives/22-2010-Anno-DellOrgoglio-del-Vino.html" rel="alternate" title="2010: Anno Dell’Orgoglio del Vino" />
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            <name>Rocco Lettieri</name>
                    </author>
    
        <published>2010-03-01T15:32:48Z</published>
        <updated>2010-03-01T15:32:48Z</updated>
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        <title type="html">2010: Anno Dell’Orgoglio del Vino</title>
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            <div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml">
                <div><br /></div> <br />
<div><!-- s9ymdb:18 --><img class="serendipity_image_left" width="294" height="384" style="float: left; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; padding-left: 5px; padding-right: 5px; " src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/uvamore.jpg" /> <br />
<div>Il vino italiano alza la voce. Il 22 febbraio a Rimini, nel contesto di Divino Lounge di Rimini Fiera, il 2010 è stato dichiarato “Anno dell´Orgoglio del Vino”.&#160;</div> <br />
<div>Questo anche il titolo del convegno promosso da La Madia Travelfood “Contro ogni logica di proibizione e di cattiva informazione - come ha detto in apertura il coordinatore Andrea Dal Cero - per iniziare a liberarci dalla paura e dall´ignoranza, per non sentirci vittime e per non definirci complici, per ritrovarci intellettualmente onesti, per riaffermare, se mai ce ne fosse bisogno, le connotazioni positive del vino e ribadire che il mondo del vino rientra a pieno titolo della parte migliore di questo Paese”.&#160;</div> <br />
<div>Uno scatto d´orgoglio che ha riunito attorno allo stesso tavolo produttori, esperti e comunicatori di vino, con spirito dichiaratamente provocatorio e l´obiettivo di ribadire il bagaglio culturale che dalla vigna al bicchiere accompagna quello che un tempo era il Nettare degli Dei, ma che al giorno d´oggi risulta percepito prevalentemente come elemento di allarme sanitario e sociale il cui consumo va regolamentato esclusivamente attraverso norme restrittive e repressive.</div> <br />
<div>”È un dato di fatto che il vino, pur coinvolgendo milioni di persone, non sia considerato e trattato come una realtà d´interesse nazionale - ha dichiarato Piero Valdiserra, direttore marketing di Rinaldi Holding - ed è inspiegabile come mai sulle provocazioni di cui il mondo del vino è oggetto da diverso tempo non ci sia il dibattito che invece dovrebbe esserci”. &#160;Anche sotto il profilo culturale - ha continuato Valdiserra - &#160;la storia dei consumi in Italia è profondamente differente da quella di paesi come Inghilterra e Russia, in cui il tema dell´abuso di alcool è storicamente presente, dunque non si capisce come mai ci siamo accodati al trend punitivo di realtà culturalmente molto lontane dalla nostra. Per non parlare dell´intrusione dell´autorità pubblica che in Italia diventa addirittura paternalistica perché, ferma restando la responsabilità penale personale, non è accettabile penalizzare la libertà di milioni di persone”.</div> <br />
<div>Anche i produttori prendono le distanze dagli eccessi. “Il mondo del vino viene continuamente attaccato e demonizzato - ha spiegato Chiara Giannotti, direttore marketing di Fazi Battaglia - siamo tutti molto lontani dagli eccessi e dallo sballo, ma la politica invece di aprire un dialogo ha deciso di attuare un taglio netto. Proibizionismo e terrorismo non servono a nulla. Dobbiamo iniziare a trasmettere la giusta cultura del vino che rappresenta un complemento giusto e piacevole della tavola”.</div> <br />
<div>E la comunicazione, spesso vittima di autocensura, sarà chiamata a fare la sua parte. “Il proibizionismo di maniera non è un deterrente all´eccesso - ha spiegato il giornalista ed esperto di comunicazione Fabio Piccoli - occorre invece ricominciare a parlare di riconoscibilità dell´identità, ovvero esperienza, confronto e senso del limite. Perché il vino è parte integrante della nostra civiltà”.</div> <br />
<div>Tutti concordi sul fatto che il vino sia condivisione del piacere e sulla necessità di fare squadra attorno a questa importante missione per l´intera filiera. “Il vino italiano (e non solo quello) ancora oggi affascina il Mondo e potrebbe avere ancora maggior successo se non fosse che ognuno se ne va per la propria strada - ha concluso il Presidente Nazionale dell´Associazione Italiana Sommeliers Terenzio Medri definendosi super orgoglioso e aderendo istituzionalmente al movimento dell´orgoglio del vino - è evidente che a questo settore manchi una regia. Il primo passo dovrebbe essere un´incontro degli Stati Generali del vino per trovare un punto d´incontro e parlare una sola lingua. Altrimenti rischiamo di uscire dal sistema internazionale”.&#160;</div> <br />
<div>L’invito rivolto da La Madia Travelfood all’intero comparto produttivo è evidente: soltanto dai produttori di vino e da chi li rappresenta istituzionalmente può nascere un nuovo movimento di autonomia di pensiero, di consapevolezza e di orgoglio. La stampa specializzata sarà ben contenta di dare risalto ad ogni iniziativa tesa ad operare in questa direzione di ritrovata dignità professionale.&#160;</div><br /> <br />
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            </div>
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            <name>Rocco Lettieri</name>
                    </author>
    
        <published>2010-01-07T15:21:19Z</published>
        <updated>2010-01-07T15:21:19Z</updated>
