La notizia è di questi giorni: sono partite dalle coste dell'Africa le "carrette del mare" piene di disperati desiderosi di sbarcare in Italia in cerca di una vita migliore. Ma l'Iralia in questi ultimi mesi si è fatta più severa in materia di profughi... si possono capire anche gli italiani (non è possibile aprire le frontiere a tutti), ma quei poveracci sono anche loro esseri umani. Si faccia almeno qualcosa a livello politico: l'Italia prema sui capi di Stato africani per ricordare loro la situazione penosissima di questi disperati. Vaganti in mare per diversi giorni, senza cibo e senza acqua, le imbarcazioni di questi "disperati del mare" sono state volutamente ignorate dalle navi in transito. Risultato: uomini, donne e bambini morti disidratati e gettati in mare. Nessuno ha ascoltato il loro grido! Finalmente, alla vista di questa tragedia, qualcuno si è accostato. È terribile! In Russia c'è un bel proverbio che dice: "Quando c'è posto nel cuore, c'è posto anche nella casa". Indirettamente, e non solo in riferimento ai disperati del mare, siamo un po' tutti colpevoli! "Ero straniero - dice Gesù - e mi avete ospitato".
Lunedì, 24 Agosto 2009
Ancora “disperati del mare”…
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