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        <title type="html">Fresco, profumato e croccante</title>
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<div><a href="Fresco,%20profumato%20e%20croccante">http://katalog.manor.ch/erez4/fsi4/fsi.swf?cfg=catalog_fsi/buongusto_it&amp;pages_initialpage=1</a></div> <br />
<div>Una rivista di ben 76 pagine dove si parla pure di Modena, dell’Aceto Balsamico di Giusti, della Grappa di Altavilla, di zuppe nostrane e di formaggi piemontesi del caro amico Giuseppe Occelli. Questo il contenuto di una giornata lavorativa di un panettiere di Chavannes-de-Bogis: “Le panetterie dei Supermercati Manor Food sfornano pane e altre specialità tutti i giorni dalle 6 del mattino: prodotti sempre freschi e con il marchio Bio Natur Plus, a base di ottimi ingre¬dienti a coltivazione biologica. Venite a visitarci a Chavannes-de-Bogis e convincetevi di persona!</div> <br />
<div>Il profumo del pane appena sfornato, croccante e irresistibile si sparge tutto intorno. Siamo davanti ad una montagna di pane a lievitazione naturale: le pagnotte vengono accatastate dolcemente una sull'altra, rotolando dalla pala del panettiere. Nella panetteria Manor di Chavannes-de-Bogis sono quasi le 9. Alcuni minuti dopo, all'apertura del negozio, la montagna di pane inizia a scendere e le pagnotte sono disposte in ordine perfetto sui ripiani. A questo punto i cinque panettieri e pasticcieri possono concedersi un attimo di sosta. Sono arrivati di buon mattino da Manor Food, nel grande centro commerciale fra Nyon e Ginevra. Nella panetteria il lavoro è iniziato a pieno ritmo già alle 6. E a buona ragione, visto che sulla lavagna figurano ben 20 tipi di pane — pane a lievitazione naturale, manorette, ciabatte, baguette e tanti altri ancora - che devono essere preparati freschi ogni giorno: dalla mattina presto alla sera tardi. Il pane fresco viene sfornato continuamente, fino ad un'ora prima della chiusura del negozio.&#160;</div> <br />
<div>Dapprima si impasta la farina. Un tipo di pane è già stato impastato il giorno prima: si tratta del pane a lievitazione naturale che deve riposare almeno 20 ore prima di essere lavorato. «Se l'impasto è lasciato riposare a lungo, il pane resta fresco più a lungo e acquista un gusto più intenso», spiega Philippe Cesco Résia, il responsabile della panetteria di Manor Food a Chavannes-de-Bogis, mentre solleva con cura l'impasto dal recipiente in cui è depositato da ieri, lo posa sul tavolo e inizia a formare le pagnotte. Dove è stato tagliato, l'impasto è bello turgido e presenta delle bollicine di aria. Il signor Cesco Résia è radioso. L’impasto e proprio come deve essere: perfetto! Il trentanovenne fa il panettiere per passione; dopo aver gestito per anni una panetteria in proprio, due anni fa è tornato da Manor — dove aveva già lavorato in passato — dando prova di grande intraprendenza. Insieme ai suoi colleghi è costantemente impegnato nello sviluppo del vasto assortimento di pane di Manor Food. Philippe Cesco Résia racconta che, nella cittadina francese in cui gestiva la sua panetteria, gli altri panettieri lo consideravano un pazzo: «Ero l’unico a preparare i Croissant artigianalmente, tutti gli altri se li facevano portare surge¬lati».&#160;</div> <br />
<div>Da Manor Food, invece, nessuno lo considera pazzo. Nelle 33 panet¬terie Manor, dove il pane è un prodotto interamente artigianale, i prodotti surgelati sono banditi. Qui, la panetteria sforna ogni giorno prodotti artigianali freschi. E non solo: tutti i prodotti sono inoltre a base di acqua, sale marino e frumento esclusivamente biologico. « Fare il pane biologico, in pagnotte dalla forma perfetta, non è facile », spiega Philippe Cesco Résia e aggiunge: «nel pane tradizionale la forma e la consistenza sì ottengono grazie agli additivi. Per fare il pane biologico, noi invece rinunciamo a queste sostanze e siamo costantemente alla ricerca di metodi per ottenere pane dalla forma perfetta». Le pagnotte rotonde e allungate di pane a lievitazione naturale nel frattempo sono rimaste a lievitare mezz'ora in un armadio a tempera¬tura controllata. Dopo di che vengono messe nel forno. Un getto di vapore — simile al fiotto di una sauna — assicura il giusto grado di umidità nel vano di cottura. Dopo tre quarti d'ora di cottura, il pane resta nel forno con lo sportello aperto per una decina di minuti. Così si forma la deliziosa crosta.&#160;</div> <br />
<div>«Lo squisito sapore leggermente acido rende questo pane davvero unico», dice contento Philippe Cesco Résia. Il pane a lievitazione natu¬rale è una delle specialità più amate nell'assortimento di Manor Food. È prodotto a base di farina di frumento, di segale e farina bigia, ma non resterà a lungo l'unico del suo genere. Philippe Cesco Résia punta attualmente sul farro: «Un cereale davvero eccezionale!» A Chavannes-de-Bogis il pane di farro si produce in via sperimentale. Mentre spezza una pagnotta fresca e sottile e ne offre ai presenti, Philippe Cesco Résia chiede «Com'è?». Che domande! È squisito! <span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre; "> </span></div> <br />
<div>Che il tuo pane sia sempre fresco….questo l’inizio di un mio libretto dal titolo PROFUMO DI PANE. Come non essere d’accordo con la direzione della Manor!</div><!-- s9ymdb:17 --><img class="serendipity_image_center" width="500" height="500" style="border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; padding-left: 5px; padding-right: 5px; " src="http://www.gdp.ch/blog/gastronomia/uploads/CommessedipanificioinSicilia.jpg" /> 
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